“Big, Beautiful Bill”. Il disegno di legge che ha fatto litigare il presidente Donald Trump ed Elon Musk taglia 1,7 trilioni di dollari dai programmi sociali interni, offre 1,5 trilioni di sgravi fiscali al 5% più ricco della popolazione e destina ulteriori 150 miliardi di dollari a un bilancio del Pentagono già vicino al record di 1 trilione. Inoltre, tale misura rappresenta un enorme regalo ai colossi della tecnologia come Palantir.
Un’orgia di spese militari a scapito dei cittadini
Secondo un’analisi di The Nation, il disegno di legge finanzia progetti militari ambiziosi ma irrealistici, come il “Golden Dome”, un sistema di difesa missilistica da 175 miliardi di dollari che Laura Grego, dell’Union of Concerned Scientists, ha definito “una fantasia”.
Dopo 60 anni e 350 miliardi spesi in difese missilistiche, gli Stati Uniti non hanno ancora un sistema efficace contro missili balistici intercontinentali. Eppure, il progetto arricchirà aziende come Boeing, Lockheed Martin, RTX, oltre a nuove realtà tecnologiche come SpaceX di Elon Musk e Anduril di Palmer Luckey, sostenitore di Trump. Il disegno di legge include anche miliardi per la costruzione di navi, nuovi investimenti in artiglieria, munizioni e aerei da combattimento di nuova generazione come l’F-47. Tuttavia, solo il 6% dei 150 miliardi aggiuntivi al bilancio del Pentagono è destinato al miglioramento della qualità della vita del personale militare in servizio attivo. Nel frattempo, il Dipartimento dell’Energia prevede di spendere 30 miliardi nel 2026 per nuove testate nucleari, un aumento del 58% rispetto all’anno precedente, a scapito di programmi di non proliferazione e energia rinnovabile.
Un regalo a Silicon Valley e alla sorveglianza di massa
Il disegno di legge non si limita a foraggiare il complesso militare-industriale tradizionale. Triplica il bilancio del Customs and Border Protection (CBP) a oltre 60 miliardi di dollari, con 2,8 miliardi per “altre tecnologie di sorveglianza” lungo i confini. Questo include l’espansione delle “torri di sorveglianza” di Anduril Industries, fondata da Palmer Luckey.
Inoltre, 700 milioni di dollari sono destinati agli investimenti tecnologici dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), con una parte significativa che finirà proprio a Palantir, la società di data-mining co-fondata da Peter Thiel, il cui CEO vanta di “rendere l’America più letale”.
Palantir, il nuovo Deep State
Fondata nel 2002 da Peter Thiel e Alex Karp per sfruttare le opportunità di sorveglianza post-11 settembre, Palantir è diventata centrale nella gestione di enormi quantità di dati governativi, come dimostrato da un ordine esecutivo di Trump del 2025 che mira a centralizzare i dati federali nei sistemi di Palantir per eliminare inefficienze.
Il Premio Pulitzer Glenn Greenwald avverte che questa centralizzazione, giustificata come misura per combattere sprechi o migliorare la sicurezza, rischia di espandere uno Stato di Sorveglianza privo di accountability, storicamente utilizzato contro i cittadini americani, come visto nelle politiche post-11 settembre e nelle interferenze elettorali del 2016.
La storia di Palantir, incluso un piano del 2010 per screditare i sostenitori di WikiLeaks, e le inclinazioni ideologiche dei suoi leader – in particolare il forte sostegno di Alex Karp a Israele e al militarismo americano – rappresentano una fonte di preoccupazione per i possibili abusi del suo accesso senza precedenti a dati sensibili. Greenwald sostiene che, sebbene le nomine di critici del «Deep State» come Tulsi Gabbard e Kash Patel da parte di Trump segnalino intenti di riforma, l’ascesa di Palantir suggerisce una continuazione più sofisticata e privatizzata del potere di sorveglianza. E l’ultimo disegno di legge di Trump ne è la prova.