Marchionne è morto secondo Google

Cercando Sergio Marchionne su Google il motore di ricerca mostra data e luogo del decesso, ma in realtà l’ex ad di FCA non è morto. Anche Big G può sbagliare?

Marchionne è morto secondo Google

Sergio Marchionne è morto stando a quello che dice Google. Digitando il nome dell’ex CEO di FCA, gravemente malato e attualmente in ospedale, il motore di ricerca restituisce la scheda biografica riportando anche data e luogo del decesso.

Secondo Google Marchionne è morto il 23 luglio 2018 a Maranello. Non è la prima volta che Big G fa una gaffe, anche se stavolta è molto più grave considerando l’apprensione con cui tutto il mondo sta seguendo la vicenda FCA e attendendo news positive sulle condizioni di salute del manager italo-canadese.

L’ultimo epic fail di Google risale a maggio, quando ha sostituito Donald Trump con Paul Ryan. In quell’occasione, il motore di ricerca più utilizzato al mondo aveva in pratica confuso il Presidente degli Stati Uniti con quello della Camera dei Rappresentati. Secondo alcuni, più che un lapsus dell’algoritmo, Google ha anticipato il nome del futuro inquilino della Casa Bianca.

Anche Google può sbagliare

Come possiamo vedere dallo screenshot di cui sopra, scrivendo “Marchionne” sulla barra di ricerca Google, risulta che è morto in data odierna a Maranello. Un dato ovviamente non veritiero: sia perché l’imprenditore non è morto, sia perché si trova in ospedale a Zurigo e non a Maranello.

Questo caso, così come quello di Trump citato in precedenza, dimostra come l’algoritmo di Google non sia affatto perfetto come potremmo pensare, e che forse non dovremmo affidare tutta la nostra sete di conoscenza al motore di Mountain View.

Il problema potrebbe essere proprio un sovraccarico di informazioni: nel tentativo di riassumere in un’unica pagina più informazioni provenienti da canali diversi, Google va nel caos e va a pescare previsioni che molto spesso (come in questo caso) risultano errate. Evidentemente le parole “Marchionne” e “morto” in queste ultime ore sono state così digitate che anche il migliore dei nostri alleati si è confuso, diffondendo una fake news.

Quando Google ha sbagliato il nome del presidente USA, ciò potrebbe essere stato causato dal fatto che Ryan avesse annunciato la sua candidatura contro il tycoon alle prossime elezioni, e i big data di Big G hanno assorbito le informazioni trasmettendo l’input sbagliato all’algoritmo che gestisce le ricerche.

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