Il governatore della banca centrale francese, François Villeroy de Galhau, si dimette. Cosa c’è dietro la sua decisione e cosa c’entra Macron?
È la notizia del giorno sulle prime pagine francesi. E non solo. Il governatore della banca centrale francese, François Villeroy de Galhau, si dimetterà anticipatamente per dedicarsi alla guida una fondazione benefica. La palla ora passa al presidente Emmanuel Macron, incaricato di nominare un sostituto in un ruolo chiave prima delle elezioni presidenziali del 2027.
Villeroy de Galhau, in carica da quasi 11 anni, ha dichiarato in un comunicato che lascerà la Banque de France all’inizio di giugno. Il suo attuale mandato, della durata di sei anni, sarebbe dovuto durare fino a ottobre 2027. Assumerà la presidenza di un ente benefico dedicato all’infanzia e all’inclusione sociale fondato da sacerdoti cattolici. La decisione, afferma Villeroy, è di carattere personale.
Perché il governatore della banca centrale francese Villeroy si è dimesso
«Entro giugno, poco più di un anno prima della fine del mio secondo mandato, ritengo di aver portato a compimento il cuore della mia missione», ha dichiarato Villeroy de Galhau, sottolineando il ruolo della banca nel «rafforzare la fiducia durante diverse crisi».
In una lettera ai dipendenti condivisa dalla Banque de France, Villeroy de Galhau, che questo mese compie 67 anni, ha spiegato di essere stato contattato dalla Fondation Apprentis d’Auteil e di aver deciso di lasciare la banca centrale di sua iniziativa.
«Ho naturalmente preso questa importante decisione in piena autonomia…Ho informato il presidente (della Repubblica) e le autorità governative alcuni giorni fa, così come la presidente della BCE», ha scritto nella sua lettera.
La mossa, come sottolinea il Financial Times, è insolita. La tempistica è a dir poco perfetta e dà la possibilità a Macron di nominare un successore prima della competizione presidenziale della primavera 2027.
Macron non può ricandidarsi e l’estrema destra risulta nettamente in testa nei sondaggi rispetto ai potenziali candidati della sinistra o dell’area centrista, con Marine Le Pen e il suo numero due Jordan Bardella ben settiati negli scenari di ballottaggio.
«La decisione di Villeroy di lasciare in anticipo potrebbe mirare a separare la scelta del suo successore dalle imminenti elezioni presidenziali francesi, dato che l’indipendenza della politica monetaria sembra essere diventata una questione per un numero crescente di leader politici», ha affermato Ludovic Subran, capo economista presso Allianz.
L’eredità di Villeroy in Francia e nella BCE
Villeroy de Galhau, nominato per il suo primo mandato di sei anni nel 2015 dal presidente socialista François Hollande, ha guidato la banca centrale durante la pandemia di Covid-19 e successive iniziative del governo per sostenere l’economia.
È da tempo molto presente nel dibattito pubblico in Francia, anche come commentatore economico, e di recente ha parlato dei rischi collegati all’alto deficit del Paese. Negli ultimi due anni è stato spesso indicato come possibile candidato alla carica di primo ministro.
Dal 2024, dopo che le elezioni legislative hanno frammentato il parlamento, i diversi governi nominati da Macron sono durati poco, soprattutto a causa delle dispute parlamentari sul bilancio.
Villeroy de Galhau è noto anche per essere un sostenitore di tassi d’interesse più bassi presso la Banca Centrale Europea. La sua uscita avviene in vista di un rimpasto ai vertici della BCE entro la fine del 2027, che culminerà con la sostituzione della presidente Christine Lagarde. Lagarde ha dichiarato che il consiglio direttivo della BCE ha «beneficiato enormemente del realismo unito a forti convinzioni e visione europee» che Villeroy de Galhau «porta sempre al tavolo».
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