BCE, FT: “Lagarde lascerà la Presidenza prima della scadenza del mandato”. C’entra Macron

Laura Naka Antonelli

18/02/2026

La presidente della BCE pronta a mettersi da parte prima della scadenza del suo mandato? Le indiscrezioni del Financial Times.

BCE, FT: “Lagarde lascerà la Presidenza prima della scadenza del mandato”. C’entra Macron

La Presidente della BCE Christine Lagarde scenderà dallo scranno più alto della BCE molto prima della scadenza del suo mandato di otto anni, prevista per l’ottobre del 2027.

L’indiscrezione è stata lanciata, o meglio rilanciata dal Financial Times, visto che il quotidiano britannico aveva già parlato, nel maggio del 2025, di un possibile addio anticipato di Lagarde dalla presidenza della Banca centrale europea, citando tuttavia altri motivi rispetto a quelli che ha menzionato stavolta.

Oggi, mercoledì 18 febbraio 2026, i nuovi rumor, nell’articolo “ Lagarde to leave ECB before the end of 8-year term ”, all’interno del quale l’FT ha spiegato la ragione che porterebbe la numero uno dell’Eurotower a farsi da parte prima del tempo.

C’entrerebbe, secondo le indiscrezioni, il Presidente francese Emmanuel Macron.

Pronta la reazione della BCE che, tramite un portavoce, ha reso noto che la Presidente dell’istituzione Christine Lagarde “è totalmente concentrata sulla propria missione e non ha preso alcuna decisione riguardo alla fine del suo mandato ”.

BCE, Lagarde lascerà in anticipo per restituire il favore alla Germania e alla Francia di Macron?

Secondo la fonte interpellata dal Financial Times, Lagarde vorrebbe consentire al Presidente francese uscente Emmanuel Macron , così come al Cancelliere tedesco Friedrich Merz, di trovare un nuovo Presidente che guidi “una delle istituzioni più importanti dell’Unione europea”, per l’appunto la BCE.

L’FT ricorda d’altronde che, se Christine Lagarde è al timone dell’Eurotower, è a causa di un accordo “a sorpresa” che venne raggiunto nel 2019 tra la Germania allora guidata da Angela Merkel e dallo stesso Macron.

Con quell’accordo, i due leader europei decisero che l’ex direttrice dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale) sarebbe diventata Presidente della BCE, mentre l’allora ministro della Difesa tedesca Ursula von der Leyen avrebbe assunto l’incarico di Presidente della Commissione europea, che ricopre per la seconda volta a seguito delle elezioni europee del 2024.

L’ultimo desiderio di Emmanuel Macron in vista delle elezioni francesi del 2027. La paura Le Pen

Nello specifico, si legge nell’articolo del Financial Times, Lagarde vorrebbe esaudire uno degli ultimi desideri del capo dell’Eliseo Emmanuel Macron: avere voce in capitolo nella scelta di chi prenderà la redini della Banca centrale europea, prima delle elezioni presidenziali che si terranno in Francia nell’aprile del 2027. Elezioni a cui Macron non potrà candidarsi, dopo essere stato Presidente per due mandati, ed elezioni che Macron teme possano essere vinte da Marine Le Pen o dal suo protégé Jordan Bardella.

Allo stato attuale delle cose, appare improbabile che l’ex Presidente del partito di estrema destra Rassemblement Nationale Marine Le Pen riesca a candidarsi alle prossime elezioni francesi, dopo essere stata condannata l’anno scorso da un tribunale di Parigi per uso improprio di fondi del Parlamento europeo.

Ma è pur vero che lo scorso 13 gennaio 2026 ha preso il via nel palazzo di Giustizia di Parigi il processo d’appello, con cui Le Pen spera di riuscire a ribaltare quella condanna, che l’ha resa ineleggibile per cinque anni.

Il verdetto, che arriverà prima dell’estate, stabilirà se la sua candidatura all’appuntamento elettorale potrà avere luogo.

Dal canto suo, Le Pen ha già detto di essere pronta a candidare Bardella, nel caso in cui la condanna dovesse essere confemata.

