Il CEO di Bending Spoons ha spiegato al Forum Moneta il motivo per cui l’IPO è stata lanciata sul Nasdaq. Arrivato intanto il rating di Moody’s sui nuovi bond.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Il motivo per cui Bending Spoons ha deciso di quotarsi a Wall Street e non a Piazza Affari o in altre Borse europee è stato spiegato dal suo fondatore e CEO Luca Ferrari nella giornata di ieri, martedì 27 ottobre, in occasione del Forum Moneta.
Bending Spoons, il CEO Luca Ferrari: “quotarsi in Europa significa spararsi sui piedi”
Così il numero uno dell’azienda Luca Ferrari, che è sbarcata sul Nasdaq con il lancio di una IPO lo scorso 1° luglio, con il ticker BSP:
“Abbiamo valutato le principali Borse, anche Milano, ma se uno ha una società già grande, secondo me non c’è realmente un dubbio su dove ti devi quotare. Farlo in Europa vuol dire spararsi sui piedi”.
E questo perché “se devi raccogliere 10-20 miliardi è molto più facile sul Nasdaq che in Europa”.
Stando a quanto riportato da Radiocor, Ferrari ha aggiunto anche che, sul fronte delle acquisizioni, non ci sono particolari occasioni in Italia: “Nella scala che interessa a noi non c’è molto da acquisire in Italia. Su mille aziende target in Italia ce ne saranno due, il 70% è negli Stati Uniti”.
Ferrari ha fatto notare inoltre che “non c’è nemmeno troppo l’elemento patriottico”, visto che “abbiamo costruito l’azienda in Danimarca inizialmente, l’abbiamo spostata in Italia proprio per dimostrare che si poteva fare in Italia un’azienda di livello mondiale”.
Di conseguenza, “l’elemento di contribuire al sistema lo sentiamo, ma per l’Italia che Bending Spoons si sia quotata a Milano o meno cambia poco. Comunque assumiamo in Italia, pagando bene”.
Nuovi bond Bending Spoons, arriva il rating di Moody’s
Bending Spoons è finita sotto i riflettori nella giornata di ieri, martedì 27 ottobre, anche per il giudizio arrivato da Moody’s, che ha assegnato un rating Ba3 alle nuove obbligazioni proposte dalla società: si tratta di nuove obbligazioni senior secured proposte per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di dollari, che comprende collocamenti in dollari e in euro.
Le obbligazioni, che hanno una scadenza al 2032, saranno emesse rispettivamente da Bending Spoons US e Bending Spoons Operations e rientrano nella strategia di crescita del gruppo, focalizzata sull’acquisizione di aziende.
La maggior parte delle risorse che saranno raccolte con le emissioni dei bond sarà utilizzata per finanziare di fatto future eventuali transazioni di M&A (mergers and acquisitions, ovvero fusioni e acquisizioni).
Moody’s ha dato un giudizio positivo al rating dei bond di Bending Spoons, sottolineando che “le acquisizioni continuative finanziate tramite debito sono coerenti con la strategia di crescita per linee esterne di Bending Spoons, e sono già incorporate nella valutazione del merito creditizio e nell’outlook dell’agenzia”.
L’agenzia ha aggiunto di ritenere che le acquisizioni aumenteranno “le dimensioni della società”, diversificando le sue attività, contribuendo “in misura significativa all’EBITDA e ai flussi di cassa futuri” e “mantenendo gli indicatori creditizi previsti in linea con le nostre aspettative per il rating Ba3 e con l’obiettivo di leva finanziaria della società, compreso tra 2,0 e 3,0 volte il rapporto tra debito netto ed EBITDA (secondo la definizione della società)”.
Moody’s ha definito inoltre “solidi i risultati operativi registrati dalla società”, mettendo in evidenza la capacità dimostrata dall’azienda “di integrare con successo acquisizioni frequenti”.
Inoltre, “la generazione del free cash flow attenua i rischi legati all’esecuzione della strategia”.
Detto questo, “se le società acquisite dovessero contribuire agli utili e ai flussi di cassa in misura inferiore alle nostre attese, limitando il miglioramento previsto degli indicatori creditizi, oppure se i rischi di esecuzione si rivelassero superiori a quanto attualmente previsto, il rating potrebbe subire pressioni al ribasso”.
leggi anche
Azioni Bending Spoons, +40% dopo Berkshire. Il rally è giustificato? Le previsioni aggiornate
I segnali positivi e i rischi individuati da Moody’s
Moody’s ha segnalato i seguenti aspetti positivi della società:
- La comprovata capacità di Bending Spoons di acquisire, integrare e ottimizzare con successo prodotti digitali.
- Le significative opportunità di monetizzazione di una base mensile di oltre 500 milioni di utenti.
- La diversificazione dell’offerta di prodotti digitali.
- I ricavi derivanti prevalentemente da abbonamenti, con una dipendenza limitata dalle entrate pubblicitarie, potenzialmente più volatili.
- Un tasso di fidelizzazione dei ricavi netti (net revenue retention) del 97% sostengono tutti il rating Ba3 sul merito di credito dell’emittente (Corporate Family Rating, CFR).
Allo stesso tempo, “il rapido ritmo delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A), finanziate perlopiù tramite debito e tali da trasformare profondamente la società, comporta rischi sul piano dell’esecuzione e della politica finanziaria. A questi si aggiungono le dimensioni relativamente ridotte della società nei singoli segmenti verticali del mercato digitale in cui opera; l’elevata competitività del settore, caratterizzato da basse barriere all’ingresso e da numerosi concorrenti con offerte simili; nonché il rischio di cambiamenti nel coinvolgimento dei consumatori e la rapida evoluzione tecnologica, che potrebbero determinare una diminuzione dell’attività degli utenti. Tutti questi fattori limitano il rating”.
L’outlook di Moody’s è stabile, in quanto “riflette le nostre aspettative secondo cui, nonostante la strategia di crescita attraverso acquisizioni, il profilo aziendale e gli indicatori creditizi rimarranno coerenti con i requisiti del rating Ba3, compresa la capacità di generare costantemente un free cash flow positivo”.
leggi anche
Upside a doppia cifra per Bending Spoons. Da Goldman Sachs a Mizuho, tutti alzano le stime
Moody’s: buona la liquidità di Bending Spoons
Per Moody’s la liquidità di Bending Spoons è, inoltre, “buona”.
L’agenzia di rating ha sottolineato che, “su base pro forma, tenendo conto dell’operazione, la società disporrà di 3 miliardi di dollari di liquidità in bilancio e di linee di credito revolving interamente inutilizzate per circa 2 miliardi di dollari. Inoltre, prevediamo una solida generazione di free cash flow, rettificati secondo i criteri di Moody’s”, si legge ancora nella nota.
In sostanza, Moody’s prevede che le fonti di liquidità dell’azienda guidata dal CEO Luca Ferrari saranno “sufficienti a coprire il fabbisogno finanziario, compresi gli ingenti rimborsi del capitale dei prestiti a termine previsti nel periodo 2027-2028”.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.