Naspi e contributi figurativi: che impatto sulla pensione?

Lorenzo Rubini

22 Febbraio 2021 - 11:42

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La preoccupazione dei lavoratori che percepiscono la Naspi è che impatto possa avere la misura sulla futura pensione, cerchiamo di spiegarlo.

Naspi e contributi figurativi: che impatto sulla pensione?

Come influisce la Naspi sul calcolo della pensione? In molti casi e soprattutto in questo periodo, sono diversi i lavoratori che utilizzano l’indennità di disoccupazione come scivolo per raggiungere i requisiti di pensionamento e hanno, quindi, le ultime settimane di contributi versati a ridosso del pensionamento derivanti dai contributi figurativi della Naspi.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno,
vorrei sapere. nell’ipotesi di 8 mesi NASPI per il raggiungimento dei 38 anni previsti per Quota 100, quale è l’impatto sull’importo della pensione.
Nel caso specifico, maturerei i 38 anni per Quota 100 a metà Novembre 2021 fruendo di 8 mesi di NASPI nel periodo Aprile - Novembre 2021.
Il mio reddito contributivo è stato di 59.191 nel 2020 e più o meno costante negli ultimi anni.
Il reddito da lavoro dipendente, negli ultimi anni è stato intorno ai 48.000.
Chiedo cortesemente di rispondere a breve perché devo prendere la decisione se uscire dalla azienda dove lavoro entro pochi giorni e non ho mai avuto una posizione chiara dai Patronati e dallo stesso INPS in merito”.

Naspi impatto sulla pensione

In linea di principio la contribuzione figurativa che si riceve durante la Naspi è rapportata alla base retributiva su cui l’indennità è calcolata (retribuzione media annuale degli ultimi 4 anni) ma viene anche fissato un limite massimo di 1,4 volte la misura massima mensile.

Questo significa che per i lavoratori con retribuzioni medie mensili fino a 1869,56 euro non c’è alcun impatto negativo sulla pensione dalla contribuzione figurativa della Naspi; per chi, invece, ha una retribuzione media mensile superiore alla cifra sopra riportata la Naspi va ad incidere negativamente sulla pensione.

La media degli stipendi di coloro che accedono alla Naspi è di circa 1500 euro mensili, quindi si può dire tranquillamente che per la maggior parte del lavoratori non c’è un impatto sulla pensione. Nel suo caso, avendo una retribuzione annua di 48mila euro, sicuramente un impatto c’è ma gli effetti differiscono in base al sistema di calcolo dell’assegno previdenziale.

Sulle quote contributive dell’anzianità contributiva il tetto massimo applicato alla contribuzione figurativa avrà una penalizzazione sull’assegno determinata in una somma minore tradotta in pensione. Per un lavoratore che ha retribuzione media mensile di 3mila euro il lavoratore per ogni mese di Naspi si vedrà accreditare 617 euro di contributi invece dei 990 euro che avrebbe versato in costanza di rapporto di lavoro.

Sulle quote retributive, invece, non vi è impatto visto che è stato previsto un apposito meccanismo di salvaguardia che neutralizza la contribuzione figurativa con tetto limite qualora l’importo sia minore alla retribuzione media pensionabile se questa incide negativamente.

Pur non subendo, quindi, un danno sulla quota retributiva della pensione l’impatto esiste sulla quota, che in ogni caso, viene calcolata con il sistema retributivo. Deve, quindi, capire attraverso un calcolo che può farle solo un patronato, di quanto sarebbe minore la pensione spettante versando per 8 mesi 617 euro di contributi a fronte di quelli che avrebbe versato in costanza di rapporto di lavoro.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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