Crisi Ubisoft, stop ai videogiochi di punta e licenziamenti in arrivo. Il titolo crolla del 33%

P. F.

22/01/2026

Giochi cancellati, tagli e incertezza sui conti futuri. Ubisoft affonda in Borsa dopo l’annuncio della riorganizzazione: il titolo crolla del 33%, segnando il peggior ribasso in oltre 30 anni.

Crisi Ubisoft, stop ai videogiochi di punta e licenziamenti in arrivo. Il titolo crolla del 33%

Clamoroso tonfo in Borsa per Ubisoft. Nella mattina di oggi, giovedì 22 gennaio, le azioni del colosso francese dei videogiochi hanno perso il 33% alla Borsa di Parigi, segnando il peggior ribasso giornaliero dalla quotazione del titolo avvenuta nel 1996. Il crollo è arrivato dopo l’annuncio di una profonda riorganizzazione aziendale della multinazionale di Saint-Mandé, che ha inoltre deciso di cancellare sei videogames ancora in fase di sviluppo.

Il titolo, protagonista di un avvio di seduta ritardato, è risultato il peggiore dell’indice SBF 120, che riunisce le principali società quotate a Parigi. In mattinata le azioni di Ubisoft scambiavano intorno ai 4,6 euro, con una capitalizzazione di mercato scesa a circa 616 milioni di euro. Sono numeri che certificano un progressivo ridimensionamento del gruppo: già nel 2024, il titolo aveva perso quasi la metà del proprio valore, restando ben lontano dai massimi del 2018, quando la società superava gli 11 miliardi di euro di capitalizzazione.

Il piano di Ubisoft che ha scatenato il crollo in Borsa

Il piano annunciato mercoledì da Ubisoft ha messo nero su bianco le difficoltà già emerse nelle ultime settimane, tra indiscrezioni su chiusure di divisioni e annunci di nuovi licenziamenti. La società ha deciso di interrompere lo sviluppo di sei titoli, tra cui il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, uno dei progetti più attesi del catalogo.

Sul fronte finanziario, Ubisoft ha rivisto al ribasso le previsioni sulle prenotazioni nette per il 2026 e ha ritirato integralmente la guidance sugli esercizi 2026/27, aumentando l’incertezza sulle prospettive di medio termine.

Una decisione che non è passata inosservata agli analisti. Secondo Corentin Marty di TP ICAP Midcap, “la prospettiva di un ritorno a una generazione di cassa positiva appare ancora lontana, mentre la struttura finanziaria del gruppo rischia di indebolirsi nuovamente nel breve periodo”.

Nuovo modello operativo: nascono le cinque “Creative House”

Al centro della ristrutturazione c’è un profondo cambiamento del modello organizzativo. Ubisoft sarà suddivisa in cinque “Creative House”, divisioni creative decentralizzate, ciascuna focalizzata su specifici generi e franchise. Oltre allo sviluppo dei giochi, ogni area avrà piena responsabilità della strategia editoriale, del posizionamento sul mercato e dei risultati economici.

La prima Creative House sarà Vantage Studios, nuova controllata avviata lo scorso anno con l’obiettivo di far crescere e valorizzare i franchise di punta del gruppo - come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six - e trasformarli in brand capaci di generare ricavi miliardari su base annua.

Le altre divisioni si occuperanno rispettivamente di sparatutto competitivi, esperienze live service, mondi fantasy narrativi e giochi casual e family-friendly. Il gruppo ha confermato lo sviluppo di quattro nuovi progetti, tra cui “March of Giants”, acquisita di recente da Amazon. La collocazione dei nuovi titoli all’interno delle Creative House verrà comunicata successivamente.

Licenziamenti in vista e stretta sul lavoro da remoto

Durante una call con la stampa, il management di Ubisoft non ha fornito indicazioni precise sul numero dei nuovi esuberi previsti, limitandosi a confermare che ulteriori dettagli sulla riduzione dell’organico verranno comunicati in un secondo momento. La società francese conta attualmente circa 17.000 dipendenti e ha già chiuso gli studi di Halifax e Stoccolma.

Tra le nuove misure figura anche il ritorno alla presenza in ufficio cinque giorni a settimana per tutti i team, pur con il mantenimento di un numero limitato di giornate annue di lavoro da remoto. Per Ubisoft, si tratta di una decisione che segna un netto cambio di rotta rispetto alle politiche di maggiore flessibilità adottate negli anni successivi alla pandemia.

Le parole del CEO Guillemot: “Una svolta necessaria per tornare a crescere”

Nel commentare il piano di ristrutturazione, il fondatore e CEO Yves Guillemot ha parlato di una svolta inevitabile per il futuro del gruppo. “L’industria dei videogiochi AAA è diventata strutturalmente più selettiva e competitiva, con costi di sviluppo in costante aumento”, ha spiegato, sottolineando come i titoli di grande successo abbiano oggi un potenziale finanziario più elevato che in passato.

Secondo Guillemot, le misure annunciate avranno un impatto significativo nel breve periodo, in particolare negli esercizi 2026 e 2027, ma sono indispensabili per riportare Ubisoft su un percorso di crescita sostenibile: “Si tratta di decisioni difficili, ma necessarie per costruire un’organizzazione più focalizzata, efficiente e solida nel lungo termine”.

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