Pensioni, novità ottava salvaguardia: quando arriveranno le risposte dell’Inps?

Pensioni, novità ottava salvaguardia: il 2 marzo si è concluso il tempo per inviare la domanda, e c’è spazio per 30.700 lavoratori. Quando arriverà la risposta dell’Inps e cosa devono fare i richiedenti?

Pensioni, novità ottava salvaguardia: lo scorso 2 marzo è scaduto il termine per presentare la domanda d’accesso alla misura, e chi non è riuscito ad inviarla nei tempi stabiliti si starà sicuramente chiedendo come fare.

Il consiglio è quello di provare a ottenere l’Ape sociale, anche se è meno vantaggioso della salvaguardia, avrà un tetto massimo di 1.500 euro e sarà privo di tredicesima. Ma chi invece ha inviato la domanda, cosa deve aspettarsi e quando riceverà una risposta dall’Inps?

L’ottava salvaguardia ha l’obiettivo di tutelare 27mila esodati, e consente loro di andare in pensione con i criteri ante Fornero.

Non è una novità che le domande che potranno essere accolte dall’Inps sono soltanto 30.700, suddivise così: 11.000 per l’indennità di mobilità ordinaria o del trattamento edile speciale; 10.400 per la prosecuzione volontaria dell’assicurazione IVS entro il 4 dicembre 2011; 7.800 lavoratori cessati dal servizio; 700 lavoratori con il congedo straordinario per l’assistenza ai disabili; 800 lavoratori il cui contratto è terminato entro il 2011.

Pensioni, novità ottava salvaguardia per chi ha inviato la domanda e si chiede quando riceverà una risposta. L’Inps ha iniziato ora la fase di controllo e scrematura delle domande inviate e ricordiamo che l’ultima volta, lo scorso anno, la fase di risposta si è protratta fino alla fine dell’estate. Vediamo quindi anche se ci sono novità per inviare la domanda di pensione, che è una cosa diversa.

Chi non è riuscito a presentare la domanda nei tempi previsti, purtroppo, non avrà accesso all’ottava salvaguardia, che sarà anche l’ultimo provvedimento di questo tipo poiché il Governo ha abolito il fondo destinato a queste misure. Le risorse inutilizzate sono state riassorbite e ora che il termine per la domanda è scaduto, ai lavoratori non rimane altro che provare a chiedere l’Ape Sociale.

A differenza della precedente salvaguardia c’è però una restrizione: i lavoratori devono risultare cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2012, mentre prima il termine era entro il 31 dicembre 2014. Vediamo cosa devono aspettarsi i lavoratori che hanno inviato la domanda, e come devono comportarsi coloro che non lo hanno fatto entro il termine previsto.

Pensioni, novità ottava salvaguardia: cosa avviene dopo aver presentato la domanda

Chi ha presentato la domanda per l’ottava salvaguardia entro la data ultima del 2 marzo, non deve preoccuparsi, poiché l’Inps, ha appena iniziato ad esaminare le domande e provvederà già dalle prossime settimane ad inviare ai lavoratori con i requisiti adatti la lettera di certificazione che attesta loro il diritto alla salvaguardia.

Nella lettera ci sarà l’invito a presentare la domanda di pensione circa uno o due mesi prima della data di decorrenza indicata sempre nella comunicazione. Tuttavia, la scadenza non sarà effettiva, perché il beneficiario può presentare domanda di pensionamento anche dopo le date indicate, come si legge nei messaggi Inps 9305/2014 e 7327/2015, e quindi chi ha inviato la domanda e rientra nei requisiti, può rimanere in attesa della conferma Inps.

Lo scorso anno le operazioni si sono concluse entro la fine dell’estate e quindi alcuni lavoratori che hanno inviato la domanda potrebbero ricevere la risposta con del ritardo, e per tenere aggiornati, l’Inps pubblicherà dei report sull’andamento delle domande accolte e di quelle respinte.

Pensioni, novità ottava salvaguardia: termini scaduti, cosa fare?

Chi non è riuscito a presentare la domanda entro il 2 marzo, termine ultimo, non può che rinunciare alla misura dell’ottava salvaguardia e ripiegare sull’Ape sociale. Un ripiego, è vero, perché la misura dell’anticipo pensionistico .

L’Ape inizierà da maggio, e l’ape sociale copre pressoché le stesse categorie dell’ottava salvaguardia. Per questo era stato consigliato da Inps e addetti ai lavori di inviare la domanda anche a coloro che erano in dubbio sulla pertinenza dei propri requisiti, poiché avrebbe pensato l’Istituto a fare una scrematura degli aventi diritto, ma era altrettanto importante che le domande fossero inviate entro il 2 marzo, data dopo il quale non saranno più prese in considerazione.

Chi non ha presentato domanda entro il 2 marzo deve quindi informarsi sull’Ape sociale e farne richiesta.

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