La Svezia ora vuole adottare l’euro. Merito (o colpa?) di Trump

Laura Naka Antonelli

17/02/2026

Dalla Svezia il grande addio alle corone svedesi e l’ingresso nell’area euro? Ma i cittadini cosa ne pensano?

La Svezia ora vuole adottare l’euro. Merito (o colpa?) di Trump

Sarà la Svezia il prossimo Paese che farà il suo grande ingresso nell’area euro?

È presto per dirlo, ma a Stoccolma il tema è caldo da un po’. Sicuramente, indicano le fonti, da quando l’ordine mondiale è stato travolto e stravolto dalla seconda amministrazione Trump.

Ad accarezzare l’idea è un numero crescente di politici ed economisti svedesi, che stanno guardando da un po’ all’esempio dei loro vicini di casa, ovvero della Finlandia, che sta cercando di convincere non solo la Svezia, ma anche la Danimarca, a fare il grande passo.

A rimarcare come la svolta epocale potrebbe assicurare diversi vantaggi è stato lo stesso esponente della BCE e governatore della Banca centrale della Finlandia Olli Rehn che, in un discorso proferito qualche mese fa, si è così espresso:

“Diciamocelo chiaramente. Da soli siamo piccoli player, ma insieme potremmo avere un peso maggiore, nel sistema dell’euro e nella più ampia Unione europea”.

Svezia nell’euro? L’esempio della vicina Finlandia

La Finlandia, va ricordato, ha deciso di adottare l’euro soprattutto per motivi legati alla geopolitica, e dunque alla propria sicurezza.

Così come scrive Bloomberg, già prima della guerra in Ucraina, ben consapevole di quel confine lungo 1.300 chilometri che separa il suo territorio da quello della Russia, la Finlandia ha ritenuto l’appartenenza all’euro alla stregua di uno strumento per intessere rapporti più stretti con Paesi come Francia e Germania, convinta che valesse la pena adottare la moneta unica anche a dispetto di eventuali rischi economici,

Oggi, è stato un articolo di Bloomberg dal titolo “Trump’s New World Order Is Pushing Sweden to Warm Up to the Euro” (tradotto: “Il nuovo ordine mondiale di Trump sta portando la Svezia ad avvicinarsi all’euro”) a far notare come il dibattito sulla necessità di adottare si stia infiammando nel Paese scandinavo.

Si tratta di un dibattito, viene precisato, che si trova ancora nelle sue fasi iniziali e che sta tuttavia crescendo.

In Svezia la moneta ufficiale è la corona svedese, e sono stati gli stessi cittadini a opporsi all’adozione dell’euro in occasione del referendum che venne indetto nel 2003, quando il popolo decise per il no alla moneta unica.

All’epoca, più di 20 anni fa, il no all’euro venne spiegato con la capacità della corona svedese di agire da cuscinetto a favore dell’economia del Paese, la più grande tra quelle dei Paesi nordici.

Ora, tuttavia, a prevalere nel Paese sono soprattutto i timori per le continue escalation delle tensioni geopolitiche, nella nuova e seconda era del mandato di Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti.

La paura di Trump porta la Svezia a riconsiderare l’ingresso nell’euro dopo il no del 2003

A far paura non sono più ’solo’ la Cina e la Russia, ma anche l’America di Donald Trump.

Più esattamente, la politica America First di Trump, che ha portato il Presidente a minacciare più volte di conquistare la Groenlandia, mettendo al contempo a nudo tutte le vulnerabilità delle economie più piccole, desiderose a questo punto di unire le loro forze a quelle dei più grandi, a dire insomma più Europa, magari entrando proprio nell’euro.

Così Cecilia Rönn, parlamentare svesede del partito Liberale, nel corso di una intervista rilasciata dal Parlamento, a Stoccolma, a Bloomberg:

“La Svezia ora è un Paese che fa parte a pieno titolo della NATO e che sta rafforzando la propria difesa accanto ai suoi partner europei. Ma siamo ancora con un piede fuori, nel senso che non facciamo parte della cooperazione monetaria”.

Se entrasse invece nell’euro, il Paese potrebbe rafforzare i legami politici con gli Alleati europei, avendo voce in capitolo anche in questioni monetarie che riguardano l’intera Europa, per la precisione l’area euro. Non solo.

Stoccolma avrebbe maggiori possibilità di far crescere i propri scambi commerciali e gli stessi investimenti diretti.

