Agenzia delle Entrate, riammissione alla rateazione per contribuenti decaduti: ecco tutte le istruzioni

Giuseppe Guarasci

27 Aprile 2016 - 08:00

condividi
Facebook
twitter whatsapp

L’Agenzia delle entrate fornisce le istruzioni ai contribuenti decaduti per essere riammessi al beneficio della rateazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Nuova circolare del 22 Aprile dell’Agenzia delle Entrate che rende note le istruzioni per essere riammessi al beneficio della rateazione.
I soggetti destinatari di tale provvedimento sono i contribuenti decaduti da piani di dilazione delle somme dovute a seguito della definizione di avviso di accertamento per adesione o acquiescenza, nei tre anni antecedenti al 15 ottobre 2015. La riammissione alla rateazione non riguarda però gli altri istituti deflattivi del contenzioso quali conciliazione e accordi di mediazione.

Ecco i destinatari, le condizioni, la procedura e le specifiche relative alla riammissione alla rateazione per contribuenti decaduti.

Riammissione alla rateazione per contribuenti decaduti: i destinatari e le condizioni

Introdotta con la Legge di Stabilità 2016 ed esplicata con circolare dell’Agenzia delle Entrate n° 13/E pubblicata in data 22 Aprile, la riammissione alla rateazione per contribuenti decaduti ha come soggetti destinatari:

i contribuenti decaduti nei tre anni antecedenti al 15 ottobre 2015 da piani di dilazione delle somme dovute a seguito della definizione di avviso di accertamento per adesione o acquiescenza”.

L’art. 1, comma 134, della Legge di Stabilità 2016 recita testualmente:

Nelle ipotesi di definizione degli accertamenti o di omessa impugnazione di cui al d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, i contribuenti che, nei trentasei mesi antecedenti al 15 ottobre 2015, sono decaduti dal beneficio della rateazione, sono riammessi al piano di rateazione inizialmente concesso ai sensi dello stesso decreto legislativo n. 218 del 1997, limitatamente al versamento delle imposte dirette, a condizione che entro il 31 maggio 2016 riprendano il versamento della prima delle rate scadute”.

Due condizioni fondamentali definiscono la possibilità della riammissione:

  • la decadenza, verificatasi nei trentasei mesi antecedenti al 15 ottobre 2015, ossia nell’arco temporale tra il 15 ottobre 2012 e il 15 ottobre 2015;
  • le somme il cui mancato pagamento ha determinato la decadenza siano dovute a titolo di imposte dirette. Dunque, limitatamente al versamento dell’Irpef, Ires, Addizionali e Irap. Restano quindi escluse le altre tipologia d’imposta tra cui, ad esempio, l’Iva.

I soggetti destinatari che possono essere riammessi alla rateazione sono invece:

  • i contribuenti che hanno definito le somme dovute mediante un atto di adesione all’accertamento, al processo verbale di constatazione, all’invito a comparire oppure hanno prestato acquiescenza all’accertamento;
  • i contribuenti che hanno optato per il pagamento in forma rateale;
  • i contribuenti che sono decaduti dal piano di rateazione, poiché dopo aver effettuato il versamento della prima rata, non hanno rispettato le successive scadenze del relativo piano di ammortamento. Ciò riguarda in particolar modo il mancato integrale versamento di una rata (diversa dalla prima) entro il termine di pagamento della rata successiva.

Agenzia delle Entrate, riammissione alla rateazione per contribuenti decaduti: la procedura

I contribuenti deacaduti interessati, possono essere riammessi alla rateazione a condizione che entro il 31 maggio 2016 riprendano il versamento della prima delle rate scadute.
Per prima delle rate scadute si intende quella rata, diversa dalla prima, per la quale non risulta effettuato il versamento alla scadenza ordinaria e neanche entro il
termine di pagamento della rata successiva.
Effettuato quindi il pagamento il contribuente dovrà trasmettere all’ufficio che ha emesso il provvedimento di rateazione la copia della relativa quietanza, tramite consegna diretta oppure per posta elettronica ordinaria o certificata, entro i dieci giorni successivi al versamento effettuato.
Ricevuta la quietanza di pagamento, l’Ufficio competente provvederà alla sospensione dei carichi eventualmente iscritti a ruolo, bloccando eventuali azioni esecutive che, a seguito della decadenza, siano state già state affidate all’Agente della riscossione.
L’ufficio provvederà inoltre a rielaborare un nuovo piano di ammortamento, ridefinito sulla base delle rate ancora dovute. Eventuali pagamenti anche parziali effettuati da parte del contribuente verranno sottratti dall’ufficio da quanto ancora dovuto a titolo di imposte dirette, sanzioni e interessi.
Il nuovo piano di ammortamento verrà inviato del contribuente mediante raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica, ordinaria o certificata.
Da ricordare infine che il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, del nuovo piano di ammortamento del debito comporta la decadenza definitiva dal beneficio della rateazione.

Iscriviti alla newsletter