Elezioni nel 2019: tutti gli appuntamenti elettorali nel mondo

Oltre alle delicate europee, vediamo anche quali saranno tutti gli altri appuntamenti elettorali nel mondo in programma in questo 2019.

Elezioni nel 2019: tutti gli appuntamenti elettorali nel mondo

In quali paesi si terranno le elezioni nel 2019? Oltre alle europee in programma a fine maggio, anche quest’anno sarà come sempre ricco di numerosi e delicati appuntamenti elettorali in tutto il mondo.

Partendo dall’Italia dove non mancheranno anche le regionali e le amministrative, ecco in quali paesi nel 2019 sono in programma le elezioni politiche andando ad analizzare il calendario dei voti in ciascuno dei continenti.

Le elezioni nel 2019 in Italia

Dopo che nel 2018 l’Italia è tornata al voto per eleggere il nuovo Parlamento, il nostro paese pure nel 2019 sarà interessato da un importante appuntamento elettorale: le elezioni europee che si terranno il 26 maggio.

Vista la delicata situazione continentale, dove l’avanzata dei partiti sovranisti e di sinistra sta mettendo in difficoltà Popolari e Socialisti, queste europee appaiono essere cruciali per capire quale potrà essere il destino dell’Unione.

Oltre che per rinnovare il Parlamento Europeo, in Italia si voterà anche per le elezioni regionali e amministrative, con il primo turno di quest’ultime che con ogni probabilità verrà accorpato con le elezioni europee come avvenne cinque anni fa.

Calendario invece più spezzettato per le elezioni regionali in programma nel 2019. In Abruzzo si è votato il 10 febbraio, il 24 febbraio è toccato alla Sardegna mentre in Basilicata invece si voterà il 24 marzo.

In Piemonte come cinque anni fa la data sarà quella del 26 maggio insieme alle europee, mentre Emilia Romagna e Calabria voteranno in autunno al termine delle rispettive legislature.

Europa

Già detto delle elezioni europee, saranno diversi gli altri appuntamenti elettorali nel continente. Vista l’escalation di tensioni con la Russia, appaiono essere molto importanti le elezioni che si terranno in Ucraina il prossimo 31 marzo dove il presidente filo-occidentale Petro Porošenko punta alla riconferma.

Decisamente interessante anche il voto in Grecia che si terrà in autunno: ora che la Troika se ne è andata e la burrasca economica sembrerebbe essere passata, Alexis Tsipras è però dato indietro nei sondaggi rispetto ai Popolari.

Importanti anche le elezioni parlamentari che si terranno il 26 maggio (insieme alle europee) in Belgio: il partito fiammingo di governo è dato dai sondaggi in vantaggio rispetto al Partito Socialista, ma vista la recenti crisi politica la data del voto potrebbe essere anticipata.

In Romania invece sono i Socialisti a essere dati come favoriti, tanto da puntare a spodestare l’attuale presidente liberale Klaus Iohannis che ha annunciato la sua ricandidatura.

Centrosinistra in vantaggio anche in Portogallo dove si voterà in autunno: il primo ministro socialista Antonio Costa appare nettamente in testa, ma per ottenere la maggioranza potrebbe avere ancora bisogno di stringere accordi con la sinistra.

Saranno anticipate invece le elezioni in Spagna, che il 28 aprile tornerà al voto per la terza volta negli ultimi quattro anni. Anche questa volta sembrerebbe regnare l’equilibrio, anche se nel complesso i partiti di centrodestra potrebbero avere la maggioranza.

Altri paesi europei dove nel 2019 si apriranno le urne per le elezioni presidenziali sono la Lituania (12 maggio), la Macedonia (aprile) e la Slovacchia (9 marzo) con le presidenziali.

Il 3 marzo invece si sono aperte le urne in Estonia: i Riformatori sono stati il primo partito, ma ora dovranno cercare alleati per formare una maggioranza guardando ai Socialisti. Ottimo il risultato poi del partito euroscettico EKRE.

America

Aspettando che nel 2020 gli Stati Uniti tornino al voto, dopo le Midterm Election sembrerebbe essere molto nutrito il drappello dei potenziali sfidanti democratici di Donald Trump, in Nord America nel 2019 si voterà in Canada.

