Banche italiane ed europee, il fattore da tenere assolutamente d’occhio nel 2026

Laura Naka Antonelli

31/12/2025

Azioni banche italiane ed europee pronte a chiudere un anno che è stato definito dagli esperti “stellare”. Il rally dei titoli potrà continuare, ma dipenderà da questo fattore.

Banche italiane ed europee, il fattore da tenere assolutamente d’occhio nel 2026

Per le banche italiane ed europee, e per le rispettive azioni, il 2025 è stato di nuovo un anno d’oro. I buy sui titoli del settore sono stati tali da consentire all’indice di riferimento Stoxx Banks Index di riportare la performance migliore dal 1997, ovvero in ben 28 anni, balzando YTD, ovvero dall’inizio dell’anno, di quasi il 60%.

Tutto merito degli utili e, nel caso delle banche italiane, anche delle molteplici partite di risiko bancario che hanno preso il via a Piazza Affari, non sempre con un esito finale positivo (vedi l’OPS lanciata da UniCredit su Banco BPM, a fronte della grande conquista di Mediobanca da parte di MPS).

Altri grandi nomi del panorama delle banche europee sono stati nel 2025 HSBC e UBS, colossi forti di utili relativi al terzo trimestre del 2025 migliori delle previsioni, mentre azioni come quelle di Commerzbank e di Société Génerale hanno più che raddoppiato il loro valore nel corso degli ultimi 12 mesi. Detto questo, cosa accadrà nel 2026? Il boom dei titoli - MPS + 34,15% YTD, UniCredit +84,9%, Intesa SanPaolo +53,27%, giusto per citare qualche esempio italiano - andrà avanti? Secondo gli analisti, un eventuale nuovo rally delle azioni si potrà manifestare anche l’anno prossimo, a seconda del concretizzarsi o meno di un fattore ben preciso.

Banche italiane ed europee, 2025 anno stellare per le azioni

Ovvero? Interpellato dalla CNBC Benjamin Goy, responsabile della divisione di ricerca sul settore finanziario europeo di Deutsche Bank, ha parlato innanzitutto di un 2025 che si è rivelato “ un anno stellare ” per il comparto, facendo notare che “le banche europee sono ben capitalizzate ”.

Tra queste, “la maggior parte, o tutte, dispongono di un capitale in eccesso significativo ”.

Proprio questa caratteristica fa sorgere spontanea una domanda: come utilizzeranno le banche italiane ed europee questo eccesso di capitale?

Grazie al miglioramento delle opportunità di crescita organica, Goy fa notare che le banche ora sono così redditizie da poter fare ancora di più: per esempio, lanciare operazioni di buyback azionari e distribuire dividendi ancora più ghiotti ai loro azionisti in modo frequente, a fronte di un basso rischio di esecuzione.

Azioni bancarie nel 2026: il rally continuerà? La variabile chiave si chiama (ancora per l’Italia) M&A

Fatta questa premessa, la leva che può far crescere ulteriormente le azioni delle banche italiane e delle banche europee nel corso del 2026 attiene alle opzioni note per essere inorganiche, in particolare alla potenzialità degli istituti di lanciare nuove operazioni di M&A (mergers and acquisitions), nel corso del 2026.

Acquisendo le loro rivali, le banche potrebbero infatti diversificare ulteriormente le loro fonti di ricavi e sostenere la crescita.

Qualcosa che alcuni attori del settore bancario italiano hanno già fatto - vedi MPS con Mediobanca (pur con la nota stonata dell’indagine della Procura di Milano), così come BPER con la Popolare di Sondrio - ma una strada che non è stata ancora imboccata da diverse banche europee, tanto che Goy di Deutsche Bank ha affermato che le partite di risiko “sono qualcosa che il settore non coglie da quasi un decennio ”.

Il 2026 potrebbe essere così una sorta di anno perfetto per lanciare nuove scommesse di M&A a livello europeo?

Così l’esperto di Deutsche Bank:

“La fiducia sta tornando tra i vertici. E gli azionisti sono sempre più a favore (delle partite di risiko), con gli accordi annunciati che si confermano fattori di crescita per gli utili, al punto che perfino le azioni delle banche acquirenti tendono a salire”.

Italia ancora protagonista con risiko banche insieme al Regno Unito

Deutsche Bank non fa così mistero di ritenere che la propensione delle banche europee a convolare a nozze andrà avanti, confermandosi il fattore chiave che, nel 2026, potrebbe continuare a garantire la prosecuzione del rally delle azioni: “Ci aspettiamo una maggiore attività in questo senso ”, ovvero più partite di M&A all’orizzonte, con l’Italia che, a quanto pare, sarà ancora illustre protagonista delle operazioni di M&A, così come, a detta di Goy, il Regno Unito.

