Elezioni regionali Emilia Romagna 2019: data, candidati e sondaggi

Nel 2019 in Emilia Romagna si voterà per le elezioni regionali, anche se non si esclude un possibile slittamento a inizio 2020: ecco la possibile data del voto, i candidati in corsa e cosa dicono nel merito i sondaggi.

Elezioni regionali Emilia Romagna 2019: data, candidati e sondaggi

Cresce l’attesa per le elezioni regionali in Emilia Romagna, soprattutto dopo i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative dove il centrodestra ha fatto il pieno di voti strappando anche la guida di comuni come Ferrara e Forlì.

Ancora però c’è incertezza sulla data con due ipotesi in campo: fine novembre oppure fine gennaio, con la seconda opzione che sembrerebbe prendere quota negli ultimi giorni. Tutto dipenderà da quando sarà approvato il bilancio, con la decisione che sarà presa entro la fine del mese.

Nel frattempo in Emilia Romagna sono iniziate da mesi le grandi manovre in merito alle elezioni regionali, con i sondaggi che ipotizzano un grande equilibrio come mai avvenuto nel recente passato.

L’attuale governatore di centrosinistra Stefano Bonaccini correrà infatti per cercare di ottenere un secondo mandato, sperando anche di strappare un accordo con il Movimento 5 Stelle, ma la crescita fatta registrare ultimamente dal centrodestra (specie dalla Lega) rendono queste elezioni regionali in Emilia Romagna più che incerte.

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ELEZIONI EMILIA ROMAGNA

La data delle elezioni in Emilia Romagna

Particolarmente fitto è il calendario politico del 2019 in Emilia Romagna. Come nel resto del paese, le urne in primis si sono aperte lo scorso 26 maggio per le elezioni europee e per il primo turno delle amministrative.

In merito alle elezioni amministrative, in Emilia Romagna si votato per quanto riguarda i comuni capoluogo a Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Cesena e Forlì. Il ballottaggio poi dove previsto si è tenuto 9 giugno.

Per quanto riguarda le elezioni regionali, si era paventata la possibilità di un accorpamento con le europee per una sorta di election day, ma alla fine l’ipotesi che era stata anche inserita nella legge di Bilancio è stata subito scartata.

In Emilia Romagna quindi, in teoria, si dovrebbe votare in autunno così come è avvenuto nel 2014 quando le urne si aprirono in data 23 novembre, magari facendo una data unica con le regionali in Calabria e Umbria.

Per permettere però alla Giunta uscente di approvare il Bilancio, evitando così l’esercizio provvisorio, ci potrebbe essere anche uno slittamento a inizio 2020 tanto che si parla di fine gennaio come il possibile mese del voto.

Visto che non si è andati a elezioni anticipate - ha spiegato il governatore Bonaccini - dunque è venuta a cadere l’ipotesi di possibile election day, mi pare che fine novembre o fine gennaio, avendo in mezzo Natale, sono le due vere opzioni in campo. Nel giro di pochi giorni, al massimo due settimane, lo comunicheremo”.

La legge elettorale

Anche nel 2019 in Emilia Romagna si voterà con la nuova legge elettorale, modificata il 23 luglio 2014 e che ha fatto il proprio esordio cinque anni fa in occasione del voto regionale del 23 novembre.

Legge elettorale Emilia Romagna
Il testo completo della legge elettorale in vigore in Emilia Romagna

Come da prassi per le regionali ci sarà l’elezione diretta del governatore. Niente ballottaggio quindi con il candidato che riuscirà a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari che sarà il vincitore.

Per garantire una sostanziale governabilità in Consiglio, alla lista o più liste che appoggiano il candidato più votato verrà assegnato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su un totale di 50.

In generale 40 consiglieri saranno eletti con un metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali, 9 invece con sistema maggioritario nelle singole circoscrizioni mentre il restante seggio è riservato al candidato vincitore.

