Giornata nera in Germania a causa dello sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico. Anche in Italia sarà un mese difficile.
È stato un lunedì difficile per i pendolari tedeschi, alle prese con la gestione di un maxi sciopero che ha coinvolto i lavoratori del trasporto pubblico. Migliaia di persone si sono ritrovate sulle banchine ad attendere mezzi che non sono mai arrivati, affrontando anche temperature particolarmente rigide. Decine di migliaia di addetti ai trasporti pubblici hanno infatti incrociato le braccia, causando pesanti disagi ai servizi di autobus e tram nella maggior parte delle città tedesche.
Lo sciopero è stato indetto dal sindacato Ver.di, uno dei più grandi della Germania, che rappresenta circa 100.000 lavoratori del settore. La protesta è stata decisa dopo il fallimento dei colloqui della scorsa settimana con i gestori statali, durante i quali non si è riusciti a trovare un accordo per migliorare le condizioni di lavoro. Il sindacato chiede turni più brevi, pause più lunghe e retribuzioni più elevate per il lavoro notturno e nei fine settimana, nonostante le difficoltà di bilancio con cui devono fare i conti molte città.
La mobilitazione ha interessato circa 150 aziende di trasporto municipali in 15 dei 16 Stati federali tedeschi, compresi quelli di Berlino, Amburgo e Brema. Lo sciopero è iniziato all’orario previsto e si è protratto per l’intera giornata, paralizzando di fatto la mobilità urbana. «La nostra priorità è fare progressi al tavolo delle trattative», hanno fatto sapere dal sindacato.
«Se non scioperiamo per ottenere migliori condizioni di lavoro, questi impieghi resteranno così poco attrattivi che, come abbiamo visto negli ultimi anni, non ci saranno abbastanza persone disposte a lavorare nel trasporto pubblico», ha dichiarato Andreas Schäckert, dipendente Ver.di e responsabile per autobus e treni.
I colloqui tra la rappresentanza sindacale e le amministrazioni municipali sono stati particolarmente tesi. I leader di Ver.di accusano i comuni di voler ridurre i benefit e allungare i turni, scaricando sui lavoratori il peso dei miglioramenti richiesti. Secondo il sindacato, le municipalità starebbero cercando di risparmiare chiedendo sacrifici agli addetti, anche a costo di rinunciare a congedi per malattia e orari di lavoro flessibili. Dopo questo maxi sciopero, il prossimo round di negoziati è fissato per il 9 febbraio. I sindacati hanno già avvertito che, in assenza di passi avanti concreti, potrebbero essere proclamate nuove agitazioni.
Febbraio nero anche in Italia
Il rischio di un febbraio segnato dagli scioperi riguarda anche l’Italia, dove sono già previste diverse mobilitazioni. Le date chiave da segnare in calendario per chi utilizza il trasporto pubblico sono il 6, il 16 e il 27-28 febbraio. Si parte il 2 febbraio con lo sciopero dei lavoratori Trenord, dalle 3 del mattino di lunedì alle 2 di martedì. Il 6 febbraio sarà la volta dei portuali e dei lavoratori del settore marittimo, mentre il 16 incroceranno le braccia i lavoratori del trasporto aereo, inclusi assistenti di volo e personale di terra negli aeroporti di Linate e Malpensa. Per quanto riguarda i treni, lo sciopero nazionale del personale delle ferrovie è previsto tra il 27 e il 28 febbraio, con ulteriori agitazioni locali già annunciate.
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