Il primo ministro Justin Trudeau proverà a ottenere il suo terzo mandato respingendo l’assalto dei conservatori. In Centro America invece si voterà a El Salvador, Panama, Guatemala, Guayana, Belize e in Dominica.

In Sud America saranno tre i paesi ad andare al voto. In Bolivia l’attuale presidente Evo Morales, che ha sospeso alcune norme costituzionali (da lui stesso introdotte) così da potersi candidare per un quarto mandato nel 2019, veste ovviamente i panni del grande favorito.

Molto più incerto sarà invece il voto in Uruguay. Tabaré Vazquez ha raccolto l’eredità alla guida del Fronte Ampio (partito di sinistra) dell’amato José Mujica. Oltre ai conservatori del Partito Nazionale, il presidente dovrà fare i conti anche con il movimento dei produttori agricoli Un Solo Uruguay.

Grande attesa anche per le elezioni in Argentina: la data scelta è quella del 27 ottobre, con l’eventuale ballottaggio che nel caso si terrà il 24 novembre. Si ricandiderà l’attuale presidente conservatore Mauricio Macri, con la principale sfidante che potrebbe essere l’ex presidente Cristina Fernández Kirchner.

Asia e Oceania

Può sembrare grottesco ma nel 2019 in Asia le urne si apriranno in Corea del Nord, dove appare più che scontata una vittoria dell’attuale leader del Partito del Lavoro di Corea Kim Jong-un.

Molto delicate saranno le elezioni presidenziali in Afghanistan che si terranno in aprile: quelle parlamentari che si sono svolte nel 2018 hanno visto un susseguirsi di attentati che sono costate la vita a decine di persone.

Alle presidenziali in Indonesia si dovrebbe riproporre la sfida di cinque anni fa: al presidente in carica il democratico Joko Widodo, dovrebbe contrapporsi ancora per i nazionalisti della Grande Indonesia il generale Prabowo Subianto.

In Israele ci potrebbero essere delle elezioni anticipate: invece che a novembre il voto potrebbe esserci a marzo. Il leader del Likud Benjamin Netanyahu al momento appare essere in difficoltà, ma per arginare l’Unione Socialista potrebbe stringere un patto con alcuni partiti di destra.

Oltre al Bangladesh e al Kazakistan, al voto si recherà anche l’India dove l’attuale primo ministro Narendra Modi, leader di un partito nazionalista indù, appare essere in netto vantaggio rispetto al Partito del Congresso Indiano di Sonia e Rahul Gandhi.

In Oceania invece si voterà in Australia, con il Partito Liberale al governo che ad agosto ha sfiduciato l’ex primo ministro Malcom Turnbull sostituendolo con il ministro dell’Economia Scott Morrison: alle elezioni i Laburisti potrebbero così tornare al governo dopo sei anni.

Africa

Aspettando di capire cosa succederà in Libia, dove il voto appare ancora come un miraggio visto che le urne si dovevano aprire a dicembre 2018, in Africa nel 2019 ci saranno diverse elezioni molto importanti.

A maggio si voterà in Sudafrica dove il Congresso Nazionale Africano, al governo dal 1994, è dato in difficoltà e cercherà di respingere l’assalto dei liberali di Alleanza Democratica e della sinistra dei Combattenti per la Libertà Economica.

Ad aprile invece ci saranno le elezioni presidenziali in Algeria, dove il presidente Abdelaziz Bouteflika del Fronte di Liberazione Nazionale, in carica dal 1999, ha deciso di ricandidarsi provocando una forte reazione popolare.

Altre elezioni molto importanti sono quelle presidenziali in Nigeria che si sono tenute il 23 febbraio: vittoria per il partito progressista di governo APC dell’attuale presidente Muhammadu Buhari, che ha sconfitto il centrodestra del PDP che riproponeva l’ex presidente Atiku Abubakar.

Infine si voterà pure in Tunisia dove il presidente Beji Caid Essebsi dovrebbe ricandidarsi, mentre le urne che si apriranno anche in Namibia, Malawi, Guinea-Bissau, Botswana, Mauritania e Mozambico.

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