Elezioni regionali: chi ha vinto e chi ha perso in Emilia Romagna e Calabria?

I risultati alle regionali in Emilia Romagna e Calabria parlano chiaro su chi sono i vincitori e chi gli sconfitti: dal tracollo dei 5 Stelle al ruolo decisivo delle sardine, passando per gli exploit personali di Bonaccini e della Santelli.

Elezioni regionali: chi ha vinto e chi ha perso in Emilia Romagna e Calabria?

In Italia a differenza di molti altri paesi è vietato realizzare e diffondere sondaggi nei quindici giorni che precedono un voto. Questo perché le indagini diramate anche poche ore prima delle elezioni potrebbero in qualche modo influenzare le scelte dei cittadini.

In generale i sondaggi determinano due effetti che spesso di bilanciano: quello del “carro dei vincitori” e quello del “soccorso”. Nel primo caso un elettore può scegliere di votare per il candidato dato per favorito accodandosi alla maggioranza, mentre nel secondo la scelta può ricadere sul candidato in difficoltà magari per impedire che possa vincere un suo avversario.

Guardando i risultati relativi alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, si può dire che anche con lo stop ai sondaggi per quanto riguarda i due vincitori Stefano Bonaccini e Jole Santelli questi due effetti sono stati riscontrabili.

Oltre ai due governatori tra i vincitori di queste elezioni regionali è da inserire anche il movimento delle sardine, mentre insieme al Movimento 5 Stelle che esce da questo voto con le ossa rotte un grande sconfitto può essere considerato pure Matteo Salvini.

Elezioni Emilia Romagna e Calabria: chi ha vinto?

Nell’elencare i vincitori di queste elezioni regionali naturalmente non si pssono lasciare fuori i due candidati usciti trionfanti dalle urne. L’uomo del giorno è senza dubbio Stefano Bonaccini, che è riuscito a stoppare l’avanzata di Matteo Salvini in Emilia Romagna.

Il governatore durante questa lunga e aspra campagna elettorale ha dovuto contare soprattutto sulle sue forze, con i partiti PD in primis che hanno mantenuto un basso profilo probabilmente in comune accordo con il candidato.

Quello che Matteo Renzi scherzosamente ha rinominato il “Bruce Willis di Campogalliano” si è fatto carico di fronteggiare la ben oliata macchina di propaganda del Carroccio, ricevendo un aiuto fondamentale dal movimento delle sardine.

Qui ritorna il discorso dell’effetto “soccorso” davanti ai sondaggi. Anche con lo stop, nei giorni precedenti al voto si era diffusa la voce di una molto probabile vittoria della Borgonzoni dopo settant’anni di dominio del centrosinistra in Emilia Romagna.

Con i leader della coalizione assenti, sempre che ce ne siano di tal nome, sono state le sardine a mobilitare le piazze per fermare una avanzata da parte della Lega che sembrava essere inarrestabile.

Jole Santelli in Calabria invece è riuscita a ricompattare con l’aiuto di Silvio Berlusconi un centrodestra che era sull’orlo della scissione, visto il mal di pancia del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto dopo la scelta della ormai ex deputata come candidata alle elezioni.

Grande merito dunque alla Santelli che però in qualche modo potrebbe aver usufruito dell’effetto “carro del vincitore”, visto che i sondaggi fin da subito la davano ampiamente davanti a tutti gli altri.

Può essere felice anche Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia che si conferma su ottimi livelli in entrambe le regioni, mentre va sottolineato in Calabria l’ottimo risultato del civico Carlo Tansi che ha quasi ottenuto gli stessi voti dei 5 Stelle.

Chi ha perso?

Questa volta è difficile trovare una giustificazione o cercare di parlare di bicchiere mezzo pieno: in queste due elezioni regionali il Movimento 5 Stelle esce fuori a pezzi e probabilmente sarà un punto di non ritorno.

In Emilia Romagna i pentastellati sono praticamente scomparsi, mentre in Calabria dove alle politiche ed europee avevano fatto il pieno di voti non sono andati oltre a un deludente 7% comunque ampiamente annunciato.

Non è un caso che Luigi Di Maio abbia deciso di dimettersi prima del voto, magari per non doverlo fare dopo questa scoppola anche se il ministro è ugualmente uno dei principali responsabili della disfatta.

Altro sconfitto è Matteo Salvini, che come fatto a luglio dal Papeete ha voluto forzare la mano sbagliando però i propri calcoli. In Emilia Romagna è stato lui il protagonista della campagna elettorale, trasformando le elezioni in una sorta di voto pro o contro di lui un po’ come fece Matteo Renzi con il referendum costituzionale del dicembre 2016.

Il leader della Lega ha riportato le prima sconfitta elettorale da due anni a questa parte, consolandosi però con la crescita del Carroccio in Calabria dove comunque il suo partito ancora non riesce a sfondare.

Anche Silvio Berlusconi, nonostante la vittoria della forzista Jole Santelli, ha poco da gioire: in Emilia Romagna la lista degli azzurri non è arrivata al 3%, mentre in Calabria Forza Italia è finita dietro dal PD e praticamente alla pari con la Lega.

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