Pensioni: le ultime ipotesi sul post Quota 100

Teresa Maddonni

21 Aprile 2021 - 15:22

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Pensioni: sembra ancora lontana la riforma e nonostante il rinvio della questione all’autunno, avanzano le prime ipotesi per il post Quota 100 in scadenza. Centrali Opzione donna e Ape sociale.

Pensioni: le ultime ipotesi sul post Quota 100

Pensioni: l’obiettivo è quello di definire il post Quota 100 e tra le ultime ipotesi in campo per una riforma vi è l’idea di puntare tutto su Opzione donna e Ape sociale.

Se sulle pensioni al momento il governo ha posto un freno, rimandando la discussione per la riforma all’estate se non addirittura all’autunno per le priorità dettate dall’emergenza, si avanzano le prime ipotesi per il 2022.

Al momento pare vi sarebbe l’intenzione di intervenire sulle pensioni non subito con una riforma incisiva per il post Quota 100, ma in modo graduale.

Quota 100 lo ricordiamo è la misura per la pensione anticipata a 62 anni con 38 di contributi cara alla Lega introdotta non a caso dal governo Conte 1 e che a dicembre 2021 termina il suo triennio di sperimentazione iniziato nel 2019.

Non si pensa minimamente di prorogare per le pensioni del 2022 Quota 100, ma occorre intervenire per ridurre lo scalone di 5 anni fino alla pensione di vecchiaia a 67.

Pensioni: le ipotesi per il post Quota 100

Per le pensioni dal 2022 sono state avanzate negli ultimi mesi numerose ipotesi, le ultime riguardano al solito il post Quota 100 che si vorrebbe affrontare, come anticipa Il Sole 24 Ore, in maniera graduale e non troppo incisiva.

Il governo a tempo debito per le pensioni allo scadere di Quota 100 potrebbe puntare su una riconferma, avvenuta con la Legge di Bilancio anche per il 2021, di Opzione donna e Ape sociale:

  • Opzione donna permette alle lavoratrici di andare in pensione a 58 anni di età (59 per le autonome) con 35 anni di contributi;
  • Ape sociale invece permette di anticipare la pensione con un’indennità a carico dello Stato per creare uno scivolo fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Vi può accedere chi ha 63 anni di età, ma occorre anche avere 30 o 36 anni di contributi, essere disoccupati o appartenere ad altre specifiche categorie.

Le due misure sono state prorogate per il 2021 con la Legge di Bilancio. L’ipotesi sarebbe quella di superare Quota 100 con una fase di transizione dove a fare da protagonista vi siano Opzione donna, Ape sociale, ma anche alcuni strumenti per facilitare l’accesso alla pensione come il contratto di espansione e l’isopensione, entrambi in Legge di Bilancio 2021, con una modifica della prima misura per l’anno corrente.

Questo, secondo quanto riporta il quotidiano economico, permetterebbe di ridurre i costi in materia di pensioni perché il superamento soft di Quota 100 graverebbe assai meno sulle casse dello Stato.

Prorogare Opzione donna fino al 2024 costerebbe 1,2 miliardi di euro, mentre la proroga di Ape sociale per un solo anno 600 milioni di euro, con un risparmio rispetto a Quota 100. Quota 100 fino al 2035 peserà sulle pensioni nei termini di 0,2 punti di PIL ogni anno. Senza contare che Quota 100 non ha riscosso molto successo e l’accesso alla pensione con questo strumento, a detta di INPS, è stato di molto inferiore a quanto stimato con la sua introduzione, del 50 per cento rispetto alle stime.

La strada quindi per le pensioni dal 2022 sarebbe la transizioni con misure già esistenti almeno per affrontare il post Quota 100. Ipotesi ovviamente tutte da confermare e che restano tali per il momento laddove per le certezze sarà necessario attendere a quanto pare l’autunno.

Pensioni: sulle ipotesi del post Quota 100 il no dei sindacati

E sulle pensioni le certezze sono lontane anche perché sulle ipotesi per il post Quota 100 che abbiamo illustrato arriva il no dei sindacati.

I sindacati infatti hanno criticato in commissione Bilancio ieri alla Camera la mancanza di un progetto per le pensioni nel Def. I sindacati vogliono interventi strutturali per le pensioni da subito, un intervento sui requisiti e chiedono il confronto.

Tra gli elementi centrali ci sono le pensioni per i lavoratori fragili. Tra le proposte c’è Quota 92 e tante sono le opzioni avanzate negli ultimi mesi. La partita sulle pensioni dal 2022, la riforma e il post Quota 100, è ancora aperta e tutta da giocare.

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