Tutti i punti del contratto di secondo livello per i dipendenti di Intesa SanPaolo.
Con l’inizio del 2026, è entrato in vigore il nuovo contratto di secondo livello per i dipendenti di Intesa SanPaolo, che è stato firmato dalla banca italiana guidata dal CEO Carlo Messina, dalla FABI e dalle altre organizzazioni sindacali.
Tra le grandi novità, quella della “settimana cortissima”, nell’ambito di un nuovo piano volto a sostenere e a favorire le giovani famiglie.
I punti principali del contratto di secondo livello di Intesa SanPaolo
I punti principali dell’accordo sul contratto di secondo livello che Intesa SanPaolo ha firmato con i sindacati sono i seguenti:
- Un sistema di welfare integrato, con implementazione delle disponibilità della Banca del Tempo, permessi retribuiti per l’effettuazione di screening oncologici e per visite mediche urgenti per la promozione della salute e della prevenzione, interventi in favore di dipendenti con disabilità o di figli minorenni di dipendenti deceduti in servizio da parte della Società di Mutuo Soccorso del Gruppo.
- Per la previdenza complementare, Intesa SanPaolo assicura con il contratto di secondo livello a favore dei suoi dipendenti un aumento al 4,50% della contribuzione datoriale e al 6% per il personale under 35, confermando il contributo annuo di 120 euro versato in favore di tutti i figli dei dipendenti sino a 24 anni.
- L’aumento del buono pasto che arriverà a 10 euro.
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Cos’è la settimana cortissima di Intesa SanPaolo
Intesa SanPaolo ha varato anche nuove misure in tema di genitorialità, al fine di favorire e incoraggiare le giovani famiglie.
È in questo ambito che è stata introdotta l’alternativa della settimana cortissima, con il lancio in via sperimentale della possibilità riconosciuta al genitore, successivamente alla fruizione dei permessi per “allattamento” e fino al compimento dei 3 anni di vita del figlio, di scegliere tra due opzioni:
- Ulteriori permessi retribuiti fino a 12 ore settimanali.
- Oppure una settimana lavorativa “cortissima” (4 giorni x 7,5 ore) a parità di retribuzione.
Le agevolazioni annunciate da Intesa SanPaolo arrivano in un momento storico in cui i lavoratori di tutto il mondo e delle banche in particolare temono una raffica di licenziamenti a causa della trasformazione digitale e della rivoluzione rappresentata dalla crescente adozione dell’AI (intelligenza artificiale), che sta scuotendo le fondamenta dell’occupazione globale.
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Gli altri vantaggi di Intesa SanPaolo volti a favorire le giovani famiglie
I vantaggi a favore dei dipendenti volti a favorire le giovani famiglie non finiscono qui, comprendendo:
- Un bonus nascita figli di 1.200 euro per tutti i nuovi nati.
- Il riconoscimento di permessi retribuiti per visite e controlli connessi alle procedure di procreazione assistita.
- I permessi per accertamento della disabilità del figlio.
- I permessi per assistere figli con Bisogni Educativi Speciali (BES), tra i quali i Disturbi specifici dell’Apprendimento (DSA).
- Le agevolazioni per ulteriori assenze per assistenza figli sino a 6 anni, oltre ai premessi già previsti per partecipazione ai corsi di preparazione al parto, inserimento al nido e alla scuola materna.
- La conferma dei congedi di paternità aggiuntivi rispetto alla legge.
Intesa SanPaolo ha inoltre annunciato con la presentazione del contratto di secondo livello - i cui contenuti sono stati resi noti alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2025 - l’attenzione alla trasformazione digitale, decidendo di aggiornare le indennità, che eroga a favore del personale attivo nell’ambito GTECH e dei gestori di filiale digitale che operano sui turni serali e il sabato supportando la clientela nell’approccio digitale ai servizi offerti dal Gruppo.
Così la prima banca italiana, guidata dall’amministratore delegato Carlo Messina, in attesa del piano di impresa in dirittura d’arrivo:
“Alla vigilia della presentazione del Piano di Impresa 2026-2029 si costituisce così l’assetto normativo di riferimento di un avanzato sistema di welfare concepito attraverso il confronto con il sindacato, in cui gli istituti di Intesa Sanpaolo si integrano con quelli normati dalla contrattazione collettiva nazionale. Il contratto di secondo livello - rinnovato con l’accordo del 3 agosto 2018 e dell’8 dicembre 2021 - durerà dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029”.
Le azioni di Intesa SanPaolo hanno terminato la sessione di ieri, 6 gennaio 2026, in calo dell’1,01%, a quota 5,98 euro.
Il valore dei titoli è superiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso del 52,88%.
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