E sia Le Pen che Bardella, ricorda il Financial Times, sono euroscettici, il che significa che, una ipotetica vittoria alle prossime elezioni francesi di qualsiasi candidato scelto dal partito Rassemblement National (RN), potrebbe complicare i rapporti tra la Francia e le istituzioni europee, come la BCE.

Macron vorrebbe dunque partecipare attivamente, prima di lasciare la Presidenza, al processo decisionale da cui uscirà il nome di chi guiderà la banca centrale al posto di Lagarde.

Il mandato di Lagarde tra pandemia Covid e boom inflazione post guerra Ucraina. Cosa è successo ai tassi euro

Nel suo articolo, il Financial Times ha fatto un bilancio del mandato di Christine Lagarde, ricordando le tante sfide che la BCE ha dovuto fronteggiare durante gli anni della sua Presidenza: la pandemia Covid-19 esplosa nel marzo del 2020 e la guerra in Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022 con l’invasione del Paese dalla Russia di Vladimir Putin.

Quest’ultima ha fatto schizzare l’inflazione dell’area euro ai livelli record della storia, fino a un passo dall’11%, alla fine del 2022, sulla scia del boom dei prezzi energetici, costringendo la Banca centrale europea ad alzare ripetutamente i tassi di interesse dell’area euro.

Le strette monetarie, che hanno portato i tassi dell’Eurozona a volare dal -0,5% al 4% in poco più di un anno, sono state di una tale intensità da scatenare la frustrazione e l’ira dei cittadini ma anche di alcuni politici europei.

Storico l’attacco di diversi esponenti del governo Meloni alla politica monetaria di Lagarde.

Critiche contro la carrellata continua di rialzi dei tassi sono arrivate anche dalla platea di alcuni economisti.

La grande virata sui tassi euro a giugno 2024 e l’inflazione euro tornata al target. Il caso Villeroy

La BCE ha poi fatto la grande virata nel giugno del 2024, iniziando a tagliare i tassi e continuando a sforbiciarli fino al 2% (valore attuale dei tassi sui depositi), complice un tasso di inflazione che è tornato al target della banca centrale, pari al 2%.

L’incertezza continua tuttavia ad angosciare Lagarde, che ha così deciso insieme agli altri esponenti del Consiglio direttivo dell’istituzione con sede a Francoforte di iniziare il 2026 confermando lo status quo per la quinta volta consecutiva.

Pochi giorni dopo, la notizia dell’annuncio a sorpresa delle dimissioni del governatore della Banca di Francia ed esponente del Consiglio direttivo della BCE François Villeroy de Galhau: dimissioni annunciate con più di un anno di anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. Ed è stata quella la prima notizia ad avere alimentato subito il sospetto che dietro alla sua decisione ci potesse essere una possibile strategia del Presidente francese Emmanuel Macron.

L’FT aveva già parlato dell’opzione delle dimissioni di Lagarde

Tornando al Financial Times e a quanto riportato oggi, va ricordato che il quotidiano della City aveva già parlato della possibilità che Lagarde si dimettesse prima della scadenza del suo mandato in un articolo pubblicato l’anno scorso.

La ragione addotta era stata individuata dall’FT non nei desideri del Presidente francese Emmanuel Macron, ma nell’ambizione di Lagarde a diventare presidente del World Economic Forum (WEF).

Il quotidiano aveva citato in quell’occasione le dichiarazioni del fondatore del WEF Klaus Schwab, costretto a dimettersi a seguito di accuse di cattiva condotta che aveva negato.

Schwab aveva riferito al Financial Times che erano ormai “diversi anni” che si era parlato dell’opzione che potesse essere proprio Lagarde a sostituirlo alla guida del WEF, l’istituzione che ogni anno organizza l’omonimo evento del World Economic Forum, riunendo il gotha del mondo della finanza e della politica a Davos, in Svizzera.

Ma Lagarde aveva rimandato le ricostruzioni del quotidiano al mittente, ribadendo la propria determinazione a concludere il proprio mandato.

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