Contratto bancari: 190 euro al mese di aumento

Il contratto collettivo nazionale dei bancari va verso una sua definizione. Nell’ultimo incontro tra Abi e sindacati è stato trovato l’accordo su un aumento di 190 euro al mese.

Contratto bancari: 190 euro al mese di aumento

Il nuovo contratto dei bancari va verso la sua definizione e sono previsti 190 euro di aumento al mese secondo le ultime notizie che arrivano in merito.

Abi (Associazione bancaria italiana) in rappresentanza delle banche, abbiamo visto il suo ultimo rapporto sul lavoro in banca, e i sindacati di categoria stanno portando avanti i tavoli per il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro dei bancari.

La contrattazione va avanti da ormai diversi mesi, il vecchio contratto collettivo è scaduto infatti nel 2018, e l’ultimo incontro, come riporta Il Sole 24 Ore, ha stabilito un aumento di 190 euro al mese dello stipendio. Il rinnovo del contratto collettivo riguarda quasi 300mila lavoratori.

Contratto bancari, verso la definizione: cosa prevede oltre all’aumento

Il contratto collettivo dei bancari va verso la definizione con un aumento di 190 euro mensili dello stipendio.

L’ultimo tavolo di contrattazione tra Abi e i sindacati di categoria (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin) ha portato a raggiungere un accordo su l’aumento del quale si discute, tra le varie proposte delle parti, da ormai diversi mesi.

Essendo il vecchio contratto scaduto nel 2018 (con validità dal 1° gennaio del 2015) il nuovo dovrebbe essere valido fino alla fine del 2022, arrivando così a 4 anni.

Nell’ultimo incontro si è parlato anche del Trattamento di fine rapporto (Tfr) dei dipendenti che resterebbe congelato per tutta la durata del contratto, ma prevedendo allo stesso tempo la liquidazione a tutti i lavoratori del corrispettivo relativo al precedente congelamento.

Nella contrattazione le parti sono ancora lontane da un accordo per quanto riguarda la cabina di regia del processo di digitalizzazione per la quale i sindacati chiedono un ruolo centrale.

Proprio in merito il 18 luglio scorso il segretario generale di Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) Lando Maria Sileoni ha rilasciato una dichiarazione apparsa in un comunicato stampa della Federazione:

«Vogliamo contrattare in sede aziendale e con Abi le nuove figure professionali rispetto all’applicazione delle nuove tecnologie. In questo senso, nell’ambito della trattativa per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, è indispensabile creare subito una cabina di regia su nuove tecnologie e sulla digitalizzazione dell’industria bancaria. Non ci accontentiamo di un osservatorio, come vorrebbero le banche, perché il nostro obiettivo è governare il cambiamento e le sfide che attendono il settore».

E ancora:

«Stanno nascendo nuove figure professionali, dalla sicurezza informatica agli esperti di progettazioni e meccanica tridimensionale, dai matematici agli ingegneri ai professionisti delle relazioni digitali ai consulenti universali. La cabina di regia deve riuscire a regolare il profondo mutamento del settore per evitare che ciascun gruppo bancario faccia quello che vuole creando una giungla nella categoria».

Un altro elemento emerso ancora in sede di contrattazione riguarda la modifica degli inquadramenti all’interno del contratto bancari voluta dalle banche e che al contrario i sindacati vogliono mantenere inalterati.

La lunga discussione per l’aumento nel contratto dei bancari

Arrivare ai 190 euro di aumento mensile nel contratto dei bancari non è stata cosa facile perché le parti hanno discusso per mesi.

Già dai primi di novembre, dopo un incontro tra Abi e sindacati la tensione si è distesa e strappare i 190 euro mensili di aumento laddove le banche ne avrebbero proposti 135 è stata una vittoria per i sindacati, anche se loro ne avrebbero voluti 200).

Inoltre i sindacati, e dagli ultimi incontri le banche si sono rese disponibili, hanno chiesto il superamento del salario d’ingresso dei giovani anche se hanno tenuto fede alla volontà di voler riformare gli inquadramenti, cosa a cui i sindacati si oppongono.

Dall’altra parte le banche si erano dette aperte alla parte relative alle tutele previste per i provvedimenti disciplinari per i lavoratori.

Intanto, specie negli ultimi due mesi, si sono fatti dei passi avanti e anche la possibilità della mobilitazione da parte dei sindacati di categoria sembra per il momento scongiurata, ma tutto dipende dalle prossime fasi.

La strada verso una conclusione dei lavori è sempre più vicina, ma ancora in salita.

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