L’analista stima in particolare transazioni di M&A (letteralmente mergers and acquistions, ovvero fusioni e acquisizioni) sotto forma di “ operazioni domestiche di tipo bolt-on ”, dunque di acquisizioni piccole e mirate: quelle, praticamente, “in cui il rischio di esecuzione è più basso e le sinergie sono elevate, e che rendono dunque più facili fare annunci di accordi redditizi”.

A far scattare l’assedio alle banche minori sarà soprattutto la competizione tra i grandi istituti, secondo Deutsche Bank, per la conquista delle cosiddette “ fabbriche prodotto ”, dunque per le divisioni di gestione patrimoniale, di asset e assicurazioni.

Nel settore bancario e del risparmio gestito, va ricordato, molte operazioni di M&A non servono infatti tanto a ’fare dimensione’, quanto a rafforzare o completare la fabbrica prodotto, aumentando così i margini e ricavi ricorrenti.

Sarebbero destinate invece a rimanere sfidanti, secondo Deutsche Bank, le partite che vedono le banche cercare di superare i confini nazionali, ovvero le operazioni transnazionali,che contano tra i principali ostacoli il maggiore rischio di esecuzione, sinergie più basse e anche i bastoni tra le ruote messi dalle autorità politiche.

Nel considerare la possibilità di assistere a nuovi rally delle azioni delle banche italiane ed europee, non sono mancati gli strategist che si sono soffermati su altri elementi positivi, rappresentati dall’erogazione dei prestiti e dalla crescita dei depositi.

Azioni banche europee alternativa a Wall Street? Il commento di Goldman Sachs

La divisione di ricerca di RBC BlueBay Asset Management ha fatto notare intanto che i titoli degli istituti di credito europei hanno beneficiato del crescente desiderio diffuso tra gli investitori di tutto il mondo di diversificare i propri investimenti, prendendo le distanze quest’anno dalle azioni del settore hi-tech USA, per scommettere in misura maggiore sui settori ciclici come quello finanziario, che sono stati interessati da fenomeni di re-rating delle azioni, grazie ai continui upgrade delle previsioni sugli utili. Un trend che potrebbe andare avanti anche nel 2026.

Ottimista sulle ulteriori potenzialità di rialzi delle azioni delle banche europee è in particolare Sharon Bell, strategist senior della divisione di equity in Europa di Goldman Sachs, che ha sottolineato come i titoli del comparto siano diventati quasi una sorta di investimento ampiamente condiviso dal mercato, e che ha aggiunto che la ripidità della curva dei rendimenti e il rafforzamento previsto per la crescita economica rappresenteranno un “buon contesto per le banche”.

Stiamo parlando d’altronde tuttora, ha continuato Bell, di “un settore caratterizzato da un rapporto P/E a una cifra e, in un momento in cui parliamo dei mercati su cui puntare in ottica di diversificazione, per allontanarsi da un mercato costoso e concentrato come quello degli Stati Uniti, le banche europee non possono essere che una delle alternative migliori ”.

2026 altro anno d’oro per le banche dell’area euro? Non si può prescindere da tassi BCE

Infine, non si può prescindere dalla politica monetaria dell’area euro, nelle mani della BCE di Christine Lagarde, per capire le potenzialità degli utili e delle azioni delle banche italiane ed europee (più precisazione dell’area euro) nell’anno alle porte.

Goy di Deutsche Bank ha identificato nell’aumento del margine netto di interesse e delle commissioni il principale generatore dei ricavi che sosterranno la crescita delle banche nel 2026, in un contesto in cui, a suo avviso, la BCE continuerà a mantenere i tassi di interesse fermi ai livelli attuali, così come è accaduto nelle ultime riunioni del suo Consiglio direttivo.

Il margine netto di interesse rimane la fonte di ricavo più importante per questo settore”, ha detto Goy. “I tagli dei tassi della BCE e di altre banche centrali hanno rappresentato un certo vento contrario”, motivo per cui, nel 2025, il margine netto di interesse ha segnato “un lieve calo”.

Vero però che “ora, con la maggior parte delle banche centrali ferme sui tassi e i margini stabilizzati, la crescita dei volumi è tornata… E questa è la grande svolta ”. Attenzione, dunque: per le azioni delle banche dell’area euro, il picco non sarebbe forse stato ancora testato.