L’UE impone l’installazione di dispositivi di blocco dell’accensione a causa dell’alcol su tutte le nuove auto

Ilena D’Errico

1 Giugno 2026 - 22:11

L’Unione europea ha previsto degli obblighi per tutte le nuove auto anche in tema di alcolock, necessario a bloccare l’accensione delle auto in caso di alcol assunto dal guidatore.

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L’Unione europea sta introducendo gradualmente svariate novità per promuovere la sicurezza stradale, dalle patenti di guida alle strade, passando per i veicoli. Le nuove auto devono rispettare standard più rigorosi e disporre di strumenti appositi per agevolare il conducente e limitare gli incidenti. La normativa europea ricorre per lo più agli Adas, i sistemi avanzati di assistenza alla guida, considerati il mezzo più efficace per ridurre la probabilità di sinistri.
Bruxelles ha previsto moltissimi cambiamenti da questo punto di vista, con scadenze distanziate nel tempo per permettere a tutti i produttori di adeguarsi senza disagi eccessivi e così contenere l’impatto sui cittadini.

Quasi tutti gli elementi di pericolo alla guida vengono presi in considerazione, compreso ovviamente il consumo di alcol, per il quale si punta ai dispositivi di blocco come l’alcolock. In questo modo chi ha un tasso alcolemico superiore a quanto consentito non può mettersi alla guida. Privando il conducente di ogni discrezionalità diventa pressoché impossibile guidare in stato d’ebbrezza, ma non è sempre facile garantire un’applicazione equa della restrizione. Anche per questa ragione l’Unione europea ha passato la palla agli Stati membri, preferendo obblighi dall’impatto contenuto per quanto riguarda l’alcol, rispetto al resto della normativa.

I dispositivi di blocco dell’accensione per l’alcol secondo l’UE

Nell’ambito della missione “Vision Zero”, che mira ad azzerare virtualmente le vittime da incidenti stradali entro il 2050, l’Unione europea sta gradualmente rivedendo i requisiti tecnici delle nuove auto immatricolate sul territorio. Obblighi di legge coerenti con gli ordinamenti dei singoli Stati membri che riguardano esclusivamente le nuove immatricolazioni, in una forma di compromesso indispensabile per evitare un impatto rovinoso sull’automotive e più che proibitivo per i consumatori. Tutti i vari sistemi di assistenza alla guida obbligatori, con le rispettive scadenze, si intendono quindi esclusivamente per i veicoli messi nel mercato dopo l’entrata in vigore delle norme in questione.

Chi ha un veicolo di immatricolazione antecedente non deve quindi preoccuparsi, anche se molti marchi automobilistici sono stati piuttosto lungimiranti e hanno dotato le proprie vetture di parecchi Adas con largo anticipo. Nonostante ciò, le disposizioni europee sono controverse, anche per quanto riguarda il cosiddetto alcolock. Il tema dell’alcol è quello in cui Bruxelles è stata meno incisiva in assoluto, ma non manca comunque di sollevare il dibattito. In particolare, l’Ue ha stabilito che tutte le nuove auto (con immatricolazione a partire da luglio 2024) siano predisposte per l’installazione dei sistemi che bloccano l’accensione al rilevamento di alcol sopra una certa concentrazione. Quelli che in Italia e molti altri Paesi europei prendono semplicemente il nome di alcolock, perché bloccano l’uso del veicolo a chi ha assunto alcol.

Le auto non devono avere lo strumento già integrato, ma disporre delle apparecchiature tecniche che potrebbero servire all’installazione. Quest’ultima sarebbe così più semplice, veloce e meno costosa per i conducenti, oltre che sempre possibile. Allo stesso tempo, però, con questa scelta Bruxelles non interviene minimamente sulle disposizioni nazionali relative all’alcol alla guida e all’installazione obbligatoria dell’alcolock, né sulle relative criticità.

I problemi restano gli stessi

Molti Stati europei non prevedono l’uso di dispositivi di blocco, quindi la predisposizione delle auto in tal senso è visto come un onere superfluo, oltre che divisivo rispetto ai veicoli di provenienza extra-Ue. In caso contrario, potrebbe essere il passaggio preparatore verso un regolamento più duro, che vede l’alcolock sempre obbligatorio. Ma se così dovesse essere, si inasprirebbero i problemi relativi al dispositivo, finora limitati ai singoli Stati che lo prevedono. Il tasso alcolemico vietato non è unico e generalizzato, ma dipende da alcune variabili. Neopatentati e conducenti professionali devono avere molta più prudenza, come pure chi è già stato sanzionato per guida in stato d’ebbrezza.

Cosa succederebbe quindi in caso di condivisione del veicolo tra diversi conducenti? Per non parlare di malfunzionamenti dello strumento, né dei costi aggiuntivi che comporta. L’Italia ha già regolamentato l’obbligo di alcolock, ma senza risolvere molti dei problemi ipotizzati e soprattutto rendendo evidente una grave lacuna: la mancata identificazione del conducente. L’effetto impositivo vale poco se per aggirare il blocco è sufficiente far eseguire il test da un’altra persona, senza considerare l’assenza di ulteriori controlli durante la marcia. Insomma, l’uso di queste apparecchiature è teoricamente valido, ma prima di tesserne le lodi servirebbero interventi più mirati e minuziosi, soprattutto nella oggi remota eventualità di un obbligo generalizzato.

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