Eurirs, cos’è e come si calcola

L’Eurirs è l’indice utilizzato per calcolare i mutui a tasso fisso. Vediamo cos’è, come si calcola e perché è importante monitorarlo.

Eurirs, cos'è e come si calcola

Quando si decide di sottoscrivere un mutuo ipotecario a tasso fisso, uno dei principali dati da verificare il giorno della stipula del contratto è il valore dell’Eurirs, l’indice utilizzato come parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso, esattamente come l’Euribor per i mutui a tasso variabile. In questa guida vedremo come si calcola l’Eurirs, come viene rilevato il tasso che viene fissato il giorno della stipula del finanziamento e quali sono le cause che influiscono sull’andamento del parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso.

Cos’è l’Eurirs?

L’Eurirs, detto anche IRS (Interest Rate Swap), è il tasso interbancario di riferimento per gli istituti di credito e i mutuatari che intendono sottoscrivere un contratto di mutuo a tasso fisso. Il valore del tasso IRS è pari alla media delle quotazioni applicate ai contratti swap dalle principali banche operanti nell’Unione europea e sotto il controllo della Federazione bancaria europea (FBE). La stessa Federazione bancaria europea diffonde giornalmente le quotazioni dell’Eurirs.

I tassi Eurirs possono essere di varie durate (da 1 anno fino a 12 anni e 15 anni, 20 anni, 25 anni, 30 anni, 40 anni, 50 anni). Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, ciascuna scadenza corrisponde al termine del contratto dell’ammortamento. Ad esempio, se si stipula un mutuo a tasso fisso di una durata ventennale, l’indice di riferimento sarà l’Eurirs 20 anni. Minore è la durata dell’IRS, più basso sarà il suo valore.

Come si calcola l’Eurirs?

L’indice Eurirs viene calcolato in base alle oscillazioni dei mercati obbligazionari e in particolare all’andamento dei Bund tedeschi di pari durata. Come detto, il valore del parametro è influenzato dalla sua durata: più lunga è la scadenza del tasso IRS, più alto sarà il suo valore applicato, in quanto i rischi di mercato aumentano in base all’arco temporale della previsione dei tassi.

Al contrario di un mutuo a tasso variabile, in cui il mutuatario di fatto scommette su una diminuzione dei tassi futuri o quanto meno su una certa stabilità, nel caso di un mutuo a tasso fisso è l’istituto di credito che si assume il maggior rischio. Infatti, se i tassi di interesse salissero sopra il livello al quale è stato stipulato il contratto, la banca subirebbe una perdita. Per proteggersi dal rischio di perdita di denaro conseguente ad un rialzo dei tassi, gli istituti di credito stipulano dei contratti in strumenti derivati, detti swap, il cui prezzo è concordato tra due parti (banca e investitore) che hanno un prestito in comune, pattuendo uno scambio reciproco degli interessi, garantendosi sul mutuatario a cui viene applicato un margine di guadagno sul tasso, detto spread.

Eurirs e Spread, come viene determinato il tasso?

L’indice Eurirs è una delle due componenti della definizione del tasso un mutuo a rata costante. Al parametro di riferimento, l’IRS, la banca aggiunge lo spread, che come abbiamo già visto è il margine di guadagno dell’istituto di credito. Facciamo un esempio: supponiamo di dover stipulare oggi un mutuo a tasso fisso per una durata di 25 anni con uno spread proposto dalla banca dell’1%. Immaginiamo che il valore dell’Eurirs di pari durata del mutuo (IRS 25 anni), in base alla rilevazione dell’indice come determinato dall’istituto, sia pari all’1,20%. All’Eurirs verrà sommato il valore dello spread (in questo caso l’1%) e dunque avremo il tasso finito del nostro mutuo, che sarà pari al 2,20%.

Eurirs: come viene rilevato il parametro?

In fase di accensione di un mutuo, ogni banca applica un proprio sistema di rilevazione dell’indice Eurirs, il cui valore determinerà il fixing del tasso applicato al mutuo e trascritto nel contratto. Alcune banche utilizzano come riferimento l’ultimo valore dell’Eurirs disponibile, altre calcolano la media dell’indice Eurirs del mese precedente, altri istituti rilevano il tasso in un giorno specifico, come ad esempio l’ultimo o il penultimo giorno lavorativo del mese precedente. Sapere in che modo vine estrapolato il dato che determinerà le rate costanti di un mutuo a tasso fisso è importante per conoscere in anticipo quale sarà l’importo esatto del costo del finanziamento. La banca è tenuta ad informare il cliente con almeno qualche giorno in anticipo attraverso il Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES) e in generale, il cliente può consultare i fogli informativi dell’istituto di credito, dove sarà possibile avere indicazioni su come viene calcolato il tasso.

Andamento dei tassi storici Eurirs

La quotazione più bassa mai registrata dei tassi Eurirs si sta registrando nel 2019, con tutte le scadenze IRS al di sotto dell’1%, come accadde per brevi periodi nel 2015 e successivamente nel 2016. I valori più alti sono stati raggiunti tra il 2007 e il 2008 quando gli Eurirs si sono assestati in diverse giornate oltre il 5%. Il picco dell’indice è avvenuto il 23 e il 24 luglio 2008, quando gli IRS 10 e 20 anni hanno toccato quota 5,12 e l’IRS 15 anni ha registrato il valore di 5,15, il massimo storico da quando esiste il parametro. La scadenza IRS 30 anni ha raggiunto il suo livello più alto il 15 giugno 2007, quando toccò quota 5,07.

Previsioni tassi Eurirs

Come detto, l’Eurirs è un contratto a lungo termine, pertanto è difficile stabilire se il parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso resterà stabile o subirà variazioni importanti nei prossimi mesi o addirittura anni. I tassi Eurirs non sono strettamente influenzati dalle politiche monetarie della banche centrali e pertanto anche quando la Banca centrale europea dichiara che i tassi rimarranno bassi a lungo, non possiamo avere la certezza che gli indici IRS seguiranno lo stesso trend dell’Euribor. Come detto, i fattori che più possono darci indicazioni circa l’andamento futuro dei tassi Eurirs sono gli strumenti obbligazionari di pari durata, soprattutto il Bund tedesco, e le prospettive dell’inflazione dell’area Euro.

Eurirs: perché è importante monitorare l’andamento dei tassi

Molti mutuatari scelgono di accendere un mutuo a tasso fisso proprio per il fatto che non dovranno avere più preoccupazioni per tutta la durata del prestito. Questo sarebbe un grave errore perché non seguire l’andamento dei tassi potrebbe precludere la possibilità di risparmiare a seguito di un’eventuale discesa dei tassi IRS. Infatti, non potendo avere la certezza di aver fissato il miglior tasso del mutuo nel periodo più vantaggioso, anche chi ha un tasso fisso dovrebbe costantemente monitorare se i tassi IRS, così come gli indici Euribor, salgono o scendono, cogliendo l’opportunità di potersi garantire un tasso più competitivo attraverso la surroga o la rinegoziazione del mutuo.

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