Governo Draghi, cosa farà adesso il Movimento 5 Stelle? C’è il rischio spaccatura

Riccardo Lozzi

03/02/2021

03/02/2021 - 11:07

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Il Movimento 5 Stelle è a un bivio: sostenere il Governo tecnico di Draghi o andare alle elezioni in piena pandemia. Le dichiarazioni e le prossime mosse dei grillini.

Governo Draghi, cosa farà adesso il Movimento 5 Stelle? C'è il rischio spaccatura

La convocazione al Quirinale per le 12 di Mario Draghi sta mettendo in subbuglio le principali forze politiche italiane.

La maggior parte di queste si trova in una posizione di oggettiva difficoltà, dovendo scegliere se appoggiare un Governo tecnico escluso in tutte le occasioni durante le consultazioni dei giorni scorsi, oppure votare contro l’ex presidente della BCE.

Nella seconda ipotesi dovranno però assumersi la decisione di non raccogliere l’appello di Mattarella, facendo precipitare il Paese in elezioni anticipate nel pieno della crisi pandemica, che nella giornata di ieri ha causato 499 morti da coronavirus, oltre a causare nuovi ritardi per l’approvazione del Recovery Plan.

Chi sembra pagare di più questa posizione è il Movimento 5 Stelle che, con 191 deputati e 92 senatori, rappresenta da solo circa un terzo dei parlamentari di questa legislatura, e su cui gli occhi di tutti sono puntati per capire cosa farà adesso e se sia a rischio spaccatura.

Governo Draghi, cosa farà adesso il movimento 5 stelle?

Nelle ore successive all’annuncio del Colle di conferire l’incarico a Draghi per un esecutivo di “alto profilo”, diversi esponenti pentastellati hanno annunciato sui social la loro contrarietà alla soluzione offerta dal presidente della Repubblica.

Tra questi, oltre ad Alessandro Di Battista, che ha postato sul suo account Facebook un suo vecchio articolo su Tpi dedicato all’economista romano dal titolo “L’apostolo delle élite”, c’è da registrare la dichiarazione sempre via social di Vito Crimi.

Il capo politico reggente ha comunicato che il Movimento terrà la linea già espressa negli incontri con Mattarella, per cui, essendo favorevole solo a esecutivi politici, non voterà a favore del Governo tecnico di Mario Draghi.

A fargli eco è un altro nome di spicco della galassia 5 Stelle, ovvero Riccardo Fraccaro, ormai ex sottosegretario del presidente del Consiglio uscente, il quale su Twitter ribadisce l’appoggio del gruppo parlamentare esclusivamente a Giuseppe Conte.

A rincarare la dose ci pensa Toninelli, sostenendo che l’M5Snon è establishment e non può quindi votare l’establishment”.

I grillini a rischio spaccatura

A leggere tali dichiarazioni si potrebbe affermare quindi che il Movimento appaia unito e compatto nel lasciare cadere nel vuoto l’invito di Sergio Mattarella nel non andare alle urne in un momento così drammatico per il Paese.

Tuttavia, mai come in questo momento, bisogna fare i conti con le parole non dette da parte dei pesi massimi. Tra questi il nome più importante è quello di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri del Conte-bis ed ex capo politico.

Un altro silenzio di primo piano è quindi quello dello stesso fondatore del Movimento Beppe Grillo, il quale dall’inizio della crisi di Governo non ha espresso alcuna posizione.

Infatti, nonostante Grillo sia più marginale rispetto agli esordi, nel 2019 proprio un articolo pubblicato sul suo blog favorì in maniera decisiva la nascita della maggioranza giallo-rossa.

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