Un nuovo trattato sul controllo degli armamenti strategici dovrebbe abbandonare il vecchio modello «bipolare» e tenere conto del nuovo assetto «multipolare»
Il 5 febbraio 2026 segna una svolta storica e preoccupante nella storia del controllo degli armamenti nucleari: per la prima volta in oltre mezzo secolo, le due principali potenze nucleari mondiali – Stati Uniti e Russia – operano senza alcun limite reciproco vincolante sui loro arsenali strategici a lungo raggio.
Il New START (Strategic Arms Reduction Treaty), firmato a Praga nel 2010 da Barack Obama e Dmitry Medvedev, è scaduto ufficialmente alla mezzanotte di quel giorno, senza proroghe formali né successori immediati.Il trattato limitava a 1.550 le testate nucleari strategiche dispiegate per ciascuna parte, includeva meccanismi di verifica (ispezioni in loco, scambi di dati semestrali) e rappresentava l’ultimo pilastro del regime bilaterale di controllo nucleare avviato negli anni ’70 con i trattati SALT.
La sua fine non è frutto di una rottura drammatica o di una denuncia unilaterale, ma di una paralisi diplomatica protratta: i negoziati per un seguito non sono mai decollati seriamente, complicati dalla guerra in Ucraina, dalle divergenze sulla verifica (sospesa già nel 2023) e dalle richieste americane di includere la Cina. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA