Correzione errori contabili, cosa cambia per le imprese

Nadia Pascale

27/02/2026

Cambiano i principi di rilevanza per gli errori contabili delle imprese. Ecco a cosa prestare attenzione e in quali casi è necessaria la dichiarazione integrativa.

Correzione errori contabili, cosa cambia per le imprese

Cambia la disciplina di correzione degli errori contabili per le imprese sottoposte a revisione legale dei conti. L’ambito di applicazione della correzione automatica risulta ora ristretto. Ecco a cosa fare attenzione per evitare sanzioni e come procedere alla correzione degli errori contabili.

Il Decreto Legislativo 192 del 2025 porta importanti novità per le imprese e ridefinisce il perimetro degli errori contabili riducendo l’ambito di applicazione.

Il Decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 dicembre del 2025, limita l’applicazione del regime di semplificazione ai soli errori contabili non rilevanti. In particolare trovano applicazione i principi contabili nazionali OIC 29 e internazionali. Ecco a cosa devono prestare attenzione le imprese.

Errori non rilevati: correzione automatica in conto economico

Con il Decreto Legislativo 192 del 2025 viene limitato l’ambito di applicazione della correzione automatica che a partire dall’anno di imposta 2025 è limitata a refusi o omissioni che, per natura o dimensione, non sono in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori del bilancio.
Deve trattarsi di errori che non compromettono la rappresentazione veritiera e corretta del bilancio. Gli errori contabili non rilevanti devono essere contabilizzati nel conto economico dell’esercizio in cui l’errore è individuato.

La correzione dal punto di vista fiscale degli errori non rilevanti è automatica, basta effettuare la revisione entro la data di approvazione del bilancio successivo, ma comunque prima di ispezioni, accessi e verifiche di cui il soggetto abbia avuto formale conoscenza.

Errori rilevanti, quali sono e come correggerli

La rimanente parte degli errori contabili viene definita “rilevante”, non può essere corretta in modo semplificato e automatico, ma richiede la presentazione di una dichiarazione integrativa da parte dell’azienda. La correzione operata in bilancio (tramite una posta di patrimonio netto, come previsto dall’OIC 29) non ha efficacia fiscale riflessa, a differenza degli errori contabili non rilevanti, e costringe il contribuente a rideterminare la base imponibile del periodo d’imposta in cui l’errore è stato commesso.

Il nuovo regime previsto dal Decreto Legislativo 192 del 2025 si applica alle imprese che sottopongono il bilancio d’esercizio a revisione legale dei conti (obbligatoria ai sensi dell’art. 2477 c.c.). Restano dunque escluse le società che adottano la revisione su base volontaria.

Affinché la correzione degli errori contabili sia efficace, deve avvenire entro la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio successivo a quello in cui l’errore è stato commesso. É però possibile solo a condizione che il soggetto interessato non abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni e verifiche da parte dell’amministrazione finanziaria.

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