Confermata la crescita da zero virgola per il PIL dell’Italia di Meloni. Arriva la bocciatura delle previsioni per il 2026 da parte dell’FMI. C’è anche l’upgrade ma...
L’FMI ha annunciato oggi di aver tagliato le previsioni sul PIL dell’Italia relative al 2026 di 0,1 punti percentuali, al +0,7%.
Il downgrade pesa soprattutto se si considera che, a fronte della bocciatura delle stime per il PIL italiano, l’FMI ha migliorato le previsioni di crescita dell’economia globale, prevista ora al +3,3% nel corso di quest’anno, superiore di 0,2 punti percentuali rispetto all’ultimo outlook reso noto a ottobre.
L’FMi migliora previsioni PIL mondiale 2025-2026. Attesa crescita +3,3% per entrambi gli anni
Le nuove previsioni sono state comunicate con la pubblicazione del World Economic Outlook (WEO), il rapporto con cui l’istituzione di Washington presenta le stime sul trend del PIL globale.
PIL globale che, secondo le nuove attese, è salito del 3,3% anche nel corso del 2025, con un upgrade che, in questo caso è stato di 0,1 punti percentuali.
Per quanto riguarda il 2027, il Fondo ha reso noto di stimare per il prodotto interno lordo mondiale un rallentamento al ritmo pari a +3,2%.
Updated IMF Growth Forecasts for 2026:
🇺🇸 US: 2.4%
🇩🇪 Germany: 1.1%
🇫🇷 France: 1.0%
🇬🇧 UK: 1.3%
🇨🇳 China: 4.5%
🇯🇵 Japan: 0.7%
🇮🇳 India: 6.4%
🇷🇺 Russia: 0.8%
🇧🇷 Brazil: 1.6%
🇸🇦 Saudi Arabia: 4.5%
🇳🇬 Nigeria: 4.4%Explore the full projections. https://t.co/RDO0Y3o9nG pic.twitter.com/B88JGr1k9X
— IMF (@IMFNews) January 19, 2026
Ma il PIL di Meloni che fa? Downgrade per il 2026, upgrade per il 2027. Ma il risultato è sempre zero virgola
Tornando all’Italia, le notizie arrivate oggi con la presentazione dell’aggiornamento del World Economic Outlook da parte dell’FMI, delineano un quadro in chiaro scuro.
Il PIL dell’Italia viene previsto in accelerazione, nel 2026, dal +0,5% al +0,7% (ma le stime di ottobre erano migliori di 0,1 punti).
Allo stesso tempo, la notizia confortante per il governo Meloni è che le previsioni per il PIL del 2027 sono state riviste al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto allo scorso ottobre, al +0,7%. Quindi, il governo Meloni potrebbe in teoria vantarsi di un upgrade.
Ma il risultato cambia poco: +0,7% nel 2026 e +0,7%, per il 2027, il che significa che l’FMi conferma quanto già previsto da altri economisti, ovvero la crescita da zero virgola dell’Italia di Meloni.
Il peggio è che questo ritmo di crescita certifica non solo una fase di stagnazione che fin troppe volte ha caratterizzato l’economia nazionale (e non solo nel caso di questo governo ).
Ad affondare il dito nella piaga è il fatto che, lungi dall’essere ormai tra le prime della classe, l’Italia si avvia a registrare il ritmo di espansione più basso in Europa rispetto ai PIL delle principali economie (ma anche e soprattutto rispetto alla Spagna), con uno stacco, in alcuni casi, decisamente significativo.
Italia fanalino di coda, il PIL di Meloni impallidisce rispetto a quello di Francia, Germania e Spagna
L’FMI non si è limitata infatti a rivedere al rialzo le attese per il PIL mondiale.
Stessa cosa ha fatto anche per il PIL dell’area euro, le cui previsioni sono state migliorate di 0,1 punti percentuali a +1,3%, grazie al bazooka fiscale della Germania e alla forza mostrata soprattutto dalle economie di Spagna e Irlanda.
Per il 2027 le stime di crescita dell’Eurozona sono state invece confermate al +1,4%, con gli economisti che hanno fatto notare nel World Economic Outlook che l’aumento delle spese per la difesa si rifletterà sul PIL europeo soltanto negli anni successivi al 2027.
I tassi di crescita attesi per l’area euro nel 2026 e nel 2027 per l’Eurozona fanno in ogni caso impallidire il PIL dell’Italia, così come impietoso è il confronto tra il PIL di Meloni e il PIL di alcune economie.
Per il PIL della Germania, dopo una stagnazione nel 2025 confermata da una crescita del PIL pari a +0,2%, l’FMI stima per esempio una ripresa pari a +1,1% nel 2026 (upgrade di 0,2 punti percentuali) e al +1,5% nel 2027 (view confermata).
Fa decisamente meglio dell’Italia anche la Francia - quella che starebbe messa decisamente peggio di noi, secondo molti - che, dal +0,8% del 2025, passa al +1% nel 2026 (revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali) e al +1,2% nel 2027 (previsioni confermate).
La Spagna rimane poi il grande rospo da mandare giù per il governo Meloni. Il PIL spagnolo, infatti, è atteso dall’FMI avanzare al ritmo del 2,3% nel 2026 (sulla scia di un upgrade del Fondo di 0,3 punti percentuali), dopo una espansione pari a +2,9% nel 2025, per poi crescere dell’1,9% nel 2027.
A superarci è anche il Regno Unito che, dopo un +1,4%, avanzerà nel 2026 e nel 2027b rispettivamente dell’1,3% e dell’1,5% (stime formulate), secondo il Fondo Monetario Internazionale.
Decisamente meglio dell’Italia anche il Canada, il cui PIL è atteso salire dall’FMI ai ritmi dell’1,8%, del 2% e del 2,1% rispettivamente nel 2025, 2026 e 2027.
Gli Stati Uniti?
Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sono di una crescita pari a +2,4% nel 2026, con le stime che sono state riviste al rialzo rispetto a quelle di ottobre, in parte grazie agli investimenti massicci nelle infrastrutture di Intelligenza artificiale (AI), inclusi i data center e i chip per l’AI sempre più potenti.
Per il 2027, le previsioni per il PIL USA sono state invece abbassate di 0,1 punti percentuali a +2%.
Tra le economie del G7, l’Italia riesce a superare, ma solo nel 2027, soltanto il Giappone il cui prodotto interno lordo, dopo una espansione pari a +1,1% nel 2025, è previsto salire dello 0,7% nel 2026 (stime migliorate rispetto a ottobre 2025) e dello 0,6% nel 2027 (outlook uguale a quello contenuto nel precedente rapporto WEO, e rispetto al +0,7% dell’Italia).
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