Hyundai rinuncia ai suoi beni in Russia, è la seconda casa automobilistica a farlo

Ilena D’Errico

3 Febbraio 2026 - 23:08

Hyundai rinuncia ai suoi beni in Russia. La lista di case automobilistiche che lasciano il Paese si allunga.

Hyundai rinuncia ai suoi beni in Russia, è la seconda casa automobilistica a farlo

Hyundai rinuncia ai suoi beni in Russia, non esercitando la clausola di riacquisto che le avrebbe permesso di riappropriarsi dell’ex stabilimento produttivo. È la seconda casa automobilistica a farlo, perdendo tutti i diritti sulle fabbriche in Russia a fronte della guerra. La prima era stata Mazda Motors nel novembre 2025, quando ha perso la possibilità di riacquistare la sua quota del 50% in una joint venture per la produzione di automobili in Russia, rimasta all’ex partner Sollers.

Nel frattempo, la produzione di automobili in Russia vede la sempre crescente dominanza dei marchi cinesi, che hanno visto nelle criticità per le altre aziende straniere il momento propizio per conquistare terreno. Il destino degli stabilimenti lasciati dalle case automobilistiche straniere in Russia vede infatti l’acquisto da parte di case locali, che con nuovi marchi russi producono veicoli cinesi, a un ritmo (dichiarato) di 1,5 milioni l’anno.

Per le aziende storicamente parte del tessuto automotive russo, però, non c’è più spazio. Le sanzioni occidentali la guerra rendono insostenibile la prosecuzione dei rapporti, tra ritardi, pagamenti bloccati e disagi di vario genere. Così, gli impianti sono stati venduti - spesso a cifre meramente simboliche - con clausole di riacquisto, riservandosi la possibilità di riprendere la produzione al miglioramento delle condizioni economiche e politiche. Il futuro di questi marchi nel Paese è però ancora in certo, tant’è che prima Mazda Motors e poi Hyundai hanno lasciato passare la scadenza senza esercitare il diritto di riacquisto.

Hyundai rinuncia ai suoi beni in Russia

Hyundai Motor poteva riacquistare la propria fabbrica in Russia fino a questo gennaio, ma come comunicato dalla stessa azienda ha deciso di lasciare passare il tempo e rinunciare al riacquisto. È la conferma di un cambiamento epocale per la nazione, dove la casa sudcoreana e la sua affiliata Kia sono stati i maggiori produttori di automobili per lungo tempo.

Entrambi hanno ovviamente sospeso la produzione automobilistica nel 2022 a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina e, soprattutto, per via delle sanzioni occidentali. Un destino condiviso con gli altri marchi stranieri che per molti anni hanno dominato l’automotive di Mosca, come Renault, Mercedes-Benz, Volkswagen e Toyota che hanno lasciato il mercato russo nello stesso periodo. Hyundai nel 2024, ha quindi venduto il proprio stabilimento di San Pietroburgo (che produceva 200.000 veicoli l’anno), a un costo di circa 80 euro, al gruppo russo AGR Automotive Group. Quest’ultimo ha iniziato così a commercializzare i veicoli prodotti nella fabbrica sotto il marchio Solaris, un nome ispirato proprio dal modello Hyundai per il mercato russo.

Cambia il settore auto in Russia

La vendita si conferma senza più possibilità di ripensamenti ora, anche se Hyundai ha annunciato che non abbandonerà del tutto i suoi clienti russi. Il marchio continuerà infatti a fornire le riparazioni in garanzia e l’assistenza per i veicoli già venduti nel Paese, confermando attenzione al consumatore e professionalità. Siamo così già alla seconda casa automobilistica che rinuncia ai beni in Russia, visto il precedente di Mazda. Quest’ultima ha venduto la sua quota del 50% al partner russo Sollers già nel 2022, alla cifra simbolica di 1 euro.

Il perdurare della guerra e l’aggravarsi delle sanzioni hanno reso impossibile il ritorno delle case automobilistiche occidentali in Russia, almeno per il momento, lasciando spazio alla produzione locale e soprattutto a quella cinese. Il settore automobilistico russo sta così affrontando cambiamenti strutturali, per quanto nulla escluda futuri ritorni in momenti più favorevoli.

D’altra parte, bisogna ancora attendere le decisioni degli altri marchi che hanno venduto temporaneamente i propri stabilimenti in Russia. Potrebbero allungare ulteriormente la lista o procedere al riacquisto, a seconda delle scadenze e dell’andamento economico-politico. Negli scorsi mesi si vociferava di possibili accordi di proroga per la clausola di riacquisto, ma la conferma della decisione di Hyundai cementifica la trasformazione. Dal maggiore produttore della Russia alla rinuncia dello stabilimento.

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