Mutui: tassi di interesse ancora favorevoli post-riunione BCE

L’impatto sui mutui a seguito della decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea del 10 settembre.

Mutui: tassi di interesse ancora favorevoli post-riunione BCE

Come previsto dagli operatori di settore e come era trapelato nei giorni scorsi dalle dichiarazioni di alcuni membri del Consiglio direttivo, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di interesse a 0,00%.

La decisione di lasciare i tassi ai minimi livelli era ampiamente attesa. Così come non ci si attendevano importanti modifiche alla politica monetaria dell’Eurozona, a distanza di un paio di mesi, precisamente dallo scorso 16 luglio, quando la BCE aveva esteso fino a giugno 2021 il suo programma di acquisto di titoli di Stato da 1.350 miliardi di euro.

L’incontro del board presieduto da Christine Lagarde si è concentrato principalmente sulle nuove stime sulla crescita, ancora condizionate dall’aumento dei casi di coronavirus, e sull’inflazione, che resterà negativa nei prossimi mesi per tornare positiva nel 2021.

Mutui, i tassi restano invariati

La scelta della Banca Centrale Europea di lasciare i tassi di riferimento a zero influisce in modo diretto sui titolari di un mutuo a tasso indicizzato in quanto non ci saranno ripercussioni sull’andamento dell’Euribor, l’indice su cui si basano i prestiti a tasso variabile.

La stessa Lagarde, nel corso della consueta conferenza stampa, ha confermato che la crescita dei prestiti al settore privato continua a beneficiare dai tassi bancari bassi, seppur condizionata dall’emergenza pandemica in corso.

L’Euribor, dunque, si manterrà pressoché ai livelli attuali, ben al di sotto della soglia dello zero e negativi ormai dal 2015. La scadenza mensile è oggi fissata a -0,52, mentre quella trimestrale è pari a -0,49 e quella semestrale a -0,46. Questo significa che chi ha un contratto di mutuo variabile con uno spread dell’1,00, oggi, considerando la negatività del parametro, sta pagando una rata con un tasso intorno a 0,50%.

Anche chi è in procinto di richiedere un mutuo a tasso fisso può usufruire dei tassi migliori degli ultimi tempi, anche grazie alle offerte vantaggiose delle banche che in questo momento propongono mutui fissi per acquisto prima casa a partire da 0,20% e surroghe a rata costante fino a 25 anni a tassi che partono da 0,30%.

I tassi rimarranno bassi ancora a lungo?

Le misure di politica monetaria introdotte fin qui da parte della Banca Centrale Europea stanno sostenendo l’accesso al credito a condizioni favorevoli. Tutte le previsioni sulla politica della BCE in merito ai tassi di interesse vanno nella direzione del mantenimento degli attuali livelli ancora per molto tempo, o almeno fino a quando non ci saranno segnali di ripresa economica e fino a quando il tasso di inflazione non raggiungerà i parametri auspicati, «poco sotto al 2%», come ricordato in conferenza stampa dalla presidente BCE Christine Lagarde.

Pertanto, chi avesse un mutuo a tasso variabile o intendesse sottoscrivere un finanziamento indicizzato all’Euribor potrebbe approfittare ancora a lungo dei tassi bassi, soprattutto se l’intenzione fosse quella di ricorrere al debito per il breve periodo.

Per esempio, chi oggi acquista un immobile con mutuo e sa già di non tenere l’immobile per più di 5-7 anni, farebbe bene a prendere in considerazione un mutuo a tasso variabile, viste le previsioni che vedono improbabile un aumento dei tassi nei prossimi anni.

Allo stesso modo, con i tassi così vantaggiosi, anche sottoscrivere un mutuo a tasso fisso potrebbe rivelarsi la mossa giusta, soprattutto perché si accederebbe ad un prestito a rata costante con tassi a partire da 0,40%. Nonostante un lieve rialzo degli indici IRS, oggi è possibile ottenere un mutuo di lunga scadenza (25 anni) con un tasso che parte da 0,70% e una surroga mutuo a partire da 0,50% per una durata ventennale.

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