UE: dal mercato unico €300 miliardi per la ripresa economica

Riccardo Lozzi

21 Gennaio 2021 - 12:45

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Il mercato unico dei servizi potrebbe generare in UE 300 miliardi di PIL all’anno, garantendo una ripresa economica senza nuovo deficit. Continuano però gli ostacoli da parte degli Stati membri.

UE: dal mercato unico €300 miliardi per la ripresa economica

Con la pandemia da Covid-19 e la conseguente crisi che ha portato a una contrazione nel 2020 quasi tutte le maggiori economie del mondo, esclusa la Cina, le istituzioni delle aree economiche internazionali stanno mettendo in campo strumenti mai utilizzati in passato.

Ad esempio, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato nei giorni scorsi il sua piano di ripresa “American Rescue Plan” dal valore di 1.900 miliardi di dollari per risollevare la popolazione locale nel breve periodo dagli effetti negativi del coronavirus sul tessuto socio-economico del Paese.

L’Unione Europea, invece, nei mesi scorsi ha approvato il Recovery Fund da 750 miliardi di euro, di cui l’Italia ha ottenuto la quota più alta pari a 209 miliardi. Tuttavia, nonostante l’importanza del programma della Commissione per risollevare l’economia europea, tali risorse si andranno a sommare al debito pubblico dei Paese membri.

Come riportano diversi economisti e studi, esiste anche un’altra strada in grado di rappresentare una svolta e generare un PIL aggiuntivo di circa 300 miliardi di euro all’anno in UE senza creare nuovo deficit. Si tratta del mercato unico dei servizi, al momento al minimo delle sue potenzialità.

UE: dal mercato unico € 300 miliardi per la ripresa economica

Infatti, nonostante le direttive da parte della Commissione cerchino di implementare gli scambi tra gli Stati appartenenti al blocco comunitario anche per quanto riguarda questo settore, al momento i numeri rimangono molto bassi.

Se il commercio dei prodotti tra le nazioni rappresenta il 25% del Prodotto Interno Lordo dell’Unione, lo scambio dei servizi raggiunge solo l’8% del totale. Una cifra ancora più impressionante se correlata al fatto che in Europa l’economia dei servizi rappresenta il 70% di quella complessiva.

Secondo un report commissionato da Bruxelles sull’argomento, rimuovendo solamente il 20% degli ostacoli presenti ad oggi, si registrerebbe un aumento del PIL del 2%.

Inoltre, tale ambito potrebbe avere un forte impatto positivo anche sulla produzione manifatturiera, aumentando la ricchezza del vecchio continente degli oltre 300 miliardi di euro all’anno sopra citati.

Gli ostacoli degli Stati membri

I maggiori impedimenti per la crescita del settore sono rappresentati dagli stessi Stati membri, i quali si rifiutano di attuare pienamente la legislazione esistente o creano barriere che limitano la libera circolazione dei servizi.

A pagare di più sono le piccole e medie imprese che non hanno gli strumenti adatti per riuscire a superare le difficoltà messe in atto dai governi nazionali.

L’obiettivo principale dell’UE nel prossimo futuro, per assicurare una costante crescita economico-finanziaria ai propri cittadini, dovrà quindi essere quello di rimuovere qualsiasi ostacolo nella fornitura dei servizi all’interno dei confini comunitari.

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