Sarà possibile effettuare un voto disgiunto, per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale e per una delle altre liste a esso non collegate, mentre la soglia di sbarramento sarà del 3% per le liste non coalizzate e del 5% per quelle invece coalizzate.

I candidati

Lo scorso ottobre l’attuale governatore Stefano Bonaccini si è detto disponibile a una nuova candidatura per un secondo mandato. Il centrosinistra quindi non dovrebbe ricorrere alle primarie come cinque anni fa.

Bonaccini comunque dovrà cercare ora di costruire la sua coalizione che nel 2014 ha compreso anche l’allora SEL. Ormai certo è l’allargamento anche a Italia in Comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

La grande novità però potrebbe essere quella di un asse con il Movimento 5 Stelle, Bonaccini si è dichiarato possibilista a riguardo, anche se in quest’ottica molto dipenderà da come evolveranno le dinamiche nazionali e se verrà raggiunto un accordo in Umbria dove si voterà a fine ottobre.

Si presenterà unito il centrodestra, ma per il candidato ci sono ancora incomprensioni. Stando ai recenti accordi tra i partiti, toccherà alla Lega indicare quello che sarà il candidato della coalizione con Matteo Salvini che da tempo ha scelto la senatrice Lucia Borgonzoni.

Negli ultimi giorni però Fratelli d’Italia ha rimesso tutto in discussione, proponendo Galeazzo Bignami come candidato del centrodestra in Emilia Romagna. Come già accaduto in passato, servirà un vertice alla presenza dei tre leader della coalizione per sciogliere ogni dubbio.

Alle elezioni ci potrebbero essere quindi soltanto due candidati in campo nel caso di una convergenza del Movimento 5 Stelle verso Bonaccini: di fatto, sarebbe una sorta di ritorno a quel bipolarismo che imperava prima dell’irruzione sulla scena politica nostrana dei grillini.

I sondaggi

Vista l’importanza di questo voto regionale in Emilia Romagna, sono già diversi i sondaggi che stanno provando a ipotizzare l’esito delle elezioni del prossimo autunno. Di certo non ci sarà nulla di scontato come negli anni passati.

Nel 2014 Stefano Bonaccini venne eletto con il 49% dei voti, staccando nettamente sia il centrodestra che il Movimento 5 Stelle. In una regione storicamente “rossa”, le ultime elezioni politiche hanno però segnato una grande crescita del centrodestra trainato dalla Lega.

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo è quello realizzato, tra il 6 e il 10 luglio, dall’istituto GPF, dove viene confermato il sentore del testa a testa tra centrodestra e centrosinistra con il Movimento 5 Stelle più staccato.

Oltre alla Lega primo partito, quello che emerge è che il 32,5% degli intervistati si è dichiarato ancora indeciso su chi votare, un dato che non fa che aumentare il clima di incertezza che aleggia intorno a questo voto così delicato.

Anche un sondaggio pubblicato in data 5 febbraio 2019 dall’edizione bolognese del Corriere della Sera e realizzato da Ipsos, andrebbe a confermare questa grossa crescita del carroccio a discapito del PD.

Sondaggio Ipsos Emilia Romagna
Il sondaggio completo di Ipsos in merito all’Emilia Romagna

Stefano Bonaccini però può sorridere con il fatto che il 62% degli intervistati abbia giudicato positiva la sua amministrazione. Il sentore è quindi che sarà una sfida sul filo di lana tra il governatore e il candidato che andrà a esprimere la Lega.

Alle ultime politiche in Emilia Romagna la coalizione di centrodestra in totale prese il 33,06% contro il 30,79% del centrosinistra. Alle europee invece è stata quella della Lega la lista più votata con il 33,77%, mentre quella del PD non è andata oltre il 31,24%.

Nonostante questo, Bonaccini può essere considerato ancora il favorito ma il testa a testa sarà molto serrato. Quando si conosceranno i nomi di tutti i candidati e la composizione degli schieramenti, soltanto allora il quadro sarà maggiormente chiaro.

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