In Francia la radio FM verrà spenta entro il 2033: ecco cosa cambia con il DAB+, cosa succede alle auto prima del 2020 e qual è la situazione nel resto d’Europa e in Italia.
Se possiedi un’auto immatricolata prima del 2020, in futuro potresti attraversare il confine francese e scoprire che la radio non funziona più. Nessun problema tecnico, ma la conseguenza di una scelta precisa: l’addio progressivo alla banda FM.
Non è certo una questione vitale per chi si trova nel Paese per lavoro o per vacanza, ma la notizia è comunque significativa perché mostra una tendenza che sta prendendo piede in Europa. Sempre più Stati, infatti, stanno ragionando su uno switch off della radio analogica, con un percorso molto simile a quello che in passato ha interessato la televisione con il passaggio al digitale terrestre.
Il cambiamento riguarda il passaggio dalla FM al DAB+, un sistema di trasmissione digitale che offre una qualità audio superiore ma richiede apparecchi compatibili. Di conseguenza, quando il segnale FM verrà spento e la radio sarà trasmessa solo in digitale, le autoradio più datate - indicativamente quelle precedenti al 2020 - smetteranno semplicemente di funzionare.
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Cos’è il DAB+
Il DAB+, acronimo di digital audio broadcasting, è lo standard di radio digitale che progressivamente sta sostituendo la tradizionale FM. A differenza della modulazione di frequenza, il segnale non viene trasmesso in forma analogica ma come flusso di dati digitali, con una qualità audio più stabile e una migliore gestione delle frequenze.
Nel dettaglio, con il DAB+ su una sola frequenza possono viaggiare più stazioni radio contemporaneamente, all’interno di un unico pacchetto digitale chiamato multiplex. Inoltre, le emittenti non vengono più cercate tramite la frequenza, ma selezionate direttamente per nome, come accade con i canali televisivi.
Lo standard deriva dal progetto europeo Eureka 147 e si è evoluto nel DAB+ grazie a un sistema di compressione più efficiente, che consente una qualità del suono superiore. Per ricevere il segnale è però necessario un apparecchio compatibile: le vecchie radio FM non possono decodificare la trasmissione digitale.
La decisione della Francia
In Francia il passaggio alla radio digitale ha assunto una dimensione tangibile con la decisione presa nel 2024 dall’Arcom, l’autorità che regola il settore audiovisivo. L’ente ha infatti indicato un percorso che porterà alla progressiva eliminazione della banda FM e al passaggio esclusivo alla trasmissione in DAB+ entro il 2033.
La transizione sarà graduale e articolata in due fasi. La prima, che verrà completata entro 2027, servirà a rafforzare la copertura del segnale digitale e ad adeguare le normative. La seconda, prevista tra il 2028 e il 2033, sarà quella della vera e propria migrazione: i trasmettitori FM verranno spenti progressivamente e le frequenze liberate non saranno più riutilizzate.
Cosa sta facendo il resto d’Europa?
Nel resto d’Europa la transizione dalla radio FM al DAB+ procede a velocità diverse, ma la direzione è ormai chiara. Alcuni Paesi hanno già compiuto passi decisivi verso lo spegnimento dell’analogico, mentre altri stanno ancora lavorando sulla diffusione dei ricevitori digitali e sulla copertura del segnale.
Il caso più avanzato è quello della Svizzera, dove la radio pubblica SSR ha spento definitivamente i diffusori FM alla mezzanotte del 31 dicembre 2024, passando a una distribuzione interamente digitale tramite DAB+ e internet.
La scelta è stata giustificata con i costi elevati del simulcasting analogico e con il fatto che meno del 10% della popolazione ascoltava la radio esclusivamente in FM. Le emittenti private, invece, continueranno a trasmettere in analogico fino al 2026, ma il percorso verso l’addio definitivo alla FM è ormai tracciato.
Anche la Norvegia è spesso citata come esempio, essendo stato il primo Paese a spegnere le reti FM nazionali già nel 2017, con un passaggio completo al digitale per le principali emittenti.
In altri Stati, come Germania, Regno Unito e Spagna, non esiste ancora una data ufficiale per lo switch-off, ma il DAB+ si sta diffondendo progressivamente grazie agli obblighi europei sui nuovi dispositivi e sulle auto.
E l’Italia?
In Italia la situazione è molto diversa rispetto a quella di Paesi come Svizzera o Norvegia. Al momento non esiste alcuna data ufficiale per lo spegnimento della banda FM e la radio analogica continua a convivere con il sistema digitale.
Negli ultimi anni, però, sono stati compiuti passi importanti verso il DAB+. Dal 2020, infatti, tutte le radio vendute devono essere compatibili con lo standard digitale e dal 2021 lo stesso obbligo vale per le auto nuove, in base alle direttive europee. Questo significa che il parco dispositivi sta cambiando gradualmente, anche senza un vero e proprio switch-off programmato.
La copertura del segnale DAB+ in Italia ha ormai raggiunto circa l’86% della popolazione e si stima che oltre 8 milioni di persone possiedano un ricevitore compatibile. La diffusione, tuttavia, non è uniforme: le grandi città e le principali arterie autostradali sono ben servite, mentre in alcune aree interne o montane la copertura resta ancora limitata.
Proprio per questi motivi, nel nostro Paese non si parla ancora di una data per l’addio definitivo alla FM. Il passaggio al digitale dipenderà soprattutto dalla diffusione dei ricevitori e dall’estensione della copertura.
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