Dal canto suo l’euro, che secondo alcuni esperti ha grandi possibilità di beneficiare della crisi esistenziale che, a causa di Trump, ha investito il dollaro USA, vedrebbe aumentare ulteriormente la propria credibilità.

A dirsi favorevole all’adozione dell’euro è stata la stessa ministra delle Finanze svedese Elisabeth Svantesson che, nel mostrarsi favorevole al lancio di un sondaggio sui pro e i contro di questa opzione, ha ammonito che “il mondo sta cambiando e l’UE sta cambiando”.

Esponente del Partito Moderato Svantesson ha consigliato alola Svezia di fare una profonda riflessione: “Dobbiamo avere il coraggio di valutare, esaminare e analizzare, nell’interesse della Svezia, delle famiglie svedesi e delle imprese svedesi.”

Economista Calmfors, “ciclo economico svedese è diventato più sincronizzato con quello dell’euro”

A riflettere sul da farsi, in un mondo in cui i pilastri che reggevano l’ordine di un tempo si sono praticamente sgretolati, anche l’economista svedese Lars Calmfors, che ha presentato quanto la Svezia potrebbe beneficiare della sua appartenza all’euro, in termini di investimenti e di relazioni commerciali.

Tra l’altro, Calmfors ha notato che il ciclo economico svedese è diventato più sincronizzato con quello dell’area euro, rendendo meno cruciale la necessità di una politica monetaria indipendente e dunque di una stessa banca centrale, che ora è la Riksbank.

A ciò si aggiunge che alla Banca centrale svedese non sono richiesti neanche particolari stimoli monetari per blindare la crescita del PIL visto che, ha sottolineato l’economista, i livelli di debito pubblico della Svezia sono talmente bassi da consentire al governo, in caso di crisi, di intervenire anche con un eventuale bazooka fiscale, senza mettere a repentaglio la stabilità dei conti pubblici.

Bloomberg ha fatto notare che i leader delle aziende sono già favorevoli all’ingresso della Svezia nell’euro, facendo notare che la volatilità della valuta svedese amplifica le turbolenze dei mercati.

Di fatto, a non essere tollerata tra gli imprenditori non è tanto l’idea di adottare l’euro, quanto la prospettiva di rimanere incastrati nelle corone svedesi.

Il finanziere Christer Gardell, la cui Cevian Capital con sede a Stoccolma ha acquistato e venduto partecipazioni in grandi società svedesi come il produttore di camion Volvo AB, ha definito per esempio la corona una “valuta da quattro soldi, confermando di essere favorevole a un cambiamento.

La piccola corona, illiquida e volatile , è uno svantaggio per l’industria svedese”, ha rimarcato Gardell in una risposta scritta a Bloomberg. “ Questo svantaggio scomparirebbe se adottassimo l’euro ”.

Con l’euro più Europa per la Svezia. Ma cosa dice il popolo?

Ad alimentare il sentiment a favore dell’euro è tra l’altro una stessa analisi che è stata stilata dall’economista Lars Calmfors, tenuto in grande considerazione dagli svedesi in quanto fu proprio lui a guidare la commissione governativa che studiò l’opzione relativa al’adozione dell’euro, prima del referendum del 2003.

All’epoca l’esperto non fece mistero di nutrire qualche riserva verso l’opzione di Stoccolma di adottare la moneta unica, tanto che rimandò la questione.

Calmfors è tuttavia, ora, più positivo, ed è lui stesso a dirlo, facendo notare che oggigiorno le considerazioni geopolitiche sono “ molto diverse rispetto al passato ”: una caratteristica che rende più attraente l’idea di entrare a far parte anche del “nucleo” dell’UE: “Sarebbe un contributo a una maggiore cooperazione in Europa, di cui sembra che abbiamo bisogno”, ha detto Calmfors. “C’è la Russia, c’è la Cina e naturalmente gli Stati Uniti, che sono molto meno affidabili .”

Allo stesso tempo, c’è un dettaglio a dir poco non trascurabile, che Bloomberg segnala: un conto è ciò che pensano i politici e gli economisti, un altro è il sentire della popolazione svedese, la cui maggioranza continua a dire no all’euro, rispetto a 1/3 che è, invece, favorevole.

Qualcosa sta tuttavia cambiando, visto che 10 anni fa uno svedese su 4 era contrario alla moneta unica.

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