Leonardo vola in Cina, joint venture per nuovo aereo

Leonardo in Cina, l’accordo porterebbe all’azienda italiana ricavi fino a 40 milioni di dollari

Leonardo vola in Cina, joint venture per nuovo aereo

Leonardo, azienda italiana leader nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, è pronta a volare in Cina per stringere una joint venture industriale nel Continente giallo.

L’obiettivo della società è quello di inserirsi nell’industria aerospaziale di Pechino per la costruzione di un nuovo aereo da trasporto commerciale.

Le trattative per partecipare alla realizzazione del velivolo sarebbero già in fase avanzata. La notizia riportata da Il Sole 24 Ore parla di un maxi progetto dal valore di 10 miliardi di euro che Leonardo realizzerà assieme all’industria aerospaziale di Pechino.

Leonardo in Cina: il progetto

A chiedere la collaborazione della società italiana, che opera in tutto il mondo, è stata Comac (Commercial aircraft corporation of China). Leonardo sarebbe già al lavoro per sviluppare l’accordo e avrebbe scelto il gruppo Kangde per stipulare la joint venture.

La nuova società che si verrà a creare dovrà produrre la sezione centrale della fusoliera del CR929, un jet da 280 posti con autonomia di volo fino a 12mila km. La progettazione dell’aereo vede anche la collaborazione dell’industria russa con Uac e Sukhoi.

Secondo quanto emerge, il lavoro si svolgerebbe quasi interamente in Cina, ma Leonardo sarebbe interessato a internalizzare il 15% delle attività. Tale operazione garantirebbe al gruppo, guidato dall’ad Alessandro Profumo, ricavi per 15-30 milioni di dollari nel 2019, che aumenterebbero a oltre 40 milioni dal 2020 al 2025.

Intanto, sul fronte interno, al termine di una riunione al Ministero dello Sviluppo Economico, alla quale hanno partecipato anche sindacati, Invitalia e Ferrovie dello Stato, è emersa la disponibilità dell’azienda a partecipare al salvataggio di Industria Italiana Autobus, aumentando la propria quota societaria, come riportato in una nota del MISE.

“Leonardo ha rappresentato l’intenzione di consolidare la propria partecipazione societaria nell’azienda, manifestando la disponibilità, ove necessario, per un eventuale incremento azionario”.

Un primo passo concreto verso la realizzazione di un “polo pubblico di produzione di autobus”.

“Abbiamo faticano quattro anni per arrivare alla soluzione di una partecipazione pubblica per il rilancio di Industria Italiana Autobus.
Oggi dovrebbe esserci l’inizio di una stagione nuova, con l’apertura di un confronto, che vorremmo si aprisse a breve sul piano finanziario utile agli investimenti, industriale e occupazionale. È ora che la produzione degli autobus non sia più in Turchia ma in Italia.
Il Governo, Invitalia e Busitalia hanno garantito che Industria Italiana Autobus avrà le risorse economiche utili a pagare gli stipendi”.

Questo il commento congiunto di Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil, Bruno Papignani, segretario generale Fiom-Cgil Emilia Romagna, e Giuseppe Morsa, segretario generale Fiom-Cgil Avellino.

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