Il temuto sciopero dei benzinai è alle porte: la protesta interesserà gli impianti stradali e autostradali in tutta Italia, chiusi 6-7 novembre 2019 per 48 ore consecutive. Confermati anche gli orari dello sciopero benzinai: inizio alle 6.00 del 6 novembre fino alle 6.00 dell’8 novembre.

Occhio al pieno dell’auto, quindi: lo sciopero delle benzine, promosso dalle sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che organizzeranno anche un presidio a Piazza Montecitorio a Roma, è previsto sull’intera rete italiana, sia in città che nelle autostrade. Non sarà quindi possibile fare rifornimento di carburante servito e ciò avrà effetti anche sulle stazioni self service.

Come si legge in una nota, la protesta è rivolta in primo luogo contro il Governo “che sta gravando, con adempimenti inutili e cervellotici, un’intera categoria con provvedimenti che vanno dalla fatturazione elettronica ai Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati di 2 mila l’anno); dalla rimodulazione dell’Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) irraggiungibile per i gestori all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono, in tempo, da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità”.

Ma lo sciopero dei benzinai è mosso anche dalla volontà di protestare contro le reti di distribuzione di benzina ultra low cost e gasolio di contrabbando.

Sciopero benzinai 6-7 novembre contro le tasse la Manovra

La categoria dei benzinai, che sciopererà per 48 ore i primi di novembre, è oggetto di nuovi provvedimenti anti evasione, come la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi. L’ultimo sciopero generale dei benzinai risale a luglio 2019 per protestare contro lo scontrino elettronico.

Indirettamente infatti, la categoria dei lavoratori dei carburanti è toccata dagli aggiornamenti fiscali di questo periodo, tra cui l’introduzione del DAS elettronico, dell’ISA e l’obbligo di acquisto del Registratore Fiscale Telematico. Tutto questo contribuisce all’insoddisfazione dei benzinai, già oppressi da Iva e accise.

L’accusa che i sindacati muovono nei confronti dello Stato, infatti, è l’incapacità di combattere l’illegalità dilagante, focalizzando l’attenzione sui provvedimenti anti evasione anziché sgravare il settore dalle tasse. Il costo dell’Iva e delle accise compone infatti circa il 60% del prezzo finale al dettaglio del carburante che, senza il peso dello Stato, costerebbe 60 centesimi al litro. In pratica per ogni pieno servito da 55 litri, le tasse corrispondono a circa 48 euro sul diesel e 55 euro sulla benzina.

Sciopero benzinai 6-7 novembre contro benzina low cost

Lo sciopero dei benzinai del 6 e 7 novembre è stato proclamato per denunciare le illegalità nella distribuzione dei carburanti, che riguardano in particolar modo la presenza sul commercio di prodotti clandestini. Secondo quanto si legge nel comunicato dei sindacati, infatti, circa il 15% del carburante sul mercato arriverebbe dal contrabbando, rappresentando una grave minaccia sia per la qualità dei prodotti sul mercato, sia per la sostenibilità economica dei fornitori di carburante che non cedono all’illegalità.

La situazione avverrebbe, accusano i sindacati, anche grazie al comportamento colpevole dei Governi. Secondo Franco Giberti, il Presidente regionale di Faib - Federazione Autonoma Italiana Benzinai, quello del carburante sarebbe “un settore abbandonato a se stesso”.