Split Payment: le difficoltà operative superano i vantaggi

Federico Migliorini

28 Febbraio 2015 - 09:46

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Il nuovo regime della scissione dei pagamenti è ancora poco chiaro, ma soprattutto non sono pochi gli svantaggi legati alle difficoltà del rimborso Iva per i fornitori della P.A.

Come sappiamo il regime dello split payment, introdotto dalla legge di stabilità 2015, ha introdotto nel nostro ordinamento il nuovo articolo 17-ter del DPR n. 633/72.

Il nuovo regime della scissione dei pagamenti è stato introdotto dal Governo con il dichiarato scopo di combattere il fenomeno del “Vat Gap”, ovvero tutti quei fenomeni che possono portare all’evasione di Iva nei rapporti tra soggetti passivi e Pubblica Amministrazione.

In realtà, stando a quanto disposto nella legge di stabilità, la concreta applicazione della normativa dovrebbe essere attuata solamente dopo l’approvazione del Consiglio dell’Unione Europea, che dovrà avvenire entro il prossimo 30 giugno 2015.

Tuttavia, il Governo ha deciso di rendere concretamente applicabile lo split payment già a partire dalle operazioni intercorse dal primo gennaio 2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successivamente alla stessa data.

Naturalmente, in assenza di parere positivo da parte del Consiglio il Governo ha previsto l’innalzamento delle accise sulla benzina, per garantire maggior gettito per un miliardo di euro.

Split payment: il meccanismo
Il meccanismo della scissione dei pagamenti prevede che l’Iva sia versata all’Erario direttamente dagli enti della Pubblica Amministrazione, che saranno chiamati a dividere il pagamento della fattura nella parte imponibile, che andrà al fornitore, e nell’Iva che andrà all’Erario.

Con questo meccanismo i fornitori della P.A. si troveranno periodicamente e fisiologicamente ad accumulare credito Iva.

Per questo motivo il Governo ha deciso di porre rimedio consentendo a questi soggetti di beneficiare del rimborso Iva in via prioritaria, ma esclusivamente in base alle operazioni interessate dallo split payment, con evidenti complicazioni da un punto di vista operativo.

Infatti, non potendo chiedere tutta l’Iva a credito a rimborso, ma soltanto parte di essa il fornitore non avrà molto vantaggio da tutto questo meccanismo.

Le difficoltà legate al rimborso
Il D.M. del 20 febbraio 2015 ha semplificato le modalità richieste per ottenere il rimborso Iva, facendo in modo che vi possano accedere anche i contribuenti ad inizio attività e che non vi siano più limiti minimi per i rimborsi annuali e trimestrali.

Ma tutte queste agevolazioni, seppur positive, non sono certamente sufficienti a non penalizzare i fornitori della P.a.. Infatti, benchè le imprese fornitrici siano ammesse tra i soggetti destinatari dei rimborsi in via prioritaria, si teme che gli stessi si facciano attendere.

Da ciò la necessità di finanziare questi crediti, con le difficoltà di accedere al credito bancario e al sostenimento di oneri finanziari. Per questo motivo potrebbe essere di auspicio che il Governo promuova un aumento del limite annuo delle compensazioni con F24, per agevolare almeno la possibilità di compensazione di questi soggetti.

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