Portafoglio modello AIAF di fine 2018: liquidità protagonista, Bund il grande assente

L’asset allocation degli esperti dell’Associazione italiana degli analisti finanziari premia ancora gli Stati Uniti e la parte liquida del portafoglio e promuove l’azionario giapponese ed emergente

Portafoglio modello AIAF di fine 2018: liquidità protagonista, Bund il grande assente

L’anno si avvia alla conclusione con maggior serenità sulle prospettive dei mercati finanziari globali, nonostante la grande incognita circa la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

L’asset allocation ottimizzata per l’ultimo trimestre del 2018, secondo gli analisti finanziari dell’AIAF è stata definita alla luce di un generale aumento della propensione al rischio, con miglioramenti delle view sia sul fronte azionario che obbligazionario.

Tuttavia, nonostante l’entusiasmo degli strategist, il cash rimane sempre l’asset class preferita dagli investitori specialmente a seguito del recente aumento della volatilità sperimentato dalla prima metà di ottobre, in particolare sui listini azionari statunitensi.

Prima della fine dell’anno rimangono alcuni importanti appuntamenti la cui attesa ha già indotto non poco nervosismo sulle borse, come il voto di mezzo mandato negli Usa, ma anche le tensioni sulla manovra Italia e gli accordi Brexit tuttora in corso.

I promossi e i bocciati dall’Associazione italiana degli analisti finanziari

Visto l’andamento claudicante dell’equity europeo e, più recentemente anche statunitense, l’AIAF migliora il giudizio sull’equity del Giappone, che passa da neutrale a positivo, e sul mercato azionario emergente, da neutrale a leggermente positivo.

Per quanto riguarda l’obbligazionario, migliora la view sui bond corporate statunitensi e sui titoli obbligazionari emergenti, mentre per quanto riguarda il debito italiano il gruppo di lavoro AIAF nota una discrasia fra view del panel, leggermente negativa, e sovrappeso dell’ottimizzatore (una variabile che nella costruzione del portafoglio si pone l’obiettivo di massimizzazione dello Sharpe ratio): “nonostante la recente crisi italiana, la dinamica del debito italiano appare infatti meno volatile di quella dei Bund”, ancora assenti nel portafoglio ottimizzato di AIAF.

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