Italia: forti timori sul debito. Ma a quanto ammonta e quali scadenze ha?

La decisione dell’esecutivo di creare più debito intimorisce gli operatori, che reagiscono con flussi di copiose vendite. A quanto ammonta il nostro debito pubblico e soprattutto, quali scadenze ha?

Italia: forti timori sul debito. Ma a quanto ammonta e quali scadenze ha?

Seduta borsistica da dimenticare per quanto riguarda l’Italia, nel giorno in cui è stato stipulato dal Governo gialloverde l’accordo relativo all’intenzione di portare il rapporto deficit/pil al 2,4% per il triennio 2019-2021.

Lo spread tra Btp e Bund schizza a 278,80 punti base, registrando un aumento dell’11,63% dopo poco più di metà seduta. Sul comparto azionario non va meglio, con l’indice FTSE Mib che perde il 4,36% rispetto alla chiusura di ieri.

A soffrire maggiormente è il comparto bancario, anche a causa dell’altissima esposizione in titoli di Stato, che a luglio ha raggiunto il numero più elevato da oltre un anno, attestandosi a 373 miliardi.

Ma a quanto ammonta il debito pubblico italiano? Secondo gli ultimi dati reperiti da Bloomberg, il Belpaese ha un debito pari a 2.424,105 miliardi di euro.

La struttura per scadenza del debito pubblico italiano. Fonte: Bloomberg

Se si osserva il grafico, si noterà che l’anno in cui ci si appresta ad entrare, il 2019, sarà il più pesante da affrontare per il Tesoro, che dovrà rimborsare 276,838 miliardi di capitale, a cui si aggiungono 49,631 miliardi relativi alla spesa per interessi.

In generale, il Paese dovrebbe rimborsare entro il 2024 un totale di 1.498,29 miliardi di euro tra spese per il rimborso delle obbligazioni e quelle per interessi, di cui 431,185 miliardi entro la fine del 2019.

Con l’intenzione di avere rapporto defict/pil così elevato, la risposta di Bruxelles non si è fatta di certo attendere. Il commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici ha infatti affermato in un’intervista che il debito del Belpaese è “esplosivo”.

Per ripagare il debito pubblico si rende infatti indispensabile crearne altro, in special modo tramite emissioni di titoli di Stato a breve scadenza (2 e 5 anni), in un contesto di forte sfiducia verso il nostro Paese.

Quanto detto implica un aumento della spesa per interessi e, di conseguenza, un prezzo più alto da pagare per rimborsare i titoli una volta giunti a scadenza. Tutto questo in contrapposizione con le dichiarazioni del vice-Premier Di Maio, che afferma, riferendosi alla tematica del debito: “vi assicuro che scenderà".

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