Bond irredimibili: cosa sono e come funzionano le obbligazioni perpetue?

Claudia Cervi

19/08/2022

19/08/2022 - 17:50

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Storicamente usate per fronteggiare eventi eccezionali, quali guerre e crisi economiche. Ecco cosa sono, come funzionano e quali sono i vantaggi della loro emissione.

Bond irredimibili: cosa sono e come funzionano le obbligazioni perpetue?

L’impennata dell’inflazione, la crisi energetica, il rallentamento dell’economia e le incertezze geopolitiche esplose con il conflitto russo-ucraino materializzano lo spettro della recessione globale. Per l’Italia, come per la maggior parte degli Stati europei, è un delicatissimo equilibrio tra la necessità di mantenere attive le misure di sostegno e le riduzioni fiscali e un’esigenza sovranazionale di contenere l’inflazione attraverso la stretta monetaria della Bce.

Nel pieno dell’emergenza coronavirus diverse personalità di spicco dell’economia e della finanza, da George Soros a Paolo Savona, hanno chiesto a gran voce l’emissione dei Bond irredimibili, citando diversi vantaggi per lo Stato.

Per comprenderne le ragioni, oltre a spiegare cosa sono e come funzionano le obbligazioni perpetue, facciamo un excursus storico così da definire il perimetro d’azione, le finalità di questi bond irredimibili e come potrebbero aiutare l’Italia in aggiunta ai BTP Italia e BTP Futura emessi dall’esecutivo durante la crisi pandemica.

Bond irredimibili/obbligazioni perpetue: cosa sono e come funzionano

Il significato del termine irredimibile è letteralmente quello di «senza riscatto», che non si può redimere.

Volendo spiegare cosa sono i Bond irredimibili potremmo dunque definirli come delle obbligazioni senza scadenza, soggette al solo pagamento della cedola.

Ma come funzionano queste obbligazioni perpetue? Il loro utilizzo non è complesso e prevede che l’emittente si assuma l’impegno di pagare gli interessi per un arco di tempo indefinito.

Bond irredimibili/obbligazioni perpetue nella Storia

Storicamente questi bond venivano emessi dagli Stati per il finanziamento di grandi progetti ma nel corso del tempo non hanno ottenuto un grande successo.

Il primo titolo perpetuo della storia fu emesso nel 1720 per coprire le perdite causate dalla crisi finanziaria della Compagnia dei Mari del Sud, società stata fondata per rilevare il debito pubblico inglese, in cambio del monopolio sui commerci con le colonie della Spagna in Sud America.

Sono stati emessi da Londra per finanziare guerre (prima contro Napoleone e successivamente durante la Prima Guerra Mondiale) e negli Stati Uniti per finanziare la guerra di secessione.

Uno degli esempi nostrani di Bond irredimibili è la Rendita Italiana, utilizzata da Giolitti nei primi anni del Novecento. Anche in Italia furono usati per finanziare la guerra (in Etiopia), con interessi corrisposti fino al 1981, quando una legge annullò l’irredimibilità, rimborsando l’obbligazione.

Gli emittenti possono essere anche da banche e compagnie di assicurazione. Nell’agosto 2020, Intesa Sanpaolo ha emesso 750 milioni di obbligazioni perpetue raccogliendo oltre 6,5 miliardi di euro.

Il progetto di Savona e le critiche

Il presidente della Consob si è espresso in diverse occasioni su come il risparmio degli italiani debba essere canalizzato:

  • obbligazioni perpetue;
  • capitale di rischio garantito dallo Stato.

La sottoscrizione delle prime, ha affermato l’economista, dovrebbe essere su base volontaria. Eppure, secondo il presidente della Consob, se gli italiani non sottoscriveranno Bond irredimibili concorreranno a determinare decisioni risultati in una maggiore imposizione fiscale.

«Emettere titoli irredimibili sarebbe, quindi, una scelta dai contenuti democratici più significativi perché, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno».

Le critiche però non sono tardate ad arrivare. Per Davide Iacovoni, responsabile del debito pubblico, le obbligazioni perpetue rappresentano oggi un mercato di nicchia, dunque limitato.

Ecco dunque che capire cosa sono e come funzionano i Bond irredimibili appare qualcosa di estremamente importante.

I vantaggi per gli emittenti

Secondo il professor Filippo Zatti dell’Università di Firenze «L’emissione di tali titoli, in un contesto come quello italiano, dove il risparmio delle famiglie è circa tre volte il livello del debito pubblico nazionale, consentirebbe di soddisfare una serie di variabili rilevanti per la difesa della sovranità finanziaria del Paese».

Tra i vantaggi dei Bond irredimibili citati da Zatti, si trova il fatto che l’emissione:

  • non inciderebbe sul debito pubblico, essendo un prestito perpetuo;
  • eviterebbe qualsiasi forma giuridica e politica di controllo finalizzata all’investimento e al rimborso dei fondi prestati;
  • consentirebbe di effettuare investimenti strutturali nei settori chiave della ripresa (infrastrutture e digitalizzazione).

A questo elenco si possono aggiungere altri benefici:

  • miglioramento della tesoreria dello Stato, grazie al fatto che gli esborsi programmati si riducono al solo pagamento d’interessi;
  • patrimoniale volontaria che offre una disponibilità di risorse a favore dello Stato, scongiurando una patrimoniale forzata come alcune parti politiche prospettano periodicamente;
  • miglioramento del rapporto debito/Pil, poiché la Rendita (non avendo scadenza) non costituisce un debito di capitale;
  • riflessi positivi sul rating.

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