Voluntary Disclosure: pubblicati modelli e istruzioni di compilazione

Federico Migliorini

2 Febbraio 2015 - 09:01

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato modello e istruzioni per aderire alla voluntary disclosure, ovvero la campagna per fare emergere attività finanziarie detenute illegalmente all’estero. Tutti i dettagli della procedura e le sanzioni.

La procedura di rientro dei capitali e delle attività detenute all’estero (c.d. “voluntary disclosure”) finalmente può partire: l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di comunicazione e le istruzioni di compilazione per permettere ai contribuenti interessati di aderire alla procedura.

Oltre al modello è stato reso noto il format per la relazione di accompagnamento e per i documenti da predisporre per finalizzare la procedura, oltre che le specifiche tecniche per trasmetterli, tramite Pec.

La procedura
Come sappiamo, l’articolo 1 della Legge n. 186/2014 ha introdotto la disciplina della voluntary disclosure in materia fiscale. In particolare, con il comma 1 è stato modificato il decreto legge n. 167/1990 relativo al monitoraggio fiscale, introducendo gli articoli da 5-quater a 5-septies, al fine di incentivare l’emersione ed il rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero. Le disposizioni introdotte prevedono che i soggetti che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di rilevarli ai fini del monitoraggio fiscale (quadro RW del modello Unico), potranno definire la propria posizione mediante una specifica attività di collaborazione volontaria con gli uffici accertatori. In pratica, con la presentazione della domanda di collaborazione volontaria viene instaurato un accertamento con adesione tra contribuente e Fisco, per arrivare a determinare di concerto, il valore delle attività non dichiarate. Il termine di presentazione delle domande è fissato al prossimo 30 settembre 2015.

Soggetti interessati
La domanda può essere presentata dai sia dal soggetto autore della violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, per l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute fiori dal territorio dello Stato, sia dal soggetto non destinatario degli obblighi di monitoraggio, per le violazioni connesse agli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.

Il modello
Il modello di comunicazione pubblicato dall’Agenzia delle Entrate è suddiviso in tre sezioni: la prima contenente le informazioni sulla privacy, la seconda destinata alla raccolta dei dati sui soggetti che presentano l’istanza e la terza all’indicazione dei dati relativi alle attività oggetto di emersione.

Dovranno essere fornite tutte le informazioni e allegati tutti i documenti necessari alla complicatissima ricostruzione dei singoli redditi evasi con cui sono stati costituiti i patrimoni illegalmente portati all’estero. Questo perché l’emersione volontaria darà luogo, come detto, ad un vero e proprio accertamento con adesione da parte dell’Agenzia delle Entrate che dovrà ricostruire le aliquote da applicare per sanare la posizione fiscale del contribuente.

In alternativa è prevista la rideterminazione forfettaria dei rendimenti sui conti sino a 2 milioni di euro. Il contribuente dovrà fornire al Fisco tutti i documenti e le informazioni necessari per la ricostruzione dei redditi per tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione.

Le sanzioni
Le sanzioni per la violazione dell’obbligo di monitoraggio sono ridotte all’1,5% dell’importo non dichiarato, per i soggetti che hanno trasferito capitali in stati White List, e al 4,5% dell’importo non dichiarato nei casi di Paesi Black List.

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