Apri un fondo pensione a tuo figlio e ricevi 1.100 euro: succede in una regione italiana

Pietro Pisello

22/06/2025

La misura prevede che, per ogni bambino nato o adottato, venga automaticamente versato un contributo di 1.100 euro in un fondo pensione.

Apri un fondo pensione a tuo figlio e ricevi 1.100 euro: succede in una regione italiana

Una regione italiana ha appena fatto un passo concreto per legare il sostegno alle famiglie al futuro previdenziale dei più piccoli. L’idea è semplice ma innovativa: incentivare fin dalla nascita l’apertura di un fondo pensione complementare intestato al minore, promuovendo una cultura del risparmio previdenziale di lungo periodo.

L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui anche a livello nazionale si comincia a discutere di strumenti nuovi per affrontare il duplice problema dell’inverno demografico e della sostenibilità del sistema pensionistico. Solo poche settimane fa, il presidente della COVIP aveva lanciato la proposta di introdurre un contributo alla nascita da destinare alla previdenza complementare. In quel caso era solo un’ipotesi, mentre qui si trasforma in realtà concreta.

La misura prevede che, per ogni bambino nato o adottato, venga automaticamente versato un contributo di 1.100 euro in un fondo pensione. Un piccolo capitale dal forte valore culturale e sociale, che potrebbe aprire la strada a politiche simili anche in altre parti del Paese.

Bonus 1100 euro per chi apre un fondo pensione alla nascita del proprio figlio

Come è ormai noto, uno dei nodi più urgenti per il futuro del nostro Paese riguarda il sistema previdenziale. Le pensioni pubbliche saranno inevitabilmente sempre più basse e l’età di uscita dal mondo del lavoro si sposterà progressivamente in avanti. In altre parole, la sola pensione statale non basterà più a garantire un tenore di vita adeguato dopo il ritiro dal lavoro.
Per questo motivo si va sempre più verso un modello previdenziale misto, pubblico-privato, in cui alla pensione pubblica si affianchi un assegno integrativo derivante dalla previdenza complementare, utile a colmare – almeno in parte – il gap previdenziale.
In quest’ottica, negli ultimi anni si stanno moltiplicando le iniziative per incentivare l’adesione a forme di previdenza complementare, soprattutto tra i più giovani. Non a caso, negli ultimi mesi si è tornato a parlare di una possibile riforma che potrebbe rendere obbligatorio destinare almeno una quota del proprio TFR a un fondo pensione.

Di recente, il presidente della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), Mario Pepe, ha rilanciato in un’intervista la proposta di un bonus alla nascita: un’idea innovativa che prevede l’attivazione di una sorta di “salvadanaio previdenziale” fin dalla nascita, alimentabile non solo dai genitori, ma anche da altri familiari e persone vicine.
In questa direzione si inserisce l’iniziativa della Regione autonoma Trentino-Alto Adige, che si conferma all’avanguardia nel campo del welfare. Con l’approvazione del disegno di legge “Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e”, la giunta regionale ha dato il via a una misura pionieristica a livello nazionale: un contributo economico per ogni nuovo nato, da destinare all’avvio di un fondo pensione complementare intestato al minore. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Come funziona il bonus 1100 euro alla nascita

Come già detto, la regione Trentino-Alto Adige ha approvato una nuova legge che prevede un contributo economico rivolto a ogni neonato, adottato o affidato, per incentivare l’avvio di un fondo di previdenza complementare a favore del minore.

Il contributo ammonta a 1.100 euro in totale:

  • 300 euro erogati subito;
  • 200 euro l’anno nei 4 anni successivi.

Il bonus viene versato direttamente nella posizione previdenziale del minore ed è subordinato al fatto che la famiglia contribuisca con almeno 100 euro ogni anno nello stesso fondo pensione. Contributi, quest’ultimi, che saranno ovviamente deducibili.
La misura si applica anche ai bambini già nati: in via transitoria, infatti, il contributo sarà riconosciuto ai minori che al 1° gennaio 2025 non abbiano ancora compiuto cinque anni o per i quali siano trascorsi meno di cinque anni dall’adozione o dall’affidamento.

Per poter usufruire del contributo, si legge sul sito della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, è necessario che il richiedente abbia la residenza in un comune della Regione da almeno tre anni, mentre il minore deve essere residente alla nascita oppure trasferire la propria residenza a seguito di adozione o affidamento. Per continuare a ricevere i versamenti negli anni successivi, il bambino dovrà mantenere una residenza stabile.

L’iscrizione a una forma di previdenza complementare dovrà essere effettuata al momento della domanda. La misura è universale e non prevede alcuna valutazione del reddito familiare, riflettendo il principio di garantire pari opportunità previdenziali a tutti i nuovi cittadini.