Il rapido aumento del debito pubblico USA solleva dubbi sulla capacità del sistema finanziario di reggere sotto stress: servono riforme urgenti per evitare nuove crisi di liquidità.
Durante la Grande Recessione del 2007-09, divenne comune per gli economisti parlare della «plumbing finanziaria» come parte del problema. La metafora di tubi, scarichi e valvole serviva a suggerire che un blocco relativamente piccolo o una limitazione di capacità in una parte del sistema finanziario potesse causare effetti sistemici molto più grandi. In altre parole, la plumbing finanziaria può funzionare bene nell’uso quotidiano, ma se una parte del sistema finanziario viene messa sotto stress, i problemi possono rifluire inaspettatamente.
Con questo concetto in mente, consideriamo l’ammontare totale del debito del Tesoro degli Stati Uniti detenuto dal pubblico. Nel 2001 era di circa 3,5 trilioni di dollari. Nel 2009 era raddoppiato a 7 trilioni. Nel 2016 era raddoppiato ancora a 14 trilioni. Nel 2024 era salito a 28 trilioni. Le previsioni del Congressional Budget Office suggeriscono che, entro il 2035, secondo la legislazione attuale (cioè prima dell’approvazione del bilancio e delle leggi fiscali di quest’anno, che nella loro forma attuale aumenterebbero ulteriormente il debito), il debito totale potrebbe quasi raddoppiare ancora a 52 trilioni di dollari.
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