È facile trovarle sulle autostrade tedesche ma non servono per la rilevazione della velocità: ecco la vera funzione.
Ci stiamo avvicinando al periodo estivo, il momento dell’anno in cui tantissime persone si spostano anche all’estero per le vacanze. Può quindi capitare che chi viaggia in automobile verso Paesi come la Germania si ritrovi lungo le autostrade dei piloni blu posizionati ai lati della carreggiata, dotati di quattro telecamere rivolte verso la strada. Si tratta di un sistema attualmente utilizzato soprattutto sulle autostrade tedesche e che, per chi non lo conosce, può rappresentare un vero incubo per gli automobilisti.
La realtà, però, è ben diversa. Gli automobilisti possono stare tranquilli, perché la funzione di questi piloni blu non riguarda le auto private e non rappresenta un pericolo per chi ha il piede leggermente pesante e ogni tanto supera i limiti di velocità. Queste strutture, infatti, non sono autovelox: non rilevano la velocità dei veicoli e non servono a scattare fotografie per comminare multe. Si tratta invece di telecamere con uno scopo ben preciso, legato soprattutto al traffico dei camion.
Cosa sono le telecamere blu e a cosa servono
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In Germania le autostrade sono gratuite per automobili, moto e veicoli fino a 3,5 tonnellate. A pagare il pedaggio sono soltanto i camion che superano questo limite di peso. Per verificare il corretto pagamento del pedaggio non vengono utilizzati caselli come quelli presenti in Italia, ma proprio queste telecamere blu. Quando un camion passa sotto il sistema, le telecamere controllano automaticamente se il pedaggio è stato pagato, scattando una foto ravvicinata della targa e un’immagine laterale del mezzo per calcolare anche il numero di assi e di ruote.
Il sistema si collega inoltre all’unità di bordo del camion, la cosiddetta OBU, e verifica dati come peso e classe ambientale del veicolo. Se tutte le informazioni risultano corrette e il pedaggio è stato pagato, i dati vengono immediatamente eliminati. In caso contrario, invece, scatta la sanzione, che può arrivare fino a 230 euro per il conducente e a 470 euro per l’azienda proprietaria del mezzo.
Anche il colore blu delle colonnine non è casuale. È stato scelto appositamente per evitare confusione con i veri autovelox, che in Germania sono generalmente grigi. Gli automobilisti, quindi, non devono preoccuparsi: quando il sistema rileva che il veicolo in transito è un’auto privata, le informazioni vengono immediatamente cancellate senza alcuna conseguenza.
Sistemi di controllo simili non esistono soltanto in Germania. In molti Paesi europei dove il pedaggio è gratuito per le automobili ma obbligatorio per i camion vengono utilizzate tecnologie equivalenti. In Germania queste colonnine sono particolarmente riconoscibili proprio per il loro colore blu brillante, diventato ormai un elemento tipico della rete autostradale tedesca. In altri Paesi, come Repubblica Ceca e Austria, si utilizzano ancora grandi portali metallici sospesi sopra la carreggiata, dotati di scanner laser e telecamere capaci di leggere le targhe dall’alto. Anche la Germania in passato adottava sistemi simili, ma gradualmente li sta sostituendo con le colonnine blu, considerate meno invasive dal punto di vista visivo ed economico.
Anche in Italia esistono colonnine blu, ma in questo caso si tratta spesso di veri autovelox che controllano la velocità di auto, moto e camion. Per quanto riguarda il pagamento del pedaggio, invece, nel nostro Paese si utilizzano ancora prevalentemente i classici caselli autostradali in entrata e in uscita. Tuttavia, esistono alcune eccezioni, come la Pedemontana Lombarda o l’Asti-Cuneo, dove non sono presenti barriere fisiche: in questi casi il controllo avviene tramite grandi portali elettronici sospesi sopra la carreggiata, simili a quelli dei sistemi Tutor, che verificano automaticamente il transito dei veicoli. Grazie al sistema Free Flow il pagamento poi dovrà avvenire entro 15 giorni dal passaggio. In caso contrario si riceverà una multa.
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