Tasi 2014: detrazioni Prima Casa e Case popolari, secondo i chiarimenti del MEF

Simone Casavecchia

06/06/2014

09/06/2014 - 10:41

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Tra le domande frequenti, a cui ha recentemente risposto il Ministero dell’Economia, ci sono anche le questioni relative all’abitazione principale.

In prossimità della prima scadenza di Tasi e Imu, sono sempre più dettagliate e specifiche le questioni che i contribuenti si pongono per effettuare il corretto pagamento di Tasi e Imu, i nuovi tributi previsti per i servizi indivisibili (pulizia e illuminazione delle strade) e per le abitazioni differenti dalla prima casa. Al fine di fornire utili chiarimenti in proposito il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia ha redatto un documento contenente le domande più frequenti dei contribuenti a proposito dei due tributi e le risposte relative. Di seguito alcune delle indicazioni fornite circa le riduzioni e le agevolazioni su Tasi e Imu per l’abitazione principale e gli immobili equiparati.

Abitazione principale in multiproprietà
Nel caso in cui ci fossero più proprietari che utilizzano un determinato immobile come abitazione principale, con quote di proprietà differenti, la detrazione TASI, eventualmente deliberata dal Comune deve essere ripartita in parti uguali tra i comproprietari.
Se si assume, come esempio, un immobile di proprietà di due persone, l’una al 30% e l’altra al 70%, adibito da entrambi ad abitazione principale, il cui valore ai fini TASI è di € 84.000 (con una rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000 Base imponibile per la Tasi) e si considera, sempre a titolo di esempio, un’aliquota TASI al 2,8 per mille, per l’abitazione principale e una detrazione di 200,00 euro, si calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso e si configura la situazione seguente. Il primo proprietario ha una base imponibile per la Tasi di 25.200 (84.000 x 30% = 25.200) che con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) restituisce una tassazione di 70,56 euro, da cui va sottratto il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100), ottenendo così una tassazione nulla. Il secondo proprietario, invece, parte da una base imponibile di 58.800 (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) che, con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale restituisce una tassazione di 164,64 euro (58.800 : 1.000 x 2,8) da cui va sottratto il 50% della detrazione ottenendo un tributo di 64,64 euro (164,64 – 100).

Immobili equiparati all’abitazione principale
In questo caso si ha a che fare con i soci delle cooperative a proprietà indivisa e con gli assegnatari dei cosiddetti alloggi sociali. In questa situazione specifica occorre comprendere, innanzi tutto, se queste persone debbano essere considerate come “occupanti” degli immobili, ai fini del pagamento della Tasi stessa.
La premessa è che nel caso in cui l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal proprietario o dal possessore a titolo diverso, questi stessi soggetti sono titolari di un obbligo tributario autonomo e specifico, quindi, chi occupa l’immobile versa una quota della Tasi compresa fra il 10% e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alle specifiche decisioni del Comune di residenza. La parte restante dell’imposta deve essere versata dal proprietario o, comunque dal possessore dell’immobile.
In tutti i casi in cui si parla di abitazione principale, l’obbligo di versamento TASI ricade comunque interamente sul proprietario e non sull’occupante. Nel caso delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, nulla è dovuto dai soci.

Alloggi sociali
Al fine di ottenere le agevolazioni IMU e TASI, previste per gli alloggi sociali, occorre ricordare che i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, sono equiparati all’abitazione principale. Possono essere considerati alloggi sociali gli immobili che rispettano i requisiti definiti dal Decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008.

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