Un singolo dato. Una trimestrale. Un grafico rosso che lampeggia.
A volte, basta questo per riscrivere, temporaneamente, la narrativa di un intero settore. È quanto successo a Leonardo (LDO), il colosso italiano della difesa, che è crollata sulla scia della trimestrale di Rheinmetall, il gruppo tedesco considerato il fulcro della nuova spinta militare della Germania.
Ma cosa ha generato il panico? Un risultato sotto le attese. Rheinmetall ha mancato le stime nel secondo trimestre 2025. La ragione ufficiale? Ritardi nell’assegnazione di ordini da parte del governo tedesco, in buona parte legati all’incertezza politica pre-elettorale. Il mercato però non ha aspettato spiegazioni, e ha cominciato a vendere azioni LDO.
Ma è davvero così grave come notizia?
Leonardo: un titolo “growth” travestito da industriale?
Leonardo ha un P/E trailing di 26x, un valore considerato elevato per il settore industriale, ma giustificato, fino a ieri, dalla posizione strategica dell’azienda nel comparto difesa europeo e dalla forte crescita attesa.
Il sell-off ha colpito LDO proprio su questo fronte: non per un problema interno, ma per il repricing delle aspettative di crescita del comparto difesa in Europa. Se Rheinmetall non cresce più come previsto, allora forse le valutazioni su Leonardo sono eccessive.
Ma è davvero così?
La risposta è più complessa di quanto sembri. Innanzitutto, Rheinmetall ha confermato la guidance sull’intero anno, ribadendo che i ritardi sono contingenti, non strutturali. La stessa guidance che incorpora quegli effetti delle nuove riforme fiscali tedesche che escludono le spese militari dai vincoli di bilancio.
Tradotto: il management non si aspetta un taglio della domanda, ma solo uno slittamento temporale. E questo cambia tutto.
Il paradosso della difesa
Il mercato oggi è diventato estremamente reattivo alle sorprese negative, soprattutto in settori dove le aspettative sono già alte. E il settore difesa europeo lo è: dopo l’invasione dell’Ucraina, molti Paesi hanno aumentato i budget militari. La Germania ha promesso 100 miliardi di euro in più.
Il rischio? Che le aziende come Leonardo vengano penalizzate nel breve termine per fattori che non dipendono da loro.
Ma ad oggi, la realtà è che Leonardo non ha deluso, e fino a prova contraria, non si esclude che possa continuare a beneficiare del posizionamento strategico nell’ecosistema NATO, dell’export verso mercati emergenti e della crescita dell’elettronica per la difesa (una componente a margini elevati).
LDO
Grafico a candele di LDO. Fonte: baha.com
Il futuro si gioca su un altro livello
I titoli difensivi europei, e Leonardo in primis, stanno attraversando una fase di riequilibrio delle aspettative, ma i fondamentali restano solidi. I dati di Rheinmetall evidenziano una prima forma di contrazione, ma le attese non sono cambiate, semplicemente perché la guidance è rimasta invariata. In sostanza, il mercato sconta ribassi nel breve, dimenticando forse che le prospettive di lungo periodo restano positive.
Allo stesso tempo, la guidance potrebbe cambiare, invalidando qualsiasi prospettiva di crescita. Ed è proprio con questa incertezza che il mercato si scontra ogni volta che le trimestrali non rispettano le aspettative.