Rapporto FMI, crescita 2015: rallentamento sui PIL a livello mondiale, ecco perché

Marta Ruggiero

Commenta

Secondo il rapporto del FMI, il PIL subirà un rallentamento a livello globale per tutto il 2015. Quali sono i fattori resposabili del calo della crescita?

Rapporto FMI, crescita 2015: rallentamento sui PIL a livello mondiale, ecco perché

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Il rallentamento della crescita negli Stati Uniti ha spinto il FMI a un minore ottimismo sull’andamento dell’economia globale. Il Fondo Monetario Internazionale, infatti, ha notato un calo dell’economia statunitense nei primi mesi dell’anno, e parte proprio da questo dato per indicare cause e Paesi colpiti.

Le cause del rallentamento dell’economia degli Stati Uniti - riportate nel rapporto del FMI - sono molteplici, e vanno dagli scioperi aeroportuali all’apprezzamento del dollaro. Gli effetti di tale rallentamento potrebbero avere ripercussioni anche nelle economie vicine di Messico e Canada.

Il PIL degli Stati Uniti: il dato principale del rapporto del FMI
Nella prima parte dell’anno, le stime per il 2015 sul PIL degli Stati Uniti erano state tagliate dal 3.1% al 2.5%; per il 2016 - invece - si passava al 3%.

Secondo quanto riportato però nel recente rapporto World Economic Outlook, si prevede un aumento del PIL USA del 3.3%, mentre le aspettative ad aprile erano attorno al 3.5%. La stima per la crescita del 2016 è rimasta invariata a un +3.8%.

Eurozona: non ci sono variazioni rilevanti
Secondo quanto affermato dagli analisti del Fondo monetario internazionale:

La situazione che riguarda l’Eurozona, invece, non subisce variazioni significative. La ripresa economica nell’area euro sembra ampiamente sulla strada giusta, con una robusta ripresa della domanda interna e l’inflazione che inizia a crescere.

Per il 2015 si prevede un aumento del PIL pari all’1.5%, mentre per il 2016 ci si aspetta un rialzo che va dall’1.6% all’1.7%. Ed è soprattutto la Spagna a rendere più ottimisti gli esperti del FMI. La crescita dell’economia spagnola per l’anno in corso, infatti, dovrebbe essere del 3.1%, invece per il 2016 del 2.5%: dati, questi, nettamente superiori rispetto alle previsioni dello scorso aprile.

Per l’Italia, invece, le aspettative degli analisti indicano una crescita dello 0,7%, in aumento nel 2016 di +1,2%.

Invariate le stime di crescita di Francia e Germania, nonostante vantino di essere le maggiori economie dell’Eurozona.
Il PIL francese nel 2015 dovrebbe subire un rialzo dell’1.2%, e nel 2016 dell’1.5.
La germania, invece, si pensa vedrà una crescita dell’1.6% - per il 2015 - e dell’1.7 nel 2016.

Rapporto FMI: i PIL delle economie emergenti
Per quanto riguarda le economie emergenti, si passa da una crescita del 4.6% nel 2014 a una del 4.2 nel 2015. Un rialzo di 0.5 punti percentuali è, invece, previsto per il PIL dell’anno prossimo.

Rallentamento della crescita: le cause
Secondo il rapporto del Fondo monetario internazionale, il rallentamento della crescita è riconducibile a diversi fattori: dai ribassi delle materie prime alle condizioni finanziarie esterne più rigide, dalle strozzature strutturali al riequilibrio in Cina e alle difficoltà economiche riconducibili a fattori geopolitici.

La ripresa dell’attività per i paesi più in difficoltà dovrebbe arrivare nel 2016.

Crisi in Grecia: gli effetti sulla crescita
Gli sviluppi sul fronte greco non hanno ancora portato a situazioni di contagio vero e proprio. Gli eventuali rischi potrebbero essere evitati da un’azione politica tempestiva ed efficace.

Gli spread dei titoli sovrani in Grecia, specialmente quelli a breve scadenza, hanno subito un forte rialzo. Questo è dovuto al clima di forte incertezza post-referendum, alla chiusura delle banche e al fatto che non si sappia quali prospettive ci siano a sostegno della crisi ellenica da parte dei Paesi dell’Eurozona.

E per altri Paesi?
Per gli altri paesi, invece, la situazione è molto diversa. Secondo quanto riportato nel rapporto degli analisti del FMI, le reazioni dei mercati non sono state rilevanti, il valore degli asset più rischiosi ha subito una diminuzione e i titoli di Stato rifugio - quelli dei paesi più stabili dal punto di vista finanziario, con la Germania capogruppo - hanno registrato un leggero aumento.

Olivier Blanchard della FMI ha detto che il lavoro che si sta facendo in questi giorni è volto a far sì che la Grecia rimanga nell’Eurozona e che il pericolo di una Grexit venga finalmente scongiurato.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su