Bond irredimibili: cosa sono e come funzionano le obbligazioni perpetue?

Cosa sono i bond irredimibili (o obbligazioni perpetue) e come funzionano? Anche Conte apre all’ipotesi

Bond irredimibili: cosa sono e come funzionano le obbligazioni perpetue?

Bond irredimibili (o obbligazioni perpetue): cosa sono e come funzionano questi strumenti?

Domande tornate sulla bocca di tutti nel pieno dell’emergenza coronavirus, quando diverse personalità di spicco dell’economia e della finanza hanno chiesto a gran voce la loro emissione.

Per questo in molti sono stati portati a domandarsi cosa sono questi bond irredimibili, come funzionano ma soprattutto come potrebbero aiutare l’Italia in un contesto in cui l’esecutivo sta già tentando di racimolare denaro tramite BTP Italia e BTP Futura. Le obbligazioni perpetue, nello specifico, sono finite sotto la lente di George Soros, di Paolo Savona e poi anche dello stesso Conte.

Bond irredimibili/obbligazioni perpetue: cosa sono e come funzionano

Il significato del termine irredimibile è letteralmente quello di “senza riscatto”, che non si può appunto redimere.

Volendo spiegare cosa sono i bond irredimibili potremmo dunque definirli come delle obbligazioni senza scadenza, soggette al solo pagamento della cedola.

Ma come funzionano queste obbligazioni perpetue? Il loro utilizzo non è complesso e prevede che l’emittente si assuma l’impegno di pagare gli interessi per un arco di tempo indefinito.

Storicamente questi bond venivano emessi dagli Stati per il finanziamento di grandi progetti ma nel corso del tempo non hanno ottenuto un grande successo.

Uno degli esempi più noti di bond irredimibili è la Rendita Italiana, utilizzata per finanziare la guerra in Etiopia, sul quale sono stati pagati gli interessi fino all’arrivo degli anni ’90. Poi l’obbligazione è stata completamente rimborsata.

Il progetto di Savona e le critiche

Secondo il presidente della Consob, il risparmio degli italiani dovrebbe essere immediatamente canalizzato in due direzioni:

  • obbligazioni perpetue;
  • capitale di rischio garantito dallo Stato.

Le prime, ha continuato l’uomo, potrebbero vantare un tasso di interesse esonerato fiscalmente, “pari al massimo dell’inflazione del 2% che la BCE si è impegnata a non superare nel medio termine.”

Per Savona, la sottoscrizione delle citate obbligazioni dovrebbe essere volontaria. Eppure, secondo il presidente della Consob, se gli italiani non sottoscriveranno bond irredimibili concorreranno a determinare decisioni risultati in una maggiore imposizione fiscale.

“Emettere titoli irredimibili sarebbe, quindi, una scelta dai contenuti democratici più significativi perché, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno”.

Le critiche però non sono tardate ad arrivare. Per Davide Iacovoni, responsabile del Debito pubblico, le obbligazioni perpetue rappresentano oggi un mercato di nicchia, dunque limitato.

Più aperta invece la posizione di Giuseppe Conte, che nel corso di un’intervista al Fatto Quotidiano, non ha escluso la possibilità di studiare la questione più da vicino.

Ecco dunque che capire cosa sono e come funzionano i bond irredimibili appare qualcosa di estremamente importante: saranno davvero le obbligazioni perpetue ad aiutare l’Italia?

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