Il mercato del lavoro italiano batte quello USA: ecco perché - Bloomberg

Antonio Atte

28/10/2016

28/10/2016 - 15:27

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Il mercato del lavoro italiano è messo meglio di quello statunitense, secondo l’economista americano Narayana Kocherlakota: ecco perché.

Il mercato del lavoro italiano è meglio di quello statunitense. A sostenerlo è l’economista americano Narayana Kocherlakota, che in uno studio pubblicato da Bloomberg ha messo a confronto il mercato occupazionale USA con quelli di Canada, Germania e Italia.

Kocherlakota, nella sua premessa, spiega che nonostante l’economia italiana figuri tra le più deboli del mondo sviluppato, il mercato occupazionale del Belpaese tutto sommato presenta meno crepe di quello americano.

In primo luogo, l’economista analizza il tasso di occupazione per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra i 25 e i 54 anni.

La Germania - principale economia del Vecchio Continente - si colloca al primo posto con un tasso di occupazione dell’84%, seguita da Canada (sistema ritenuto molto simile a quello statunitense sotto molti punti di vista) all’81%, USA al 77% e Italia al 68%.

Mercato del lavoro, Italia vs USA: fascia 25-34 anni

Nel dettaglio, il job market statunitense riesce a battere quello italiano solo nella fascia dei più giovani (25-34 anni), indipendentemente dal loro livello di istruzione.

Mercato del lavoro, Italia vs USA: fascia 35-44 anni

La situazione cambia se si analizza il tasso di occupazione nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni: i lavoratori USA diplomati sono pari al 74% (in Italia la percentuale è più alta: 76%), mentre quelli laureati raggiungono l’85% a fronte dell’86% dei colleghi italiani.

Mercato del lavoro, Italia vs USA: fascia 45-54 anni

Gli USA si confermano fanalino di coda anche per quanto riguarda i lavoratori più adulti (45-54 anni): in America il 72% delle persone diplomate appartenenti a questa fascia ha un lavoro, mentre i laureati sono l’84%. In Italia le due percentuali sono pari rispettivamente al 77% e all’89%.

Mercato del lavoro: le conclusioni di Kocherlakota

Kocherlakota spiega che per anni il robusto e flessibile mercato del lavoro statunitense è stato indicato come modello per gli altri Paesi. Eppure, prosegue l’economista, la condizione dei lavoratori di mezza età suggerisce che

“l’America potrebbe avere qualcosa da imparare dagli altri. Gli analisti economici farebbero bene a esplorare quali potrebbero essere queste lezioni”.

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