L’Ucraina entra nel 2026 con grandi incertezze non solo sul piano militare e politico, con le negoziazioni ad Abu Dhabi con Russia e Stati Uniti che vanno di pari passo con i rinnovati attacchi da parte di Mosca, ma anche economico-finanziario: Kiev, dopo quattro anni di conflitto con l’ingombrante vicino, si trova di fronte a una grande tensione nella sua economia di guerra e anche se il presidente Volodymyr Zelensky sembra essere uscito dalla buriana politica di fine 2025 e più saldo al potere, le nebbie sul domani del Paese non si sono dissipate.
Se la guerra continuerà, l’Ucraina si troverà di fronte al serio dilemma di come finanziarla e alla prospettiva incerta di una netta procedura di assestamento post-bellico.
Il Centro per gli Studi Orientali di Varsavia ha commentato a dicembre la prospettiva di bilancio dell’Ucraina, sottolineando che la proiezione di 68,7 miliardi di dollari (2.900 miliardi di grivnie) di entrate fiscali e di 113,8 miliardi di dollari (4.800 miliardi di grivnie) di uscite. La prospettiva è di un deficit di 45 miliardi di dollari.
Ma il Fondo Monetario Internazionale ritiene necessari 130 miliardi di dollari per sostenere le finanze ucraine sul lungo periodo. A dicembre, l’Unione Europea ha provveduto a attivare un prestito-ponte da 90 miliardi per Kiev, dopo che era venuta meno la possibilità di sequestrare, incamerare e redistribuire gli asset russi congelati detenuti presso la piattaforma Euroclear, i cui proventi sono già utilizzati per lo sforzo bellico ucraino.
Come scrive Timothy Ash, Senior Sovereign Strategist presso BlueBay Asset Management a Londra, su Intellinews, «il Fmi ha stimato un deficit di bilancio pari a 63 miliardi di dollari» per l’Ucraina che oltre a dover comprare armamenti e finanziare i soldati deve anche mantenere attiva l’ordinaria amministrazione dello Stato. L’esperto di finanza ha sottolineato che parte di questo deficit risulta finanziabile per l’anno in corso dato che l’Ucraina ha due fronti contabili a suo favore. Da un lato, le spese dei proventi degli asset russi congelati, campo in cui «per il 2024-2025 erano stati utilizzati solo 38 miliardi di dollari dei 50 miliardi di dollari previsti, lasciando 12 miliardi di dollari per coprire il fabbisogno finanziario del 2026-2027». Dall’altro, un pre-finanziamento di spese per il 2026 coprirà altri 15 miliardi di dollari, ma il deficit ucraino resterà comunque, anche tenendo conto dei dati più ottimistici, al 17,5% del Pil nel 2026 dopo il 22,5% del 2025.
Resta, inoltre, da considerare il fatto che gli oltre 49 miliardi di dollari di spesa annua per i settori non militari sono dipendenti pressoché totalmente dal sostegno esterno. Oltre al prestito europeo, ci sono gli 8,1 miliardi di linea di credito dello stesso Fmi, che in futuro richiederanno controparti chiare sotto forma di riforme strutturali e austerità. E inoltre tutti questi finanziamenti sono ritenuti chiave per garantire lo status quo, e non la prospettiva di ricostruzione del Paese nell’eventuale dopoguerra.
Il Piano di Ricostruzione su cui Usa e Ue stanno lavorando prevede fino a 800 miliardi di dollari di investimenti pubblici e privati per ovviare a un danno materiale da 200 miliardi, a un costo complessivo per la ricostruzione stimato dalla Banca Mondiale in 526 miliardi. Certo, una parte di questi costi riguarda le zone del Donbass centrali nei combattimenti con la Russia e che con ogni probabilità saranno di pertinenza del Cremlino. In ogni caso, l’economia di guerra ucraina, le devastazioni belliche e le criticità dello Stato rendono difficile considerare il futuro di Kiev qualcosa più di un territorio inesplorato.
Chiaramente, le previsioni di bilancio, aiuto e ricostruzione si basano su un presupposto: l’idea che nel prossimo biennio la guerra finisca con un negoziato e dunque ci sia una tregua del furore bellico per l’Ucraina. Il New York Times nota che “Mentre il bilancio ufficiale prevede 66 miliardi di dollari di spese militari per il prossimo anno, il Kyiv School of Economics Institute, un think tank economico ucraino, ha affermato che l’Ucraina avrà probabilmente bisogno di 100 miliardi di dollari per la sua difesa” se il conflitto si acutizzerà ulteriormente, e in caso di guerra ad alta intensità prolungata “il Ministero della Difesa ucraino ha affermato che il Paese avrà bisogno di almeno 120 miliardi di dollari”. Il bilancio ucraino è un rebus avvolto in un enigma e per Zelensky la contabilità dell’economia di guerra sarà un tema critico su cui si gioca una fetta di stabilità nazionale. L’Ucraina arriverà al dopoguerra con capacità di spesa degne di questo nome? Rispondere con certezza a questa domanda sarebbe ora azzardato.