Nazionalizzazione negozi: il piano della Francia per salvare i commercianti

Il governo francese sta pianificando la nazionalizzazione di 10.000 negozi e botteghe dei piccoli centri, che rischiano di sparire per sempre a causa dell’e-commerce e degli effetti della pandemia.

Nazionalizzazione negozi: il piano della Francia per salvare i commercianti

Francia: in arrivo un piano di nazionalizzazione per 10.000 negozi.

Se non ci saranno colpi di scena dovuti alle ultime vicende interne, con il rimpasto dell’esecutivo e la nomina di un nuovo primo ministro, il Governo dovrebbe varare nelle prossime settimane un programma di sostegno al commercio locale appoggiato proprio sull’intervento dello Stato.

Tra i tanti settori colpiti dalla crisi da coronavirus, infatti, spicca quello delle botteghe e dei negozi non alimentari situati soprattutto nei centri più piccoli, messi a rischio soprattutto dal boom dell’e-commerce.

Come salvarli da una chiusura quasi certa? Il piano francese punta a nazionalizzare migliaia di negozi.

Francia: il piano nazionalizzazione negozi

Risanare e rilanciare il commercio locale, quello composto dalla fitta rete di piccoli negozianti, di botteghe storiche e di artigiani dei piccoli centri sono tra gli obiettivi del nuovo piano francese.

Dopo almeno due mesi di chiusura forzata delle attività non alimentari, infatti, questo settore di punti vendita ancora non aveva un serio piano di sostegno da parte del Governo francese, piuttosto concentrato sul salvataggio delle compagnie aeree e del turismo.

Ora, invece, pare che Macron e i suoi ministri stiano per attivare un pacchetto di interventi nei quali spicca una vera e propria nazionalizzazione. Di cosa si tratta?

Secondo indiscrezioni dei media nazionali, come Les Echos e Le Figaro, il Governo prevede, tra le altre misure di sostegno, di consentire alla Caisse des Dépôts et Consignations (istituto finanziario pubblico) di riacquistare locali commerciali situati nei centri delle città e a rischio chiusura.

Questi sarebbero poi affittati ai commercianti con tariffe più basse e convenienti. Obiettivi primari della proposta: impedire il fallimento di piccoli commercianti ed evitare così lo svuotamento dei centri urbani. Secondo Les Echos, circa 10.000 negozi e attività potrebbero essere coinvolti.

L’entrata in scena della Caisse Dépôts sarebbe la garanzia vitale per queste attività, già in crisi a causa dell’omologazione dei beni in vendita a livello nazionale e mondiale e dell’espandersi dell’e-commerce, che proprio durante il coronavirus ha avuto un ulteriore slancio.

Lo Stato salva i negozi che rischiano la chiusura

Il ministro dell’economia francese intende avviare una vera rivoluzione per il cambiamento delle piccole attività di vendita in forte declino nel dopo-Covid.

La nazionalizzazione, infatti, è solo uno dei punti del Governo per rilanciare il settore del piccolo commercio nei centri urbani. Sostenere la trasformazione delle piccole imprese per garantirne la conservazione su tutto il territorio è un altro obiettivo, visto che, per esempio, nel settore dell’abbigliamento, il 78% dei negozi non ha una soluzione digitale di vendita.

Inoltre, il ministro Le Maire ha annunciato che anche la Banque des Territoires si attiverà per rinnovare 6.000 piccole imprese in cinque anni. Insieme alle autorità locali (comuni, dipartimenti o regioni) verranno acquistati negozi sull’orlo della chiusura, che saranno rinnovati e affittati a una tariffa preferenziale agli operatori che cercano locali.

Lo Stato inietterà 300 milioni di euro di capitale proprio e 500 milioni di euro sotto forma di prestiti.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories