Niente da fare. La Germania risponde con l’ennesimo nein alla proposta degli eurobond rilanciata dal Presidente francese Macron.
Nein e ancora nein agli eurobond dalla Germania, al momento nelle mani del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Che ha detto non solo di non volerli ma che, se anche fosse favorevole alla creazione di strumenti ad hoc di debito comune, avrebbe comunque le mani legate.
Al termine del vertice informale del Consiglio europeo che si è tenuto ieri in Belgio, e che è stato incentrato sul tema della competitività, Merz ha affermato che la questione dei finanziamenti in Europa attraverso l’emissione di eurobond è stata “esaminata con grande attenzione”.
D’altronde, tra i presenti al Consiglio c’era l’ex Presidente della BCE ed ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, autore del rapporto sulla competitività UE e tra i sostenitori più strenui degli eurobond.
Ma Merz ha bocciato di nuovo gli eurobond il cui lancio venne auspicato già negli anni ’90 dall’allora numero uno della Commissione europea Jacques Delors e che sono stati osteggiati dalla Germania fin dai tempi dell’ex cancelliera Angela Merkel, che ribadì il proprio nein alla prospettiva di creare un titolo di debito comune tutto europeo negli anni drammatici della crisi dei debiti sovrani esplosa nell’area euro.
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La contrarietà della Germania, che avrà gelato sicuramente il Presidente francese Emmanuel Macron, che nei giorni scorsi è tornato a rilanciare l’idea, è stata rimarcata ieri dal cancelliere Merz, che ha fatto la seguente precisazione:
“Non lo voglio. Ma, anche se lo volessi, non potrei farlo, perché la Corte costituzionale federale ha posto limiti molto chiari al governo federale tedesco in questo ambito”.
Ovvero? Ovvero, un conto è stato il ricorso a strumenti di debito comune in situazioni eccezionali, un altro è rendere strutturale per l’Europa il ricorso al debito comune:
“Questa mattina sono stato molto chiaro nel dire che, sebbene le opinioni possano essere diverse, non sosterrò l’idea degli eurobond ”, ha rimarcato Merz in un punto stampa che ha seguito il vertice informale dell’Unione europea.
Il leader tedesco ha ricordato, nel fare riferimento al fondo di ripresa per il Covid-19 e al prestito da 90 miliardi erogato all’Ucraina che, in passato, “abbiamo fatto ricorso al debito europeo, ma si trattava di circostanze straordinarie consentite anche dai trattati”. Ciò non significa che l’eccezione debba diventare la regola, ha ammonito il cancelliere. Sempre ieri, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era detta invece favorevole alla proposta degli eurobond, arrivando al Castello di Alden Biesen, per partecipare all’incontro informale dei Leader dell’UE.
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Merz boccia proposta Macron, “dobbiamo cavarcela con le risorse disponibili”
Altro che, dunque, “ eurobond orientati al futuro ”, sponsorizzati dal Presidente francese Emmanuel Macron.
Che la Germania fosse pronta a ribadire la propria opposizione all’idea degli eurobond riproposta più volte come la vera soluzione per l’Europa, e che la Francia di Macron fosse destinata a vedere rifiutata il proprio appello, era tornato a essere chiaro qualche giorno fa quando, contattato da Politico, in vista del summit sulla competitività che si è svolto ieri in Belgio, un funzionario tedesco si era così espresso, riferendosi, nello specifico, all’appello di Macron:
“Crediamo che, alla luce dell’agenda (del vertice dei leader dell’UE), ciò distolga un po’ l’attenzione da ciò di cui si tratta realmente, vale a dire che il problema della produttività che abbiamo. È vero che abbiamo bisogno di più investimenti. Ma è anche vero che la questione rientra nel contesto del Quadro finanziario pluriennale ”, ha aggiunto il funzionario vicino al cancelliere Merz, riferendosi al bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034, attualmente in fase di negoziazione.
Quanto detto dal funzionario tedesco è stato rimarcato ieri direttamente da Merz, che è stato chiaro nel sottolineare che nel New Normal “ dobbiamo cavarcela con le risorse disponibili ”.
Tra l’altro il cancelliere ha fatto notare che un ostacolo al sì della Germania agli eurobond è rappresentato in primis dalla Corte costituzionale federale tedesca che, ha ricordato, “ha posto limiti molto chiari al governo ” della Germania.
L’appello di Macron, “il mercato ha sempre più paura del dollaro USA. Offriamogli debito europeo”
In attesa del vertice informale dell’UE di ieri incentrato sulla competitività, il Presidente francese Emmanuel Macron, giorni fa, aveva parlato giorni fa della necessità dell’Europa di adottare una linea dura contro l’amministrazione Trump riguardo alla regolamentazione digitale europea e, anche, la minaccia rappresentata dalla Cina, in una fase in cui le aziende continuano a inondare il mercato europeo di prodotti a basso costo.
“Gli Stati Uniti, nei prossimi mesi — è certo — ci attaccheranno sulla regolamentazione digitale ”, aveva avvertito Macron, rimarcando che, di fronte a queste sfide, l’Europa fa i conti con un bilancio limitato.
Dunque, aveva sottolineato il Presidente francese, affinché l’Europa riesca a finanziare il proprio futuro, “è il momento di lanciare una capacità di indebitamento comune, per questi eurobond del futuro”.
Macron aveva fatto notare come il timing potrebbe essere anche perfetto, a causa della continua perdita di fiducia da parte del mondo nei confronti del dollaro USA. “Il mercato globale… ha sempre più timore del biglietto verde americano. Sta cercando alternative. Offriamogli debito europeo ”, aveva detto.
Ma il suo appello è caduto nel vuoto. Risultato: l’auspicio di Mario Draghi si conferma, a causa del no della prima economia europea, di nuovo una mera utopia.
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