Il piano di Putin per aggirare il blocco di Starlink in Russia

Ilena D’Errico

14 Febbraio 2026 - 00:22

Starlink lascia la Russia, mentre Putin pensa a come aggirare il blocco con i mezzi a disposizione.

Il piano di Putin per aggirare il blocco di Starlink in Russia

Sapevamo fin dall’inizio che Starlink, come tutte le grandi tecnologie, avrebbe rivoluzionato il settore bellico. La connessione satellitare potenzia gli strumenti militari, ma non garantisce agli Stati che si affidano a SpaceX alcuna forma di autonomia, nemmeno se si tratta della Russia. Così, quando Elon Musk ha deciso di bloccare i terminal russi tutte le operazioni di guerra sono state compromesse.

Come si poteva immaginare, comunque, Putin non si è certo lasciato gettare nello sconforto e ha avviato già un piano per aggirare il blocco. Per quanto ne dica il Cremlino resta difficile ipotizzare che le alternative a Starlink possano compensare i disagi totalmente, come d’altronde parte delle limitazioni di SpaceX resta facile da aggirare. Questo episodio serve soprattutto a riflettere sulle nuove frontiere della guerra, ma pure sull’oligarchia del potere tecnologico attualmente difficile da superare.

Elon Musk era stato duramente criticato per l’interruzione dei servizi di Starlink ad alcuni mezzi ucraini, ma ora sembra aver corretto il tiro con un’inaspettata veemenza. Una decisione che di certo si deve alle trattative con il nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov. In qualità di ex imprenditore tecnologico, tanto da aver ricoperto il ruolo di ministro della Trasformazione digitale nel precedente incarico, Fedorov ha avuto fin da subito le idee chiare.

Ha saputo scegliere gli obiettivi da perseguire per garantire all’Ucraina mezzi di difesa avanzati e limitare le capacità offensive russe. Fino ad ora, infatti, Starlink era ampiamente utilizzato da entrambe le parti, ma l’embargo verso la Russia cambia completamente le dinamiche della guerra, almeno temporaneamente. La facilità con cui l’andamento della guerra può essere condizionato da una parte esterna è spaventosa, ma c’è da dire che il Cremlino si è sforzato poco per tenere una posizione cauta.

Alcuni episodi, tra cui soprattutto il recente attacco al treno passeggeri, hanno sicuramente influito sul blocco di Starlink, se non altro per le questioni politiche e reputazionali di cui anche SpaceX deve tenere conto. Va detto che i russi non avrebbero nemmeno dovuto avere i terminali Starlink, per via delle sanzioni statunitensi, ma l’esercito ne era comunque dotato illegalmente. Ora, come spiegato dal ministero della Difesa di Kiev, tutti i terminali operativi nell’area vengono bloccati, fatta eccezione per quelli ucraini.

Questi ultimi vengono inseriti dal governo ucraino in una “whitelist”, permettendo all’azienda di bloccare tutti gli altri, in maniera più pratica e veloce di quanto non si potrebbe fare con una tradizionale blacklist. Ineccepibile, ma vediamo cosa comporta nei fatti.

Il piano per aggirare il blocco

Il sistema satellitare di Starlink è da tempo un protagonista della guerra in Ucraina, garantendo la comunicazione militare più sicura e precisa che si possa ottenere attualmente. Praticità e disponibilità immediata fanno dimenticare i rischi, finché non è troppo tardi.

Le truppe russe lo usavano per comunicare, trovandosi oggi completamente isolate e tagliate fuori dai comandi e dalle indicazioni. La parte più critica dell’uso di Starlink da parte dei soldati russi riguarda però l’installazione sui droni, che garantisce precisione e massimo controllo negli attacchi. Non è tutto. Privati di Starlink, che invece continua a essere disponibile per gli ucraini, i soldati russi dovranno fare i conti con l’alto rischio di intercettazione delle comunicazioni.

Nella pratica, i soldati ucraini potrebbero interferire nelle comunicazioni al fronte con facilità, trovare gli avversari e anticiparne le intenzioni o quantomeno impedire loro qualsiasi forma di coordinamento interno. Nel frattempo, anche i comuni cittadini russi stanno facendo difficoltà a usare internet e comunicare.

Inutile dire che la Russia sperava da tempo di dotarsi di un sistema nazionale indipendente per non sottostare all’Occidente, ma non esiste ad oggi nessuna soluzione di pari livello. Il progetto Rassvet, in particolare, non potrà essere operativo prima del 2027, in quanto il lancio dei satelliti di Mosca è stato rimandato.

La narrativa in Russia cerca di tenere un certo contegno, alludendo ad altri servizi di comunicazione in uso dai militari, sebbene sia pacifico che non sono così diffusi né avanzati come Starlink. In ogni caso, era necessario trovare soluzioni nell’immediato. Memore dell’insegnamento, la Russia si è rivolta a nuovi fornitori che utilizzano le costellazioni di satelliti russe come Yamal ed Express. I sistemi satellitari nazionali saranno quindi impiegati per sostituire sul campo Starlink, più per trovare un’alternativa autonoma e sostenibile che per competere, visto che la connessione avrà probabilmente delle difficoltà in un simile teatro operativo. Facile poi pensare che parte dei terminali, nuovi o già in uso, saranno ancora utilizzati proprio come sono stati reperiti illegalmente fin dall’inizio.

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