Omessa Iva, a settembre cambiano le sanzioni amministrative. Quali novità in arrivo?

Omessa Iva, le sanzioni amministrative presto cambieranno, ma non prima della pausa parlamentare estiva. Sarà la commissione Finanze del Senato a occuparsene a settembre, all’interno del dlgs sull’abuso di diritto. Ecco quali sono le novità previste.

Omessa Iva, le sanzioni amministrative sono pronte a cambiare. Non da subito, però: la discussione parlamentare in merito non avrà luogo prima del mese di settembre, dopo la classica (e a quanto pare irrinunciabile) pausa estiva di Montecitorio e Palazzo Madama. E’ stata la stessa commissione Finanze del Senato, infatti, a ritenere la questione non attinente al dlgs sulle semplificazioni fiscali, il cui esame è già in corso, rimandando il tutto alla discussione del decreto sull’abuso di diritto.

Omissione di integrazione della fattura o mancata emissione dell’autofattura: come cambiano le sanzioni?

Le sanzioni che finiranno sotto la lente parlamentare, in particolare, sono quelle relative all’omissione di integrazione della fattura o mancata emissione dell’autofattura, strumenti tipici nelle transazioni tra un soggetto residente e uno non residente. L’idea della Commissione in merito, sollecitata da numerosi rappresentanti delle associazioni di categoria, è che in questi casi le sanzioni vadano abolite, o quantomeno ridotte in maniera significativa. Il punto è che chi non osserva adempimenti come l’integrazione o l’emissione di autofattura (e duplice registrazione delle fatture) in realtà non commette alcun tipo di evasione fiscale. Quindi, la sanzione attualmente vigente (dal 100 fino al 200 per cento dell’imposta) non solo è sproporzionata, ma anche incoerente (se l’Iva è detraibile non sussiste alcun danno all’erario).

Il paradosso, inoltre, risiede anche nel fatto che sia prevista una sanzione ridotta per chi assolve l’imposta in maniera irregolare, pari appena al 3 per cento dell’imposta stessa. In questo modo, tale reato viene considerato meno grave rispetto a mere irregolarità registrate nel meccanismo dell’inversione contabile. La commissione Finanze di Palazzo Madama , pertanto, sembra intenzionata a rivedere le norme, in modo che un’inadempienza che non comporta danni alle casse dello Stato non venga più punita in maniera tanto pesante.

Un percorso che si annuncia non del tutto in discesa, tuttavia, soprattutto se consideriamo una serie di sentenze contradditorie, da parte della Cassazione, proprio sul tema dell’autoliquidazione dell’imposta con il sistema del reverse charge.

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