Il mese di marzo 2026 è ricco di scadenze fiscali e adempimenti, tra questi ci sono la trasmissione della Certificazione Unica, le Liquidazioni periodiche Iva e non solo. Ecco tutti gli adempimenti.
Quali sono le scadenze fiscali di marzo 2026? Ecco tutte le date da non dimenticare. Il mese di marzo 2026 appare molto impegnativo dal punto di vista delle scadenze fiscali, infatti, c’è un “ingorgo fiscale” a inizio mese dovuto al fatto che il 28 febbraio è sabato e molte scadenze di febbraio slittano al 2 marzo ed è, inoltre, dovuto a una particolare concentrazione di scadenze al 16 marzo.
Tra gli appuntamenti da non dimenticare ci sono le scadenze relative al ravvedimento speciale, le liquidazioni periodiche Iva dell’ultimo trimestre 2025, la dichiarazione IVA, la Certificazione Unica.
Ecco nel dettaglio tutte le scadenze fiscali da non dimenticare nel mese di marzo 2026.
Scadenze fiscali 2 marzo 2026: Lipe, imposta di bollo, ravvedimento speciale
Come già anticipato, il giorno 2 marzo prevede numerose scadenze che derivano dallo slittamento del 28 febbraio. Entro il 2 marzo è necessario trasmettere le liquidazioni periodiche Iva relative al quarto trimestre 2025. Chi desidera semplificare gli adempimenti può unire in un unico adempimento la dichiarazione Iva 2026 e la liquidazione periodica, ma in questo caso è tenuto a trasmettere anche la dichiarazione Iva entro il 2 marzo. In caso contrario, cioè con trasmissione separata, la dichiarazione Iva può essere presentata entro il 30 aprile 2026.
Entro il 2 marzo deve essere versata anche l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche senza addebito Iva. L’imposta di bollo è assolta virtualmente, per effettuare l’adempimento è necessario andare al sito “fatture e corrispettivi” entrare con le credenziali CIE, SPID o CNS, in alternativa le credenziali Fisconline o Entratel. Nel sito è possibile trovare l’elenco delle fatture per le quali è dovuta l’imposta di bollo. La stessa è pari a 2 euro, per ciascuna fattura elettronica, qualunque sia l’importo della fattura elettronica.
Sempre entro il 2 marzo i titolari di partita Iva che hanno aderito al concordato preventivo biennale nel 2024 e hanno optato per il ravvedimento speciale 2018-2022, devono versare la dodicesima rata dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali e IRAP per le annualità per le quali è stata esercitata l’opzione. Si sottolinea che si tratta del versamento dovuto allo slittamento della rata di febbraio.
Sempre entro il 2 marzo i titolari di contratti di locazione di fondi rustici devono provvedere alla registrazione della denuncia annuale cumulativa dei contratti di affitto di fondi rustici, non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, posti in essere nell’anno 2025. Contestualmente alla denuncia, deve essere presentata l’attestazione di pagamento dell’imposta di registro corrisposta con Modello F24 “Elide”, utilizzando il codice tributo 1500.
Scadenze fiscali 3 e 9 marzo 2026: imposta di registro e opposizione uso dati sanitari
Un’altra scadenza importante cade il 3 marzo: in caso di contratto di locazione e affitto in regime ordinario (senza «cedolare secca») le parti contraenti devono versare l’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/02/2026 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/02/2026, con “Modello F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE).
Entro il 9 marzo, slitta dalla scadenza originaria del giorno 8, è possibile opporsi all’uso dei dati sanitari per la predisposizione della dichiarazione precompilata.
Scadenze fiscali 16 marzo 2026
Quali sono le scadenze fiscali del 16 marzo 2026? Per il 16 marzo si può parlare di un vero e proprio “ingorgo fiscale” perché ci sono numerosi adempimenti da non dimenticare.
Entro il 16 marzo i sostituti di imposta che hanno optato per il modello 770/semplificato devono provvedere all’invio dei “dati aggiuntivi” con il Mod. F24/770 e contestualmente provvedere al versamento delle ritenute/trattenute operate nel mese precedente.
Il 16 marzo è una data cruciale per l’invio dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi 2026. Entro tale data i sostituti di imposta come datori di lavoro, INPS, INAIL devono trasmettere agli interessati e all’Agenzia delle Entrata la CU (Certificazione Unica) relativa agli importi erogati.
Sempre entro il 16 marzo asili nido, istituti scolastici, pompe funebri, università e veterinari, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati per la predisposizione della dichiarazione precompilata.
Adempimenti IVA entro il 16 marzo 2026
Il 16 marzo è una data importante anche per i titolari di partita Iva.
Il 15 marzo quest’anno cade di domenica, quindi, entro il 16 marzo i soggetti che applicano la fattura elettronica differita devono emettere e registrare le fatture differite relative alle cessioni di beni consegnati o spediti nel mese solare precedente, purché le operazioni risultino da documento di trasporto (DDT) o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali l’operazione è stata effettuata.
Entro il 16 del mese i titolari di partita Iva mensili devono provvedere alla liquidazione dell’imposta dovuta per le operazioni compiute nel mese di febbraio 2026.
Sempre con scadenza al 16 marzo c’è il versamento del saldo Iva 2025 in un’unica soluzione. Nel caso in cui il contribuente preferisca il pagamento rateale, entro il 16 è comunque necessario versare la prima rata. Dalla seconda rata è necessario versare un interesse pari allo 0,33%. L’importo può essere suddiviso in un numero massimo di 10 rate. Il codice tributo è 6099.
Entro il 16 marzo è necessario versare i contributi INPS e i contributi alla Gestione Separata Inps per collaboratori.
I soggetti residenti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici per la cessione di immobili in locazione (ad esempio Airbnb), devono versare la ritenuta del 21% operata sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese precedente relativi a contratti di locazione breve, tramite modello F24 con modalità telematiche.
Infine, entro il 16 marzo devono essere versate:
- Tobin Tax;
- imposta sugli intrattenimenti;
- split payment.
Quali sono le scadenze fiscali della fine di marzo 2026?
Ecco gli ultimi adempimenti del mese di marzo. Entro il 25 i soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie devono provvedere alla presentazione degli elenchi Intrastat.
Infine, entro il 31 marzo ci sono gli ultimi adempimenti. In particolare il versamento della tredicesima rata del ravvedimento speciale, associato al concordato preventivo biennale 2024-2025.
Sempre entro il 31 marzo, coloro che hanno stipulato contratti di affitto o locazione senza optare per la cedolare secca, devono versare l’imposta di registro sui contratti conclusi il 1° marzo o rinnovati tacitamente dal 1° marzo 2026.
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