Secondo alcuni esperti militari questa piccola isola al centro del Mar Baltico potrebbe essere il punto più vulnerabile dell’intera alleanza atlantica.
C’è un’isola al centro del Mar Baltico di cui si sente parlare raramente. Si tratta di Gotland, lunga appena 170 chilometri, con circa 57.000 abitanti, spiagge bianche e formaggi artigianali. Eppure, secondo gli esperti militari della NATO, questa piccola isola potrebbe essere uno dei punti più vulnerabili dell’intera Alleanza Atlantica e il luogo in cui la Russia potrebbe scegliere di attaccare per testare la risposta occidentale a un’aggressione.
Per questo motivo, nei giorni scorsi, tra il 27 aprile e il 13 maggio, proprio sull’isola di Gotland si è svolta la più grande esercitazione militare dell’anno in Svezia, denominata Aurora 26. L’operazione ha riunito 18.000 militari provenienti da 13 Paesi e, per la prima volta, ha visto un ruolo operativo significativo anche dei soldati ucraini.
Lo scenario previsto dall’esercitazione simulava un avversario convenzionale non specificato impegnato in operazioni di sabotaggio sull’isola, come interruzioni di corrente e carenze alimentari. Mentre forze ostili si muovevano ai confini orientali dell’Alleanza, le truppe hanno esercitato la risposta precedente all’eventuale invocazione dell’articolo 5, la clausola di difesa collettiva della NATO, testando le capacità dell’Alleanza in una fase prebellica. Per la prima volta, la Svezia, diventata membro della NATO soltanto nel 2024, ha potuto sperimentare i propri piani operativi nazionali come Paese alleato e non più come nazione autonoma.
Perché l’isola di Gotland è strategica
L’isola di Gotland è estremamente strategica e basta osservarne la posizione sulla carta geografica per capirlo. Il comandante delle forze armate svedesi, Michael Claesson, lo ha spiegato in modo diretto: «Chi controlla Gotland controlla la parte centrale del Mar Baltico, dalla costa polacca all’arcipelago tra Svezia e Finlandia».
L’esperto militare Thomas Theiner è stato ancora più esplicito: «Se Gotland cadesse in mani russe, Mosca vi schiererebbe missili antinave e sistemi di difesa aerea, rendendo l’intero Mar Baltico inutilizzabile per le navi della NATO».
Le conseguenze di un eventuale attacco russo alla piccola isola svedese sarebbero immediate. I caccia della NATO dovrebbero raggiungere gli Stati baltici da nord, attraverso la Finlandia, perché un volo diretto da ovest o da sud sarebbe troppo rischioso, considerando che la Russia dispone già di sistemi di difesa aerea in Bielorussia. Se Mosca prendesse il controllo dell’isola, potrebbe minacciare anche Stoccolma e Copenaghen con missili balistici. Secondo alcuni esperti militari, la riconquista di Gotland costerebbe migliaia di vite tra i soldati dell’Alleanza.
E pensare che, dopo la Guerra fredda, la Svezia aveva smantellato la presenza militare sull’isola, considerando remoto il rischio di un’invasione. Quando però, nel 2022, la Russia ha attaccato l’Ucraina, tutto è cambiato. Stoccolma ha ricostituito rapidamente una presenza militare permanente a Gotland, accelerando anche il processo di adesione alla NATO.
Va ricordato che il Mar Baltico è molto importante per la Russia, perché le navi della cosiddetta flotta ombra di Mosca trasportano attraverso questo tratto di mare petrolio e gas naturale liquefatto. Gli introiti derivanti da queste vendite vengono poi utilizzati anche per finanziare la guerra in Ucraina. Controllare il Baltico significa quindi controllare anche una parte rilevante di questi flussi commerciali.
Lo stesso comandante delle forze armate svedesi ha descritto uno scenario ritenuto realistico: Putin potrebbe usare Gotland per testare la NATO, tentando di impadronirsi di una stretta porzione di territorio dell’Alleanza e misurare così la risposta collettiva. Proprio per questo, l’esercitazione Aurora 26 è stata la risposta più chiara che la NATO potesse dare: l’Alleanza è presente, controlla l’isola e si prepara a difenderla.
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