La Russia accusa Google e Facebook di aver truccato le elezioni

Interferenza (illegale) in occasione delle elezioni amministrative. Accusata di aver truccato le elezioni USA qualche anno fa, ora è la Russia a puntare il dito. Ironia della sorte.

La Russia accusa Google e Facebook di aver truccato le elezioni

Difficile non cogliere l’ironia: è notizia di poche ore fa, la Russia ha accusato Google e Facebook di aver interferito illegalmente in occasione delle recenti elezioni amministrative del Paese.

Secondo Roskomnadzor, a capo della regolamentazione delle comunicazioni del Paese, “i fatti dimostrano la distribuzione di pubblicità politica su Google e Facebook in un momento in cui è proibita dalla legge elettorale russa", secondo quanto riportato da un comunicato ufficiale.

Per gli addetti Roskomnadzor è una faccia ben nota, protagonista all’interno del processo di disconnessione della Russia da internet e della disattivazione di porzioni della rete mobile del Paese al fine di ostacolare i manifestanti anti-Putin.

La Russia è conosciuta al grande pubblico come una grandissima esperta di interferenze elettorali, il che va a comporre un mix a dir poco inebriante.

Le accuse della Russia a Google e Facebook

Le accuse recenti rivolte dalla Russia fanno riferimento alla pubblicazione di annunci politici il giorno delle votazioni (l’8 settembre) nonostante, afferma il regolatore, tale azione vada contro le leggi elettorali del Paese.

«Durante il monitoraggio dei mass media il giorno delle elezioni, sul motore di ricerca di Google, su Facebook e su YouTube è stata presente pubblicità legata alla politica».

Roskomnadzor sostiene che l’operato delle big statunitensi «possano essere considerate come un’interferenza negli affari sovrani della Russia e possano ostacolare lo svolgimento delle elezioni democratiche nella Federazione Russa».

«Tali azioni di attori stranieri», afferma, «sono inaccettabili».

Secondo i media russi, un membro della Camera civica russa, Aleksandr Malkevich, ha affermato che Google «ha mostrato annunci sul cosiddetto sistema di «Voto Intelligente» promosso dalla figura dell’opposizione e dal video blogger Aleksey Navalny: si dice che questi annunci siano stati mostrati agli utenti intenti nella ricerca di dati sulle elezioni amministrative a Mosca».

Facebook, invece, avrebbe «bloccato due post che la Commissione elettorale di Mosca aveva tentato di inserire all’interno del suo account, che descrivevano nel dettaglio come le violazioni durante il voto in corso venissero verificate».

L’ironia della sorte

La stessa Russia è stata accusata svariate volte di aver manipolato i risultati elettorali, domestici o esteri. Più che altrove, è stato visto che il Paese è all’avanguardia nell’uso di piattaforme di social media e analisi dei dati per manipolare la diffusione di notizie e di informazioni all’estero.

Ancora nessun commento da parte delle due big del tech su tali accuse.

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